28 febbraio 2006

'a livella

La vita è ingiusta, spesso. Bisogna focalizzare solo sulle cose che contano: gli affetti.
Godere delle persone che amiamo e dedicarci a loro. Goderci i nostri genitori, i nostri fratelli, i nostri amici, i nostri amori, perché tutti se ne vanno via, pian piano, e noi con loro.
Tutto il resto non significa niente, i soldi, la carriera, il successo....
I più avvertiti sorrideranno con me quando dico "a morte o saje che è: è na livella".

23 febbraio 2006

Chi è Dio, dove abita e se riceve visite. Possibili interpretazioni.

Sul pianeta Parappero V della galassia Taquino hanno inventato una consolle stupenda collegabile a qualunque elettrodomestico a tubo cazzodico: la Praystation TM che permette di parlare con Dio.
Tutto è iniziato anni fa quando un microscopico meteorite è precipitato su Parappero V centrando in pieno il più grande lago di letame della galassia Taquino e creando un'onda che ha fatto tre volte il giro del pianeta. Un terribile Tsunami merdoso. Tutta la biancheria stesa si è smerdata, i vestiti rammendati dei poveri e persino i calzini del megapresidente.
Subito dopo si è scatenata l'influenza dei semprali. I semprali sono simili ai maiali terrestri, solo che parlano otto lingue e hanno sei cosce con le quali viene fatto un ottimo prosciutto dop. Quest'influenza ha flagellato milioni di coltissimi semprali, causando enormi danni economici al pianeta. Il virus colpiva i malcapitati animali facendoli esplodere improvvisamente. Un semprale che esplode non è un bello spettacolo.
Questi ed altri avvenimenti funesti convinsero sempre di più i superstiziosi abitanti del pianeta Parappero V che sarebbe arrivata l'apocalisse. In brevissimo tempo, complice anche la raccolta punti "gratta e vinci una settimana con un Dio a tua scelta", si diffusero centinaia di sette, settine, adirittura otte, che predicavano l'imminente fine del pianeta e veneravano divinità particolari.
Si racconta che alcuni, prima del suicidio di massa, fossero stati avvistati mentre compivano riti orgiastici venerando un compiaciuto palo della luce.
Questa tendenza alla frammentazione religiosa arrivò ad un livello tale che una statistica elaborata dalla stazione orbitante Istat concluse che su Parappero V erano venerate più divinità di quante gli abitanti potessero venerarne.
Ma gli abitanti della galassia Taquino sono famosi per il loro consumismo [oltre che per il flamenco suonato a otto dita, per l'enorme clessidra a forma di pollo che misura la notte galattica, e per il prosciutto dop di semprali]. Così, uno scaltro imprenditore chiamato Il Mandorla, dopo la geniale invenzione dello scienziato Star Gates, lanciò su Parappero V la Praystation TM, la consolle che permette di parlare con Dio.
Il principio è semplice. Sfruttando le onde cazzodiche la Praystation TM deforma le onde panna sparandole in tutte e in nessuna direzione raggiungendo in un meno di un secondo pollare [ricordate come viene misurato il tempo nella galassia Taquino] il costosissimo attico di Dio, che affaccia sul Big Bang all'inizio e alla fine dell'universo. Immediatamente le onde panna si rimaterializzano, avendo raggiunto la fine dell'universo, e permettono di comunicare via citofono con il padrone di casa, che essendo infinito sa tutto, risponde a tutti, e così via.
Perciò alla domanda "Chi è Dio", su Parappero V hanno dato una risposta grazie ad una semplicissima [forse lievemente cancerogena] consolle. Ed in questo modo tutti gli abitanti hanno abbandonato le loro fedi fittizie, tornando sulla retta via: il creatore, colui che riesce a togliere nulla dal nulla ed avere comunque il nulla. E mettere tutto nel tutto senza disordinarsi il portascarpe.
Gli ultimi semprali ancora in vita avanzarono dei dubbi sulla veridicità della cosa. Sembrerebbe infatti che all'interno della consolle ci fosse un normalissimo trasmettitore cazzodico puntato sul pianeta Vomero.
Ma i suddetti semprali esplosero, forse dolosamente, e non riuscirono a smascherare l'inghippo. Sarebbe stato un peccato perché ora gli abitanti di Parappero V sono molto felici, ottengono un sacco di risposte insensate ad un sacco di domande sensate e ciò infittisce il mistero della fede.
E' felice Il Mandorla che controlla il mercato delle consolle e si chiede quale debba essere il prossimo pianeta da colonizzare con le sue tecnologie.
E' felice Star Gates che è diventato l'uomo più ricco della galassia.
E non si sa per quale fantasiosa congiunzione astrale ora su Vomero nessuno più si muore di fame.

19 febbraio 2006

Terradue e il regime burlone

L'autostoppista spaziale è anche un grande esperto di regimi. Girando l'universo ne ha visti tanti. Stamattina mi raccontava che sul pianeta TerraDue [simile alla nostra terra, non fosse che gli abitanti si sono sviluppati in maniera diversa e più congeniale alle diverse condizioni del pianeta. Ad esempio parlano dal fondoschiena, cosa che per noi può essere orripilante ma che per loro è normale. L'evoluzione lì è stata più razionale in un certo senso. Il business delle mentine è comunque il principale del pianeta]... bé dicevo su terra due c'è una nazione governata dal cosiddetto Regime Burlone.
In pratica questi esseri che parlano dal culo basano la loro nazione sui soggetti più burloni e divertenti.
Il superpresidente è naturalmente quello più divertente... riesce a fare il burlone in qualunque occasione. Tutti ridono quando lui parla, quando lui promette a vanvera, quando alle convention con le altre nazioni fa scherzetti da prete agli altri capi di stato. Insomma al superpresidente Parrucchino tutti i cittadini gli vogliono bene.
All'interno del gabinetto governativo però ci sono altri personaggi di spicco, tipo il ministro Minestrone addetto all'economia, che nonostante ci siano 6 miliardi di giovani terraduensi disoccupati e 8 miliardi sotto la soglia di povertà compila i bilanci disegnando cazzi di tutte le taglie e si diverte ad emanare le cosìdette leggibuffedelgovernoburlone che promettono di regalare uno e poi con l'altra mano prelevano due. Insomma il Minestrone è davvero un tipo giusto e alle prossime elezioni verrà sicuramente rieletto.
Ma l'autostoppista spaziale è rimasto affascinato più di tutti dal ministro Ignoranza, addetto alle Riformedivertenti e alla Destruction. Il ministro Ignoranza una sera ad un talk show ha raccontato una barzelletta così divertente, ma così divertente, che il giorno dopo su terradue milioni di persone stavano ancora ridendo, e centinaia sono addirittura morte dalle risate.
Morire dalle risate per una barzelletta è brutto, ma le famiglie non se la sono presa più di tanto, perché i loro ministriburloni li tengono su di morale e anche quando la vita sembra difficile, l'economia a rotoli e il pianeta sul punto di esplodere per le tensioni e le guerre, loro saranno sempre lì, sorridenti, a sparare cazzate.

16 febbraio 2006

E se io non volessi dare un titolo?

A parte le schitarrate ho anche altri interessi. Avrò letto migliaia di libri nella mia vita, qualunque cosa rilegata mi passasse sotto mano. Molti facevano schifo, altri erano leggibili, altri ancora erano bellissimi.
per chi suona la campana è forse ad oggi il libro che ho amato di più. Un tempo avrei detto bastogne di enrico brizzi, ma ora no, troppo adolescenziale. E se dovessi dire uno scrittore forse sceglierei Gabriel Garcia Marquez.
Sto perdendo i fottuti capelli. Riguardando le vecchie foto avevo una chioma abbondante. Credo però di essere molto più affascinante oggi di un tempo, anche se mi dispiacerebbe perdere i capelli. Spero di arrivare a trent'anni con una chioma accettabile, quel che so è che ormai non li faccio crescere più. Quando crescono si vede che sono sempre meno, che seccatura.
Insomma, dicevo, ho letto tanti di quei libri che la maggior parte neanche me li ricordo più. Mi chiedo se qualcosa sia rimasto, se una traccia in me possa essere rimasta. Mistero. Mistero se le cose si immagazzinano o sono volatili tipo la RAM del computer o il cestino sul desktop.
Avevo una sconfinata passione per la filosofia. Ora no, ma ho le reminiscenze. Non sono mai stato uno shopenaueriano.... che faceva molto ho-lo-spleen, molto alternative. Nietzche aveva un gran fascino, forse perché era matto e poi cazzo la teoria dell'eterno ritorno dell'uguale è più che vera e alle ragazze piace.
Forse tra un milardodimilionidianni.... insomma: una linea che tende all'infinito non tende a curvarsi? E' scienza!
In un libro che ho letto recentemente si parlava di alieni che vedono il tempo quadrimensionalmente, di conseguenza se uno oggi sta male o è morto, è ancora vivo e sta benissimo in un altro punto dello spaziotempo.
Al liceo ero redattore di prima pagina del giornalino della scuola, ma non scrivevo articoli come tutti, bensì brevi saggi davvero rock. Persino i professori cedevano al fascino. Quando mi permisi di stuprare Kierkegaard adattando un'interrogazione di fisica alla "malattia mortale" persino il terribile professore dovette cedere alla mia sregolatezza adolescenziale e mi graziò dall'interrogazione.
Bei tempi quelli. Potevo permettermi di essere intelligente senza dover dimostrare niente a nessuno. Anzi meno dimostravi più la gente pensava che il non sbattersi troppo fosse sintomo di intelligenza. Il liceo è un'epoca piena di controsensi a pensarci. Io l'80% del tempo pensavo a qualche modo per inzupparlo. Il restante giocavo al computer, suonavo la chitarra e fantasticavo sul futuro [qualche volta].
Ho fatto il fermo-immagine in Basic Instinct con i miei amici, e nella confusione del videoregistratore in "pause" cercavamo di capire se Sharon Stone avesse le mutandine o meno. Cazzo ma è nuda? Cazzo ma lo fanno veramente? Mica l'ho ancora capito se lo facessero veramente Micheal Douglas e Sharon Stone.
L'autostoppista spaziale reclama il suo spazio, d'altronde questa è una guida galattica. Ammetto di averne truffaldinamente usurpato i mezzi e lo scopo. Buttiamo giù qualche definizione utile per i viaggiatori galattici di passaggio. Non mi viene un cazzo. Brutta faccenda.
Scusami amico mio, ma la guida galattica è un libro economico: mica può sempre avere le risposte!
I Romani!!! Un giorno vi devo parlare dei romani, della mia passione per il latino e per l'antica Roma.
In possesso di una Delorean un saltino ce lo farei anche. Mi manca il plutonio però: forse pensando quadrimensionalmente potrei trovare un rimedio adatto alla bisogna.

15 febbraio 2006

Quando non hai sufficiente materiale masturbatorio

Ho deciso di prendere il porto d'armi. Col porto d'armi potrei fare un sacco di cose interessanti, tipo: sparare al postino quando porta le bollette, sparare ai testimoni di Geova, sparare al mio cane quando abbaia ma solo ferendolo di striscio, sparare al cameriere del ristorante per non pagare il conto, sparare a tutto il call center della telecom, sparare alla sveglia, sparare a un sacco di cose e persone.
Potrei passare le serate sparando, mettendo in fila le lattine di cocalight, oppure fare come quei fichissimi cecchini americani che sparavano alla gente all'uscita dei supermercati. Potrei diventare così bravo a sparare che poi mi prenderebbero nella squadra Swat, o nella squadra Rainbow sarebbe ancora più figo. O perché no, a teleguidare missili nell'esercito Israeliano. Gli israeliani si che ci sanno fare coi missili.
Un'altra cosa che mi piacerebbe fare è diventare il monopolista della PelmoSoda. Il bassista del mio gruppo sostiene che la pelmosoda sia difficilissima da reperire, e quando la trova non può fare a meno di comprarla. In una saletta di Genova c'é un distributore rotto di PelmoSoda e lui ci diventa pazzo, quando poi finalmente riesce a comprarla la beve voracemente nonostante il mastodontico residuo solido sul fondo della lattina che, dicono, essere dovuto al fatto che la PelmoSoda è fatta coi pompelmi veri. Se diventassi il monopolista della PelmoSoda potrei pubblicizzarmi e tutti i maniaci della PelmoSoda sbaverebbero per comprarla da me.
Sarebbe stupendo anche diventare un cowboy. Vivere tra le vacche, mungere le vacche, mangiare fagioli e carne secca, fumare un fantastico sigaro a pancia all'aria in una calda notte nella prateria. Sono sicuro che non esiste un cowboy che sogni di fare l'avvocato: rinunciare alle vacche, al cielo stellato, ad una moglie che sforna pupacchi e una casa nella prateria proprio come nel telefilm "la casa nella prateria".
Quasi nessuno si ricorda di Riptide, un fighissimo telefilm dei miei anni. Tutti si ricordano dell'ATeam e di Magnum PI, molti sbavano per quel coglione di MacGyver, e nessuno si ricorda più di RipTide. O di Alf, che gran figo era Alf. Forse qualcuno ancora si ricorda di Arnold, il nano nero e simpaticone. O non era Arnold? Effettivamente non ricordo.
Ma il più figo era Miami Vice, un concentrato di azione, figa, belle macchine e musica di un certo livello.
E i Chips? C'é chi odia i chips e c'è chi li ama, io li amo come si può amare Kit o Stursky e Hutch.
Non li fanno più i telefilm di una volta.
Vorrei moltissimo saper suonare il sax, e blueseggiare alla finestra quando tramonta il sole. La gente si affaccerebbe dai palazzi di fronte per vedermi blueseggiare e i tristi si rattristerebbero, gli allegri si rattristerebbero, i normali si rattristerebbero. Sparerei fuori note dal buco che non so come si chiama, più dense di una zuppa di cavoli. Odio i cavoli, o meglio, la puzza dei cavoli.
Ci sono immagini bellissime che mi affascinano tipo la nebbia. Quando cala la nebbia tutto scompare, e sembra divorare pian piano il mondo che diventa il nulla. Come in un racconto che ho letto tantissimi anni fa: in pratica una strana nebbia si succhiava pian piano il mondo lasciando solo creature infernali e altri cazzi mica da scherzarci su. La nebbia nasconde davvero tutto. Durante le guerre quando c'era la nebbia si guardavano bene di andare da una trincea all'altra, infatti i potenti ultimamente per evitare la nebbia e anche la neve possibilmente preferiscono organizzare conflitti in zone calde del mondo.
Sarebbe davvero divertente andare in guerra ed essere il primo del condominio ad impallinare un vietcong. Anche se sono in ritardo per il vietnam, sono fissato coi film sul vietnam. Sono fissato coi film di guerra in generale, ma i film del vietnam mi fanno davvero sburare. Il mio preferito è Platoon, altro che Apocalypse Now che però vale per certe scene, tipo l'attacco degli elicotteri, o l'ultimo avamposto yankee allo sbando col tizio che al buio sgranata un cong ferito che lo prende per il culo nel buio.
Ma quando muore Elias inseguito da un nugolo di vietcong in Platoon, insomma Elias è veramente un grandissimo.
Un altro film di guerra che mi piace un casino è I cannoni di Navarone, e Il ponte sul fiume Kway. Il primo è figo perché è più eroico, poi c'é Gregory Peck e Antony Quinn. Il ponte sul fiume Kway però è meglio, perché è un film davvero sporco e rock.
Rambo invece è un po' troppo chitarrone ma quando dicono "non siamo venuti a salvare rambo da voi ma voi da rambo" è una frase da cazzo duro. Poi tiene un mitraglione con una mano sola, che nella realtà oltre all'ustione di millesimo grado col rinculo dovrebbe fargli ingoiare anche le palle. E poi la mira cazzo, cioè in duecento non riescono mai a beccarlo, se non di striscio. Da dietro da davanti di fianco, questi corrono e sparano a cazzo di cane. Anche io avrei potuto fare Rambo con dei nemici così noob.
Bè comunque il ponte sul fium Kway è un film da vedere, e anche Platoon.

13 febbraio 2006

Sono una creatura

Ai giovani pittori insegnano che l'arte deve provenire dalla pancia. Questa definizione mi ha colpito moltissimo. Molte volte ci troviamo davanti ad un quadro esteticamente perfetto ma anonimo, altre volte davanti a sconquassi di pennellate che seppure di primo acchito tenderemmo a bollare come monnezza, ad un'attenta analisi scopriremmo in quella tela l'ansia di comunicare insita in tutti noi.
Perché esiste l'arte? Che utilità ha? L'artista è un occhio sul mondo, un occhio che a volte sa vedere oltre, o indietro, o attraverso? L'arte è solo uno sfogo? Oppure una presa in giro? Non so.
La faccenda della pancia però la condivido, pur non essendo un artista.
Certe emozioni non vengono di certo dal cervello, spesso senti il tuo corpo fustigarti come un pugno, e non in testa, proprio in pancia. Ed è così ormai che scrivo le canzoni, sfogando le emozioni senza più pianificazione né finalità. Ora però le mie canzoni fanno cagare, ma trasmettono. E' ciò che ho imparato in questo ultimo intenso anno di musica: per comunicare non è necessario dire, anzi molto spesso accade di dire molto senza trasmettere niente.
Messaggio non pervenuto, e spesso non ascoltato.
Ci sono un sacco di cose che mi affascinano, e mi danno emozioni di pancia: le luci che si vedono in cima alle colline dall'autostrada, l'ingenuità dell'infanzia e l'inarrestabilità del tempo, il bisogno spirituale, la superficialità, la serenità di chi hai a fianco, la difficoltà di esprimersi, l'orrore e la violenza dell'oggi, il desiderio di tranquillità, la paura della morte. Non pensiamo quasi mai alla morte noi. Io a volte penso al mio cuore come agglomerato di tessuti che misteriosamente pompa per milioni di volte e poi, senza appello, si ferma. Esplorare l'universo senza conoscere i misteri dei nostri automatismi.
Ma io non sono nè uno scienziato, né un critico né un artista: non darò risposte alle domande essenziali, non astrarrò l'universo in pochi concetti, nè chiarirò i concetti nascosti nell'astrazione.
Sono un essere umano pulsante e nervoso. Ho tanta paura della morte e del tempo.
Molte cose mi consolano e mi ridanno speranza, ma la gioventù mi fa sentire così onnipotente dal permettermi di non preoccuparmi del perché delle cose. Tendiamo tutti ad essere produttivi, io in primis, ma gli automatismi possono fregare: bisogna starci parecchio attenti al sistema.
Avrei voluto essere e fare tante cose che non sarò e non farò mai, ma essere un buon me stesso oggi è già sufficiente, senza troppe palle ne misticismi. Tenere l'uccello in tiro e la mano sulla fondina.
Di palo in frasca. Perché mi piacciono le luci sulle colline di notte sull'autostrada? Semplice, per la curiosità.

06 febbraio 2006

Se le ballate elettriche avessero influenzato la dottrina marxista

Ero a letto per un pisolino pomeridiano. Sono alcuni giorni che salto la pausa pranzo per il troppo lavoro e inizio a sentirmi veramente affaticato. Ma è l'impresa per carità, non dipendo da nessuno, ma....
Comunque sia squilla il telefono, mi trascino devastato da sonno e stanchezza verso di esso, la cravatta mi fa uno strano rigiro intorno al colletto a mò di nodo scorsoio, il cervello è totalmente scollegato. Sonno breve, ma profondo.
Rispondo, è la mia tenerissima ragazza, in preda agli studi per i primi esami universitari.
Mi chiede un consiglio riguardo un confronto tra il marxismo e Young.
Io che come filosofo e studioso di filosofia penso di saperne molto riguardo i perché e i perché dei perché, inizio immediatamente a fantasticare di bolscevichi che fanno rivoluzione al suono di Hey Hey My My, ma, dopo pochi secondi, strappatomi dalle braccia di Morfeo, riprendo conoscenza e ipotizzo "forse vuoi intendere Yung, non Young".
Insomma non si parlava del cantautore elettrico Neil Young, ma di un altro tizio, un famoso studioso. Mai che gli studi moderni tirino fuori qualcosa di veramente innovativo penso deluso tra me e me.
Ricordo molto bene Yung e Freud, studi davvero interessanti. Si parlava spesso di inconscio.
L'inconscio è un enorme calderone nel quale in cottura sono conservate esperienze che a volte neanche sappiamo di avere. L'uomo dominato da esso. Noi siamo quello che l'inconscio fa di noi. C'é una grossa componente di verità in tutto questo: determinati comportamenti, atteggiamenti, persino malattie, provengono da un sé che non possiamo conoscere se non attraverso una complessissima e profondissima fase di regressione ed introspezione.
Il discorso è affascinante. Cercare i perché nelle esperienze infantili, nel rapporto con gli altri, nelle paure segrete, potrebbe dirci molto più di quello che sappiamo o crediamo di sapere di noi stessi.
Insomma, non siamo il prodotto di un diagramma di flusso. Ma un simbolo che più realisticamente e forse banalmente ci rappresenta, è l'iceberg,
E' incredibile che anche un pensiero stupido come questo possa frullarmi in testa come fonte di ispirazione, deja vu, distacco e voglia di ricordare. Trotzkij che scappa in Messico, Neil Young che canta è meglio bruciare che sfumare lentamente, Johnny Rotten ai reality show e la domanda cos'é successo al punk rock, Jung che incula Freud dopo una cena culturale....
...prendete appunti, magari una delle mie prossime visioni vi racconterà di queste follie, o forse no, come mi piace dire ogni volta per fare quello imprevedibile.

Nottate in seconda serata

Solo cadaveri e omicidi in seconda serata in televisione il sabato sera. Su rete quattro in onda uno special "Berlusconi è il papa o il papa è Berlusconi", su raitre e italiauno speciali "hanno ammazzato qualcuno noi cerchiamo il colpevole facendovi vedere più sangue VERO possibile" mentre su altri canali il nulla mascherato da nulla [a parte a notte fonda un bellissimo programma sullo Yemen].
Fatto sta che mi gingillo un po' alla tivù prima di raggiungere la mia ragazza nel nostro dolce lettone.
Un po' di zapping: special omicidio marta russo, berlusconi, special omicidio piccolo samuele, mediashoppingvendemerda, gruppi adolescenziali su emtivì, cazzi all'aria sulle telelocali, berlusconi, marzullo fa i bocchini in seconda serata e così via. Quantomeno niente reality il sabato sera.
Tant'é che puttana eva vado a letto ed inizio a fare incubi. Poi non è che ricordi bene ma il risveglio è stato abbastanza ostico. Insomma io ero morto mentre mi tiravo un sega. Mi trovavano lì col cazzo all'aria in pieno rigor mortis e tale e quale mi dovevano seppellire. Tutti gli amici in corteo funebre davanti a cotal alzabandiera, manco l'arrivo di antonella clerici me l'ammoscia. I miei amici sparavano alle vecchiette dai balconi e dallo spavento mi rovesciano persino la bara [certo che seppellirmi da cosciente non sembrava carino].
L'arcangelo Gabriele mi offre un Martini senza olivetta nell'anticamera del purgatorio, e mi da due gomitate ammiccanti: "certo che morire con l'uccello in mano non è che ti dia proprio le carte giuste per sfangartela bene col superiore". Al bar del purgatorio mi sento in dovere di offrire un giro per tutti, tanto scialare soldi che non ho è sempre stata la mia specialità. Prezzi che manco al Billionaire, ma tanto poi sai che alcolici fino al paradiso non ne vedi più, ed essendo morto in condizioni ambigue sai che le attenuanti ti terranno giù parecchio.
Dicono che in paradiso ti puoi sparare quello che vuoi, l'hanno legalizzata. Sperano che nel frattempo Fini ne combini qualcuna di veramente imperdonabile per non vederselo recapitare coi suoi pacchetti legge. Ma data la sua appartenenza politica e la furbesca alleanza col duce attuale credo possano andare abbastanza sul sicuro: girone dei furbi, contrappasso? Lo si riprende in culo dieci volte tanto quanto lo si è messo in culo agli italiani. Pensa se lo sapessero che incubi avrebbero.
Per quello non trapela nulla sul mondo dei morti, sarebbe un bel casino.
Confesso all'arcangelo Gabriele, palesemente sbronzo al quarto cocktail senza olivetta [lui, non io], che comunque sia sarei ricorso in appello alla sentenza di primo grado sulla mia vita. Purgatorio si, ma con le attenuanti, alla fine una volta ho aiutato una vecchietta a scendere dal treno. E a messa non ci andavo, ma non per principio, era una questione di orari per lo più.
Mi risveglio, l'erezione si è ammosciata, la mano è libera e il rigor mortis è passato. Tutto tranquillo, sono vivo.
Il peggior Martini della mia vita penso.

01 febbraio 2006

Tutto è misurabile [parte prima]

Ziqqurat è un ventenne imberbe e pieno di energia. Se ne va trotterellante attraverso i campi minati nel suo cortile, ripetendo i passi ogni volta, saprebbe attraversarli ormai anche ad occhi chiusi.
Le centraline antismog esplodono ogni due tre giorni, e sono più pericolose delle mine stesse. Il partito buroricottocratico che governa il paese si ostina ad abbondare in centraline per tenere sotto controllo l'inquinamento. Ma quelle esplodono, e se sei a distanza ravvicinata puoi anche perdere un occhio, o tutti e due.
Le papere postnucleari hanno un bel da fare a sventrare i gatti morti, ma si sa, devono pur sopravvivere. Ziqqurat adora andare a caccia di quegli strani animali postnucleari. I nonni millantano che, un tempo, le papere dovevano essere animali pacifici. Ma a vederle oggi, così aggressive e demoniache, sarebbe come dire che qualche epoca fa un carro armato T80 veniva usato per andare a fare i picnic sui prati.
Il camion raccoglicadaveri passa ogni notte alle due a disturbare il sonno dei vivi. Con quella luce gialla lampeggiante e il motore che solleva i cassonetti Ziqqurat non invidia certo i funzionari statali addetti a quella funzione. Guadagnano bene, ma tra di essi c'é una falcidia di suicidi e di morte per intossicazione polmonare. Eppure l'idea della raccolta differenziata sembrava buona in partenza. Visto che la nube uccide giornalmente e improvvisamente un numero imprecisato di persone, la comparsa di quei rassicuranti cassonetti rosa confetto dove depositare in appositi sacchi antiparassitari i propri morti e morenti è parsa scelta azzeccata.
Inizialmente si faceva a gara per venire assunti nella ditta a partecipazione statale appaltatrice della raccolta cadaveri, visto lo stipendio, l'orario lavorativo e l'abbassamento dell'aliquota fiscale sulla busta paga dal 95% al 94.5%. Ma la faccenda dei suicidi inizia a puzzare più dei cassonetti stessi, ed ora gli addetti vengono estratti a sorte dalle liste di collocamento con lettera di precettazione.
Tant'è che, dato il bordello del mostruoso camioncino, il tranquillo giaciglio in mezzo al cortile minato diventa invivibile durante la breve permanenza del mezzo. Perciò il nostro affezionato afferra una bottiglia di Bumbum, deliziosa mistura di acquaragia ed estratto di frutta non meglio definita, e saltellando tra le mine se ne va verso casa del suo amico GanzoManzo, col deliberato scopo di prendersi una bella sbronza. Il Bumbum ti rimescola l'anima, ma essendo altamente corrosivo, va centellinato. I più astuti bevitori per godersi meglio il colpo immediato della mistica bevanda con un'apposita pompetta si sparano il Bumbum dritto nell'intestino attraverso il foro posteriore. Questa pratica però alla lunga è potenzialmente mortale perché corrode malamente determinate fondamentali cavità.
Ganzomanzo se la cava bene col Bumbum, e da sbronzo ne combina di tutti i colori quel matto. Una volta Ziqqurat l'ha visto ballare con l'uccello in mano sparandosi una grossa sega in mezzo alla strada, un'altra volta vomitare deliberatamente nella cassetta postale della sede perifericaquartieralmafiosa del partito buroricottocratico. E' di sinistra lui, se destra e sinistra come riferimenti possano ancora essere considerati validi.
Il ciclo notte giorno lo ha risolto la nube, che con le sue polveri finissime e meno fini ha oscurato il sole da almeno duecentottantatre anni e qualche giorno. La notte perenne però ha i suoi vantaggi: i centri solarium per l'abbronzatura sono il business del nuovo millennio, ne sono spuntati a migliaia. Studi recenti dimostrano addirittura che un'ora di lampada totale sia meno cancerogena di mezz'ora di passeggiata all'aria aperta.
Ziqqurat se la gode sempre con Ganzomanzo, alla fine pur essendo strambo è un tipo interessante con un sacco di storielle buone, e con l'imprevedibilità di chi potrebbe estrarsi i polmoni dal culo solo per scommessa.
Stasera i due mattacchioni si godono la quiete della notte perenne, al riparo dai noiosi gridoschermi, dai rastrellamenti della setta dei seguaci del Supertelegattone, dall'assalto delle ninfomani la cui quantità si è pesantemente accentuata dopo che l'ultima guerra provinciale ha spazzato via il 92 per cento degli elementi maschili tra i dodici e i sessantacinque anni dalla regione pangeatica.
Insomma non avere niente è il nirvana dell'essere umano oggi. Non hai niente, non perdi niente, e Ziqqurat lo sa bene: il trucco è consumare in breve tempo ogni piccola cosa che si ha, meglio un piacere breve ma intenso. Ne ha vista gente impazzire per difendere dagli sciacalli i pochi beni accumulati, ma lui non ci cascherà in questa trappola.
E poi d'altronde sa bene che chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore.

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