24 febbraio 2008

Your eyes are just like black spiders..

Ricordate questa canzone? Ed ora confrontate il video con uno che passa in questi giorni su MTV. Ma, vabbè. Questa canzone, comunque, ti spezza le ossa.

21 febbraio 2008

In attesa di novità sul mio futuro esistenziale e/o geografico [la dilatazione dello spazio tempo sta rendendo quest'attesa quasi insopportabile per me], news sui Dresda.

Nuovo passaggio radiofonico, oltre a Radio Pololare Network in Riserva Indie, ieri sera siamo stati passati su Radiobaldanza durante il programma Portatevi Le Cuffie.

Fa sempre piacere in fondo: oltre la pluriscaricata compila di postrocknotes , e quella drammatica del buridda, farsi sentire da un pubblico ampio è l'elemento chiave per capire quanto [poco] vali.

Ed ecco il programma delle date in programma da marzo in poi [non ricordo di averle già postate, se si, è che sono sclerotico].

01 Marzo, Compost Night a Buridda (GE) con Neve su di Lei, June Miller, Three Fingers Guitar e altri

08 Marzo, CSOA La Comune (Massa Carrara) con June Miller

15 Marzo, Checkmate Club (GE) con Three Steps to the Ocean

11 Maggio, La Tenda Alternative Fest (Modena) con Bagend

18 febbraio 2008

Nooooooooise!


Una mano al delay ed una al... cucchiaio. Le foto live sono sempre fiche.

17 febbraio 2008

Karate - Sever [spettacolo]

Non mi ricordo chi sostenne che assomiglio a Geoff Farina.
E magara!

15 febbraio 2008

Autoreferenziale?

Quale città prima di tutto?

Di sicuro non Rapallo. Addio al mio ufficio piccino picciò, ai clienti pazzi furiosi, e addio [a malincuore] anche alla Compagnia che mi ha cresciuto, tra canti aziendali e trasferte non retribuite.

Un nervoso ragazzi miei non sapere dove sarai e cosa farai, non tra un anno, ma tra dieci giorni! Stress ai massimi livelli, e solo sta settimana ho guidato per circa 1000 chilometri. Solo soletto (con Coltrane e Charlie Parker).

Emozione, preoccupazione, grandi cambiamenti. Sto diventando grande? Mi sa che questo è lo step definitivo che mi trasforma in un odiato yuppie vero e non solo wannabe.

Ma almeno io sono operativo, non un fantoccio da fotocopie che si atteggia a young urban professional!

E nonostante questa incancellabile onta, in attesa del destino ineluttabile, qualche sfizio me lo levo ancora. Domani sera al Checkmate club la reprise del duo impro idiot avant noise. Come la nostra performance nel filmato qua sotto, solo che molto ma molto peggio!

Chewbacca Chainsaw Massacre - Impro n.1 @ Buridda (compost night)

01 febbraio 2008

Pensieri quadrimensionali nello spazio infinito, ultimo capitolo?

Quassù nello spazio riesco a vedere le cose in maniera molto più chiara.
O forse è stato il Maresciallo Tito ad aiutarmi a capire di più, sulla vita, l’universo e tutto quanto. Strano che un cane, seppure superintelligente, possa conoscere più profondamente l’animo degli esseri viventi di tanti studiosi, filosofi, poeti.
La cornucopia della terra sembra andare a gonfie vele, e gli apocalissisti del pianeta En-a-Lotto nella galassia Sisal, che parevano averci azzeccato in pieno, in realtà hanno preso una gran cantonata: la razza umana tende all’autodistruzione con più calma del previsto. In fondo tutto va come deve andare.
Uno di questi giorni tornerò giù. Ora sarei in grado di compiere un outing più convinto, meno filosofico e più pratico. Sarei in grado di guardarmi intorno con maggiore consapevolezza e decidere della mia vita in maniera molto razionale. Forse.
Ricordate quando ho provato a compiere il tour turistico di Blade Runner? O quando ho provato a commercializzare il nulla? La compagnia assicurativa galattica naufragata? E non vi ho mai raccontato della volta che ho barattato un chilo di bresaola frullata con una turbozappa a reazione nucleare truffando un pericolosissimo pastore sparasiano.
Tirando le somme anche nello spazio ho aspirato a qualcosa, come se per essere sia necessario fare. Lo è? Forse si, forse no. Ed allora potrei scrivere l’ultimo capitolo della mia personale guida galattica: in fondo, anche l’infinito universo non è così più interessante della terra.
Ma non sono convinto, credo ci rifletterò ancora un po’. Me ne starò ancora un po’ quassù a scrutare l’universo immobile e le formichine, compreso il mio ambizioso alterego robotico, che si affannano per raggiungere obiettivi più o meno grandi. O ad occupare il più possibile il tempo. Chissà, neanche il Maresciallo Tito è riuscito a togliermi questo dubbio dalla testa. E neppure la Guida Galattica, il libro più completo dell’universo, e più economico dell’enciclopedia galattica.
Nel frattempo voglio essere Robert Jordan intento a far saltare un dannato ponte [sperando che non sia stato qualche testardo ufficiale inglese fischiettante a costruirlo]. In una sola notte bruciare Chrome. Voglio sorseggiare whiskey con Philip Marlowe o Gatsby. Oppure posso essere un grande scrittore come ho sempre sognato, uno di quelli che scrivono storie divertenti e fantasiose, non troppo vere e non troppo finte. Con gli sbirri americani degli anni cinquanta, il braccio violento della legge.
Insomma posso fare grandi imprese, pensando quadrimensionalmente. Gran cosa il pensiero multidimensionale.
Ogni tanto imbraccio anche la mia Brachiocaster e provo a strimpellare quella vecchia canzone dei Kansas, che non ricordo mai bene come facesse.

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