25 dicembre 2009

La città dei caterpillar

Vic Chesnutt si è suicidato stanotte, venticinque dicembre duemilanove.
Del Natale restano malconci avanzi di luculliani banchetti, così come dei rapporti le immagini di decadenti scopate sui sedili delle macchine.
Mi sento sporco e malandato: faccio finta di non sentire, di non capire.
A spuntarla sono sempre le persone facili, che non hanno dubbi mai.
Ma la poesia muore sempre.
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16 dicembre 2009

Cosmonauta Gagarin non voltarti indietro

Non mi sono mai sentito così solo.
Un tempo credevo di aver sperimentato la forma più estrema di solitudine a migliaia di chilometri dal suolo.

Ho lavorato sodo per distaccarmi completamente da un universo che non mi apparteneva più in nessun modo. Probabilmente le mie radici hanno smesso autonomamente di abbeverarsi da una terra che non forniva più nutrimento, ma quotidiane e letali dosi di sonnolento veleno.

Oggi no, sono vigile, ho la mia vita in pugno.
In alcuni momenti ho la percezione del mio sangue.

L’inverno è molto lungo, le giornate finiscono improvvisamente, e la notte divora il mondo nonostante il quadrante dell’orologio indichi chiaramente che dovrebbe essere pomeriggio.
E’ sempre buio, e il vento incessante e ghiacciato rende insensato ogni movimento privo di una destinazione soddisfacente. Nessun posto dove andare, ma nessun posto dove stare bene.

La festività si avvicina, e con essa il presagio di un male ineluttabile.
I movimenti febbrili delle persone acuiscono la sensazione che il giorno successivo alla baldoria, doverosa come i quindici minuti d’odio, la stanchezza delle membra vincerà.
Tutti si accatasteranno in disordinati mucchi di ossa e grasso e qualche dio ingeneroso getterà semplicemente un cerino sperando che cotanto sfacelo celi ancora delle anime.

Fa un freddo schifoso, me ne sto rannicchiato a letto ad ascoltare qualcosa di indefinito che sbatte e cigola fuori, in strada. E’ un rumore che concilia i pensieri ed accompagna piacevolmente verso il consueto sonno senza sogni. O forse i sogni arrivano, ma la loro materia così impalpabile non può non disintegrarsi al mattino davanti alla regolarità monolitica e nauseante della sveglia del telefono cellulare.

Sarebbe bello venisse la neve. Ma arriverà solo una pioggia tagliente e distratta. Ci difenderemo coi nostri ombrelli, coi baveri dei cappotti, e potremo sentirci sollevati di non dover incrociare sguardi.
E se anche neve fosse, presto diventerebbe fango.

Miglia e miglia più in alto i rottami della mia esistenza, della mia gioventù, percorrono un’orbita concentrica. Un giorno, presto o tardi, incontreranno l’atmosfera, e nel tempo utile forse solamente per un “oh” di due giovani innamorati, si dissolveranno.
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13 dicembre 2009

Cinque variazioni sul tema dell'adolescenza

Per strada, davanti al portone, scena tipica da romanzo sfigato da trentenni italiani mal presi.

Dentro la festa prosegue, la musica dancehall -e tu sai quanto io odi il reggae-. Fumo di sigarette, una marea di alcolici ma non troppa gente sbronza.
Le ragazze ballano, ragazze in tiro tra i ventotto e i trentacinque. Ce n'é una particolarmente carina, ha i capelli nerissimi e una minigonna di jeans. Ho chiacchierato un po' con lei sul divano: è single, ha trentatre anni. Nel mio personale film porno avremmo potuto bere un po' di vino e trasferirci a casa mia.

Io che non so mai stare fermo con le mani gioco nervosamente con la tua colorata collana etnica.
Tu piangi, ti stringi a me, asciugo i tuoi occhi azzurri, e mi perdo, come se i tuoi occhi fossero un terribile incidente stradale.
Poi scappi dentro, e mi lasci davanti alla porta come un beota e le parole a mezz'asta.
E non puoi neanche immaginare che freddo fa qua fuori.

Quel ragazzo era simpatico. Ma ad un certo punto è scomparso, è scappato via. Un buon segno, un cattivo segno.
Gli ho lasciato il numero di cellulare, chissà.

Luogo diverso, seduto ad un bar con gli amici che parlano di calcio un altro si annoia. Pensa a quante cose sono andate storte, agli otto anni di rapporto finiti in polvere, come un pugno di sabbia che cola via.
Non resta niente.
Tutti i progetti, che prima sembravano così concreti, ora fanno sorridere amaramente.
E poi per cosa? La ricerca dell'indipendenza? Dei flirt? Delle emozioni sopite? Ora ha tutto ciò, e rimpiange le domeniche mattina.

La casa è vuota.
Non è facile abituarsi a questo silenzio, quando per anni è stato tutto un turbinare di voci, bambini, feste di compleanno, pulizie da fare, costumi di carnevale, poi jeans da rattoppare e musica ad alto volume.
Resta solo il vecchio cane, che da anni ormai dorme con la testa sul cuscino.

Tu rientri, e senti che la falla si sta allargando.
Sei così stanca.

Giudice io?
Guido piano e rimpiango le sigarette.
Come sempre ascolto i Mogwai a cannone.
Parola d'ordine spegnere il cellulare: ogni volta che scrivo un messaggio faccio la figura del coglione.
Ventinove anni, non più quindici, cazzo.
Pensare alle cose serie, fare tabula rasa, comportarmi da adulto.
Poi l'esplosione di Mogwai fear Satan! mi riporta alla strada.

25 settembre 2009

Morte malinconica di un impiegato romantico

Alejandro era più che convinto di odiarsi profondamente.
Tutto lo rendeva insoddisfatto: il suo lavoro, le sue frequentazioni, il suo stesso corpo.

Ma non aveva mai pensato di uccidersi fino a quella mattina di Novembre, in cui la radiosveglia lo aveva destato dal suo sonno inquieto con un meraviglioso tango degli anni '30, ed un pallido raggio sole, filtrando attraverso le tende, era andato a posarsi sulla foto di lui e Valentine felici e benvestiti ad una festa di matrimonio.
La poeticità di quella scena mattutina aveva instillato nel suo animo la ferma convinzione che una malinconica morte sarebbe stata una piacevole novità per la sua vita ripetitiva. Immaginò che tutto dovesse avvenire come in una rappresentazione teatrale, con un pubblico muto e partecipe.

Alejandro fu terribilmente metodico nell'organizzare la sua morte malinconica, era un evento che voleva organizzare con cura.
La sera, tornando dal lavoro, passava in videoteca e noleggiava un film che affrontasse il tema del suicidio. Iniziò da "Otello" di Orson Welles, fino a "Il giardino delle vergini suicide" e persino "Il cacciatore".
Vide decine di film, alcuni belli, altri meno.

Passarono le settimane, ed il suo proposito si rafforzò.
Dalla videoteca passò alla libreria, ed un mondo immenso gli si svelò.
Rimase affascinato da Mishima, da Majakovskij, da Cesare Pavese.
Sentiva di condividere con i grandi poeti romantici lo stesso senso di ineluttabilità, e la romantica idea della morte come estremo atto di coraggio.

Ma più approfondiva il tema del suicidio, più grandi scoperte si affacciavano al suo mondo prima così monocromatico.
In una bellissima sera di Dicembre, appoggiò la sua copia di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" sul comodino, e pianse.

Arrivò la fine dell'anno. Nessuna notte è adatta a morire come l'ultima dell'anno.
Un sottile nevischio misto a pioggia attutiva i rumori della città.
Alejandro scrisse un'affettuosa lettera a suo padre, e la posò in bella vista sul tavolo del suo piccolo ed ameno appartamento.
Mise sul piatto del giradischi Gloomy Sunday interpretata da Billie Holiday.
La canzone, triste e dolce allo stesso tempo, lo accompagnò mentre con gesti provati e riprovati estraeva il revolver, lucido, mai usato, dal cassetto della scrivania. Aprì il tamburo ed infilò un solo proiettile lucente.
Si rammaricò di non essere il protagonista di un film.

Pensò alla sua vita, alla banalità delle persone, alla ripetitività meccanica delle giornate, alla noia, alla scontatezza dei rapporti, alla democraticità dei sentimenti, ed al bell'entusiasmo che l'aveva colpito da quando aveva deciso di morire.
Avvicinò la canna gelata alla tempia poco prima di mezzanotte.
Ma non sparò.
Aveva cercato una morte malinconica, ma era la vita ad esserlo.


20 settembre 2009

Un mio amico che deve morire

Eric mi ha raccontato che ci sarebbero un sacco di cose che vorrebbe fare nella vita.
Non "che avrebbe voluto fare".
Seppure lo specialista, con tono di estrema partecipazione emotiva condita con il dovuto distacco professionale, gli abbia comunicato che morirà.
E lui ha risposto "minchia!".
Avrà il suo momento di gloria, non come lo aveva sognato.

E che gli dici ad uno così? Mi dispiace non va mica bene.
Non gli dici nulla in fondo, che tanto per quanto io possa volergli bene dopo qualche tempo da quel giorno io sarò nel mondo a godermi la mia vita e lui invece sarà sotto terra a marcire.

Però Eric deve aver raggiunto un livello di consapevolezza che è oltre la mia immaginazione: ha ancora la forza per divertirsi in compagnia e per bere un bicchiere di vino io e lui, ascoltando i miei dischi tristi.
Ha capito che mi comportavo in maniera diversa dal solito solo perché ho comprato una bottiglia più costosa di un'euro e cinquanta.
Ma sotto i tre euro, che il vino francese ce lo scoliamo la sera prima della partenza.

Ad Eric scoccia di sicuro andarsene, perché ha ancora un sacco di cose in ballo qui.
E' come quando l'azienda ti trasferisce a fanculo e sei costretto a prenderla con filosofia, "d'altronde ho ancora un lavoro" ti dici.
Però in quegli anni ti eri costruito il tuo mondo e ti tocca ripartire da zero in un posto che non conosci.


Insomma è una scocciatura non da poco morire.
"Però la figata è che alla banca ho restituito un decimo dei soldi."


06 settembre 2009

The summer ends

E' stata un'estate bella come poche altre, quasi come quelle dello scorso decennio.
Come allora, ma con l'abbondante bagaglio che non si può fingere di non avere addosso.
Il bilancio è comunque positivo, ho vissuto con veemenza, ed è abbastanza per ora.

Non ho scritto più niente per un lungo periodo: non avevo molto da dire in effetti.
Se non che tutto procedeva sulla direttrice tracciata.
E che persino la voglia di raccontare le mie storie di vagabondaggi nell'universo mi aveva abbandonato.
Ho dovuto mettermi a caccia dell'intensità, che tanti vecchi amici hanno dimenticato.

Dio solo sa quanto mi ha giovato lasciare la piccola città di mare. Ci sarei morto, e non so come facciano gli altri a sopravviverci. La mediocrità trasudante dai muri delle case, dalle persone chiuse nei soliti pub, dei politici puzzolenti, dei giovani ignoranti e senza slancio vitale.
Ho la consapevolezza che non ci vivrò mai più.


L'estate è alla fine.
Ho racimolato quella manciata di nottate assolutamente indimenticabili tali da permettermi tra qualche anno di dire "si, quella del 2009 è stata una bella stagione".

Ho qualche nome nuovo registrato nella rubrica del telefonino.
Un po' di riff decenti disegnati sul manico della telecaster appoggiata di fianco al letto.
Qualche racconto serio e qualche racconto faceto per la mia vanagloria da scrittore.

Ed ancora qualche sogno, che, in fondo, male non fa.

Vediamo poi cosa succede.



09 febbraio 2009

Tutta la mia guida galattica in un post

La Guida Galattica Per Autostoppisti

Pensieri quadrimensionali nello spazio infinito, ultimo capitolo?

Quassù nello spazio riesco a vedere le cose in maniera molto più chiara.
O forse è stato il Maresciallo Tito ad aiutarmi a capire di più, sulla vita, l’universo e tutto quanto. Strano che un cane, seppure superintelligente, possa conoscere più profondamente l’animo degli esseri viventi di tanti studiosi, filosofi, poeti.
La cornucopia della terra sembra andare a gonfie vele, e gli apocalissisti del pianeta En-a-Lotto nella galassia Sisal, che parevano averci azzeccato in pieno, in realtà hanno preso una gran cantonata: la razza umana tende all’autodistruzione con più calma del previsto. In fondo tutto va come deve andare.
Uno di questi giorni tornerò giù. Ora sarei in grado di compiere un outing più convinto, meno filosofico e più pratico. Sarei in grado di guardarmi intorno con maggiore consapevolezza e decidere della mia vita in maniera molto razionale. Forse.
Ricordate quando ho provato a compiere il tour turistico di Blade Runner? O quando ho provato a commercializzare il nulla? La compagnia assicurativa galattica naufragata? E non vi ho mai raccontato della volta che ho barattato un chilo di bresaola frullata con una turbozappa a reazione nucleare truffando un pericolosissimo pastore sparasiano.
Tirando le somme anche nello spazio ho aspirato a qualcosa, come se per essere sia necessario fare. Lo è? Forse si, forse no. Ed allora potrei scrivere l’ultimo capitolo della mia personale guida galattica: in fondo, anche l’infinito universo non è così più interessante della terra.
Ma non sono convinto, credo ci rifletterò ancora un po’. Me ne starò ancora un po’ quassù a scrutare l’universo immobile e le formichine, compreso il mio ambizioso alterego robotico, che si affannano per raggiungere obiettivi più o meno grandi. O ad occupare il più possibile il tempo. Chissà, neanche il Maresciallo Tito è riuscito a togliermi questo dubbio dalla testa. E neppure la Guida Galattica, il libro più completo dell’universo, e più economico dell’enciclopedia galattica.
Nel frattempo voglio essere Robert Jordan intento a far saltare un dannato ponte [sperando che non sia stato qualche testardo ufficiale inglese fischiettante a costruirlo]. In una sola notte bruciare Chrome. Voglio sorseggiare whiskey con Philip Marlowe o Gatsby. Oppure posso essere un grande scrittore come ho sempre sognato, uno di quelli che scrivono storie divertenti e fantasiose, non troppo vere e non troppo finte. Con gli sbirri americani degli anni cinquanta, il braccio violento della legge.
Insomma posso fare grandi imprese, pensando quadrimensionalmente. Gran cosa il pensiero multidimensionale.
Ogni tanto imbraccio anche la mia Brachiocaster e provo a strimpellare quella vecchia canzone dei Kansas, che non ricordo mai bene come facesse.

28 dicembre 2007

It's the end of the (year) as we know it

La fine di un altro anno.
A 365 giorni dalla distruzione della terra, sulla sua cornucopia se le danno ancora di santa ragione, "cui prodest scelus ei fecit".
Io continuo a vagabondare per lo spazio, felice del vagabondaggio ma depresso perché in un universo alla deriva nessuno ha bisogno delle assicurazioni, e la mia compagnia galattica non decolla.
Ci vediamo il 3 Gennaio dell'anno galattico del polletto amburghese, con nuove sorpese, ricchi premi e cotillones.
E mi raccomando:
..Assicuratevi.

02 dicembre 2007

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione...

Ah lo spazio! Come mi mancava! Quanto mi mancava!
L'autostoppista galattico non è la gioia di mammà.
Mammà sognava un posto alla Cariga [cassa di risparmio galattica], che così il figlioccio si metteva apposto.
Che poi lei non lo sa, ma alla Cariga non assumono più nessuno. Hanno capito che, in fondo, il lavoro del cassiere non serviva mica. Così in tutte le filiali hanno inserito dei macchinari che fanno tutte le operazioni [pollifici bancari, versamenti, donazioni, prelievi -compresi quelli ematici a scopo di analisi-, caffè, prenotazione escort, ecc.].
Insomma perché stipendiare qualcuno?
Singolare il fatto che l'unico dipendente di filiale sia quello addetto alle operazioni notturne.
Onde evitare il danneggiamento dei preziosi terminali nelle ore notturne [e si sa, nello spazio certe notti sono particolarmente lunghe e pericolose], un dipendente di razza variabile fa le veci del "nostrano" bancomat, e per di più vende le sigarette.
Mammà mi avrebbe voluto direttore di banca, perché so dire frasi del tipo "incrementiamo la sinergia tra gli active sellers e il back office, accogliendo proattivamente eventuali criticità, con l'obiettivo di incrementare la redemption."
Ma ciò non è bastato.
In uno dei miei rari deliri di professionalità ho mandato un curriculum alla Cariga: mi hanno risposto celermente.

Il suo curriculum è di particolare interesse, attendiamo telefonata di un qualunque politico, esponente di organizzazioni religiose, per confermarle la data del colloquio.
E così finì la mia carrierà bancaria.
Meglio viaggiare.
Mammà non è contenta.
Ma Mammà in effetti è stata sbriciolata insieme al pianeta terra parecchi mesi fa, ed ora ne sopravvive solo un alter ego sulla cornuncopia della terra.
Insomma perché dannarsi? Quando puoi alzarti tardi la mattina lasciando al "pilota-automatico-empatico" l'onere della navigazione, al Maresciallo Tito l'onere della cucina, e a me l'onore di esplorare l'universo chiedendomi sempre "perché?".
Tanto l'affitto oggi non lo paghi neanche col posto fisso.
Ma poi, in fondo, il posto fisso mica esiste.
E' una leggenda che hanno inventato le vecchie generazioni per convincerci a pagare le loro pensioni, facendoci intendere che un giorno, forse, anche noi potremmo averne una.

22 agosto 2007

Aggiornamenti meteoritici dallo spazio [parte II]

L'astronave Fi@t viaggia pacifica nello spazio.
Il Maresciallo Tito si accende una sigaretta e pilota silenzioso. Credo di essere uno dei pochi viaggiatori galattici la cui astronave viene pilotata da un animale domestico. Vabbè che il Maresciallo Tito non è un cane qualunque, essendo in grado di parlare correntemente circa duecento dialetti spaziali, in possesso di sei lauree conseguite all'università canina del pianeta Blood-Hound, eccetera eccetera.
Io credo che piloti per pena nei miei confronti. O che si sia stufato di essere trattato da cervellone ed abbia voglia di fare un po' di vita da cani.
In effetti non ce la stiamo passando benissimo. L'autorizzazione per avviare la mia compagnia assicurativa non è ancora arrivata, e le idee per tirare avanti cominciano a scarseggiare.
Abbiamo vagato un po' a caso, e siamo finiti nella fase filosofica, ciò non ci aiuta ad essere più pragmatici. Ma il mio cibo in scatola va ad esaurimento e così il fois-gras del Maresciallo.
Ho mandato un piccione a reazione nucleare al mio alterego robotico per ottenere qualche consiglio, ma quel bastardo si è così calato nel "mio personaggio" che per fare qualunque cosa, compreso rispondere ad un messaggio, deve attendere il momento dell'ineluttabile.
La Guida Galattica Per Autostoppisti descrive il momento dell'ineluttabile come quel momento in cui non è più possibile procrastinare un'attività più volte procrastinata senza subire conseguenze infelici. Questa felice definizione si collega alla teoria economica della "pigrizia produttiva", secondo la quale un'incombenza fatta nel "momento dell'ineluttabile" viene conclusa in un tempo sicuramente inferiore a quello richiesto normalmente per realizzare quella determinata azione, lasciando ulteriore tempo libero per oziare in attesa del successivo ineluttabile. Diverse correnti filosofiche-lavoristiche hanno adottato questa teoria, arrivando a teorizzare un ineluttabile-eluttabile, che la Guida Galattica descrive brevemente con la frase "avrei dovuto ma ormai è troppo tardi".

Tralasciando le mie consuete parentesi definitorie il momento di difficoltà persiste.
Mi manca anche un po' la vecchia terra, e mi piacerebbe farci un salto, magari prima della sua distruzione avvenuta il 31 Dicembre 2006. Ciò è possibile mediante astronavi utilitarie modellate a forma di Sharpei che sono in grado di viaggiare attraverso le pieghe pelose dello spazio tempo.
Farei volentieri una capatina al 1996 terrestre per andare a salutare alcuni amici, i miei compagni di scuola, la mia amata compagna di banco, e magari mi tratterei per l'estate a rivedere un po' la vita di quegli anni là.

Mannaggia alla fase filosofica, servono benzina, sigarette e quant'altro.
Sulla terra a quest'ora è giorno.
Qua è notte. Ma d'altronde nello spazio è sempre notte.

06 maggio 2007

Tutto è misurabile [parte seconda]

Nell'attesa che la burocrazia vogon faccia il suo interminabile iter, ho perseverato nel vagabondaggio galattico, attività quantomai piena di sorprese.
Tempo fa il mio alterego robotico sulla cornucopia della terra, mi ha inviato via emailgalattica alcune novità interessanti sugli sviluppi del pianeta.

La comunicazione con i pianeti tecnologicamente arretrati non è mai delle più agevoli.
Principalmente sulla cornucopia della terra si usano reti telematiche: strumenti molto naif come la posta elettronica [indicatissima per capire come allungare il proprio pene], o i vari instant messenger [gara di banalità a chi allega al proprio nome il testo della canzone più alternativa].
Naturalmente nello spazio è tutto più complesso.
Gli inventori della nuova-cyberetegalattica, alcuni giovani universitari stufi di laggare nelle loro interminabili partite multiplayer al gioco vintage più diffuso della galassia, Quake 320 Arena, hanno pensato che il modo migliore per comunicare non era trasportare le informazioni, bensì l'intera fonte dell'informazione stessa. Di conseguenza mediante un semplice denuclearizzatore collegato ad un dispositivo [esterno per gli organismi, interno per le razze robotiche] la fonte che emette l'informazione viene denuclearizzata, impacchettata e allegata alla zampa di un piccione a reazione nucleare, che viene sparato a destinazione, dove la fonte viene rinuclearizzata e può emettere l'informazione, ma anche giocare a briscola, ecc.. ecc..
Nasce così il nuovo concetto di multitasking, supportata anche dal recentissimo sistema operativo Paperinux.
Naturalmente il progetto, alla nascita, non era privo di pecche.
Il primo inconveniente incontrato è stato quello che il piccione a reazione nucleare poteva coprire l'intero spaziotempo in log(1^-9)2 nazisecondi-squadrati. Ciò comportava spiacevoli diatribe, in quanto la fonte dell'informazione viaggiava così velocemente da arrivare prima della domanda. Immaginatevi che confusione:
Ora A/Fonte 1/richiesta informazione
- hai visto che spettacolo ieri la partita di calci-e-pugni?
Ora (A-X)/Fonte 2/risposta anticipata (prima della partita)
- si, sui 10 morti a 9 ho avuto paura che gli Hooligans pareggiassero contro i Carabinieri
Ora (A-X+1) prima della partita/Fonte 3/controrisposta anticipata
- ma vaffanculo volevo vederla, maledetta retecybergalattica.
Insomma per ovviare al problema furono costretti ad ingrassare i piccioni-a-reazione, secondo la regola "un nazisecondo-squadrato ogni dieci etti di peso", con gioia degli animali ed evidente aggravio di spese in termini di mangime da parte dei provider.
Questi e altri motivi hanno decretato l'insuccesso delle prime versioni della cyberetegalattica a discapito dei gigaliardi di esemplari venduti di Praystation TM, la consolle che permette di parlare con Dio.

[inciso, dalla guidagalattica: il gioco calci-e-pugni nasce sulla terra col nome improprio di soccer. Due squadre dal numero variabile sugli spalti di un enorme stadio si massacrano di botte. I tempi del gioco vengono dettati da 22 ometti su un'aiuola quadrata che inseguono un pallone, provando a distrarre dall'obiettivo principale le fazioni contendenti. Vince chi uccide più avversari].

Torniamo a noi.
Assodato il funzionamento della cyberetegalattica, capirete quanto sia complessa la ricezione di fonti non collegate con turbo-piccioni. Perciò, per comunicare con il mio alterego robotico ho dovuto regalargliene uno, per altro costosissimo, adatto ad attraversare la cortina di smog che circonda la terra.
Qualche giorno fa mi ha inviato la notizia che degli scienziati umani hanno scoperto un pianeta distante circa 20 anni luce dalla terra, che è in tutto e per tutto simile alla terra stessa.
Interessante, ho pensato, facciamoci un salto.

Prima di partire verso l'ennesimo vagabondaggio, faccio sosta ad una stazione di servizio Fesso [dove sto facendo la raccolta punti per un bellissimo grattaschiena a calci rotanti] per rifornire il veicolo e far sgranchire un po' il Maresciallo Tito.
Acquisto un paio di guide turistiche di Gliese 581C, un bel pornoaggiornamento per il computer di bordo [che mi ringrazia rombante], un paio di simil-anelli-di-cipolla dei Bastioni di Orione dei quali io e Tito andiamo ghiotti, indi parto per coprire i venti anni luce che mi separano dalla destinazione.
Grazie al motore ad improbabilità infinita posso coprire quella distanza in poche ore, percorrendo tutti i possibili punti dell'universo fino ad incocciare quello giusto [sulla base del principio che sulla terra regola il superenalotto].
Dirigo l'astronave Fi@t verso il pianetone, con l'unica preoccupazione di dover attraversare nel tragitto il campo di asteroidi Bossanova. La Polgalassia ha tracciato una rotta sicura, che si può seguire solamente guidando la propria astronave al ritmo di Garota de Ipanema, canzone che è inevitabilmente in cima alle hit parade singoli di quella zona dell'universo.
Giunto a destinazione, mi guardo attorno e mi rendo conto che il famoso pianeta scoperto dai terrestri io lo conosco: me ne aveva parlato tempo fa il mio amico autostoppista galattico.
Altro che pianeta vivibile ma disabitato: su Gliese 581C c'é più traffico che sulla sopraelevata di Genova alle cinque del pomeriggio. Naturalmente questo, sulla cornucopia della terra, gli scienziati non possono saperlo, in quanto il gap temporale dell'immagine che ricevono è proprio di 20 milioni di anni luce.
Su questo pianeta ho almeno tre amici da salutare: Ziqqurat e Ganzomanzo, e il solitario Karamazov, così lasciata l'astronave Fi@t sotto la supervisione del Maresciallo Tito me ne vado un po' in giro a zonzo, nella speranza di trovare i miei amici.
Ma di questo vi racconto la prossima volta, perché so che sulla cornucopia della terra gli esseri umani hanno una autonomia di lettura inferiore alle venti righe.

04 aprile 2007

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? [parte prima]

L'universo è indubbiamente grande, fa spavento. E nonostante possa capitare alle volte di trovarsi in ingorghi galattici, per la maggior parte del tempo si è soli, dei puntini sperduti nel nero più nero.
In molte occasioni io e il Maresciallo Tito ci siamo spinti lontano dalle autostrade galattiche, per il gusto di vagabondare.
Non potrai mai dire di aver visto tutto l'universo, ma, fondamentalmente, l'universo in se stesso è abbastanza piatto. A meno di non scendere sui pianeti, se ne incontrano e se ne scoprono tanti; pratica però non sempre consigliabile.

I terrestri, razza tra le più innocue della galassia, accoglievano i turisti galattici a missilate, e credo lo facciano ancora sulla cornucopia della terra. La guida galattica per autostoppisti consiglia di accertarsi sempre che il pianeta sul quale si decide di atterrare sia membro della confederazione dei Pianeti Uniti. In caso contrario la guida contempla diverse possibilità, la maggior parte delle quali conducono a morte certa. Ergo, atterrare sui pianeti sconosciuti è molto pericoloso.
Perciò spesso ci si trova a vagabondare nel nero più nero, senza una meta vera e propria.
Dopo un paio di settimane galattiche di solitudine infinita si apre la cosiddetta fase filosofica. Questa produce quesiti irrisolvibili nei cervelli delle razze che l'attraversano.
Il terrestre normalmente apre la sua fase con dei perché minori, fino a giungere al centro del cerchio concentrico che produce il perché assoluto, la domanda delle domande. La domanda si insinua nell'anima e trapana la mente del malcapitato fino a quando l'astronave va in riserva, e così finisce tutto.
Per interrompere una fase filosofica è sufficiente un'impellente necessità di rifornimento di carburante. Oppure la fine delle sigarette a dodici anni luce dal più vicino tabacchino.
Ed è qui che si apre la fase sociopolitica, molto più violenta ma ugualmente fine a se stessa.
Ma torniamo a noi: vagando per l'universo mi è venuto in mente di fare il tour Blade Runner.
Ai Bastioni di Orione non ho trovato navi da combattimento in fiamme, ma un eccezionale ristorantino chiamato "Ahuahuakejsdndj" che in orionese vuol dire un elegantissimo "Deckard fa i bocchini col culo". La specialità sono dei simil-anelli-di-cipolla, la cui digeribilità è ancora sotto lo stupefatto studio di eminenti luminari. Sembra infatti che non vi sia razza nell'universo in grado di digerirne una porzione in un tempo inferiore a tre anni luce.
Sono buonissimi però.
Seconda tappa, le porte di Tannhauser. Mi aspettavo di trovare una sorta di aurora boreale radioattiva, ed invece quelli che potevano sembrare raggi B, erano in realtà le strobo della più grande discoteca della galassia. Su Tannhauser infatti si è radunata da miliardi di anni una famosa comunità gabber multirazza che vive un perenne rave.
Delusissimi ci siamo allontanati dal truzzaio, con i simil-anelli-di-cipolla che ancora si fanno sentire. Il Maresciallo Tito mi guarda perplesso e dichiara: ora abbiamo la prova che Roy Batty diceva delle cazzate.

11 marzo 2007

Avrei voluto essere il mio cane

Nello spazio la vita non è affatto facile.
Innanzitutto il cane ti piscia nell'astronave, mica lo puoi portare fuori a fare bisognini.
E se anche lo facessi comunque si defecherebbe dentro la tuta spaziale.
L'immensità dell'universo, a volte, può far sentire soli: un animale domestico ci vuole!
Ed io ne ho uno.
Non posso dire che sia propriamente un cane. Ha le fattezze di un cane di stazza medio grande, espleta tutte le funzioni canine, ma ha una perenne ed insaziabile voglia di accoppiarsi, sa giocare perfettamente a scacchi [ma non ama perdere], se ne intende di filosofia contemporanea, e adora fumare la pipa. L'ho trovato sul pianeta blood-hound, nella galassia del cane-randagio: ci siamo piaciuti a vicenda; l'ho chiamato Maresciallo Tito.
Qualche sera fa eravamo seduti nell'ameno salottino della mia astronave FI@T, velivolo proletario tra i più venduti della galassia [per il momento ho dovuto accontentarmi, ma se la mia impresa di assicurazioni dovesse avviarsi potrei optare per una grintosa Alfa Centauri Romeo].
Vabbé eravamo lì, piacevolmente seduti a sorseggiare dell'ottimo gotto esplosivo pangalattico quando il Maresciallo Tito mi ha sussurrato: "amico mio, mi sento così solo ed inutile, qual'é il senso di tutto ciò?".
La mia mente è andata dritta verso il mio fido compagno canino sulla terra, il mio amato Pablito. Per essere felice a Pablito bastavano delle piccole cose: prima di tutto delle mutande usate da rubare [dallo stendipanni o dalla cesta] e masticare, secondariamente il cambio delle lenzuola. Non poteva resistere al fascino di un letto appena fatto.
Un tempo pensavo che Pablito fosse stupido.
Poi ho riconsiderato il suo occhio mezzo aperto mentre stravaccato sul mio letto mi osservava vestirmi per andare a scuola, e poi all'università, e poi al lavoro.
E il suo bere costantemente dalla tazza del water senza averne disgusto [perché aprire un rubinetto quando l'acqua è già lì pronta a disposizione? Per di più molto più saporita].
Insomma ho consigliato al Maresciallo Tito: "fai un salto sulla cornucopia della terra a conoscere Pablito, potrebbe esserti utile per superare questo tuo momento di crisi".
E lui, senza ritegno: "forse è un consiglio che dovresti seguire più tu di me".
"Hai ragione caro Maresciallo Tito, solo oggi scopro che in più di un'occasione avrei voluto essere il mio cane".

01 marzo 2007

L'assicuratore Galattico: le fondamenta di un impero.

Tralasciamo per un po' la dialettica ossessivo compulsiva del mio alter ego robotico sulla cornucopia della terra e torniamo alla realtà.
Anno 1 d.v.t. (dopo vaporizzazione terra) dell'ultimo terrestre originale, in piena attività nell'universo conosciuto e non.
Nonostante i bighellonamenti nella galassia con il mio caro amico autostoppista [compilatore della grandiosa Guida Galattica Per Autostoppisti] siano molto divertenti, ho deciso di impiegare buona parte del mio tempo in quello che mi riesce meglio: fare l'assicuratore galattico.
Non più come broker: ora voglio aprire una mia impresa di assicurazioni per conquistare pian piano tutto il mercato assicurativo galattico e diventare l'essere senziente più ricco dell'universo [essendo l'ultimo terrestre ancora in vita, teoricamente posso già sciorinare di essere l'uomo più ricco della galassia].
Ma essere un piccolo imprenditore nello spazio non è tutto rose e fiori.
Innanzitutto la burocrazia.
Prima di tutto è necessaria un'autorizzazione ad iniziare l'attività, rilasciata dall'ufficio
Lentezze e Code gestito dai Vogon. Per ottenerla è necessario compilare il temuto modello AA9 [scherzosamente definito come questionario rinunciaci dalla GGpA], le cui istruzioni per la compilazione sono così complicate da aver causato numerose emorragie celebrali sul pianeta dei praticanti legali [Dalla Guida Galattica. Pianeta dei praticanti legali: pianeta interamente abitato da esseri acelebrati poverissimi, il cui esoscheletro incorpora cravatte multicolore raramente intonate, e la cui unica funzionalità è concentrata nella loro mano monodito, adibita a premere pulsantoni verdi. Essi infatti si occupano gratuitamente della fotocopiatura di documenti redatti su altri pianeti, dei quali comunque ignorano il significato].
Una volta compilato il modello AA9 è necessario individuare un esperto in lingue arcaiche, imbottirlo di gotto esplosivo pangalattico, amputargli gli arti per evitargli ogni possibilità di fuga e costringerlo a tradurre il breve vademecum di invio invio in forma telematica alla centrale operativa Vogon, necessario per sottoporre tutta la documentazione giustificativa richiesta [che comprende tra l'altro anche un'autocertificazione di non aver mai prestato servizio come
ausiliario del traffico galattico, qualifica che esclude a priori, per manifesta incapacità mentale, l'esercizio di qualunque attività commerciale].
E quindi comincia il famoso iter burocratico dell'amministrazione Vogon.
Dovete sapere che i Vogon sono dei pedanti burocrati.
Non alzerebbero un dito nemmeno per salvare la loro nonna dalla Vorace Bestia Bugblatta di Traal, senza un ordine in triplice copia spedito, ricevuto, verificato, smarrito, ritrovato, soggetto a inchiesta ufficiale, smarrito di nuovo ed infine sepolto nella torba per tre mesi e riciclato come cubetti accendifuoco.
Avrete capito quindi che attualmente sono in attesa dell'autorizzazione ad esercitare l'attività di assicuratore galattico, e non so precisamente quanto mi toccherà aspettare.
Dovesse mai arrivare, si apriranno tutta una serie di questioni che risolverò volta per volta: come la localizzazione dei pianeti sui quali aprire le sedi della mia nuova compagnia assicurativa, la selezione dei dipendenti, la scelta dei rischi da assicurare, e non ultimo il nome da dare alla mia impresa.
Insomma ci sarà parecchio da lavorare.
Ma un giorno sarò così ricco che potrò rilevare la cornucopia della terra dall'attuale proprietario, e aprirci un bordello di lusso per camionisti galattici. E quello si che sarà bisness!

28 gennaio 2007

Aggiornamenti meteoritici dallo spazio, per giustificare il cappotto cammello

Io e l'amico autostoppista ce la stiamo spassando nello spazio.
Abbiamo messo su un piccolo business, parallelo alla sua attività di compilatore della Guida Galattica, e alla mia di Assicuratore Galattico.
In pratica ci siamo trovati chissà perché, chissà percome, all'estremità dell'universo e c'era il nulla!
Così abbiamo preso qualche bottiglietta e l'abbiamo riempita di nulla, sigillato il tappo e inciso sull'etichetta "vero nulla!". Poi, abbiamo riempito, per sicurezza, anche una damigiana.
Sul pianeta Allocco (secondo pianeta della galassia degli Zebedei) abbiamo allestito un banchetto e abbiamo iniziato la vendita. I turisti galattici vanno matti per il nulla [determinate razze lo usano come condimento per le diete, altre per correggersi il caffé, sulla terra qualcuno lo usava per i cocktail al rum -il cosiddetto rummebbasta-].
Finché qualcuno non ha sollevato la questione.
Come faccio a sapere che è vero nulla?
E noi, sornioni: "che ci vedi dentro?"
E via così.
Fino alla fine delle bottigliette, quando abbiamo iniziato a ricorrere alla scorta della damigiana, e lì, quale giubilo, ci siamo resi conti che continuando a togliere nulla da una damigiana di nulla continuava a rimanere nulla: questo ha incrementato di parecchio i nostri introiti!
Così con il ricavato di quella divertente giornata mi sono comprato una pelliccia di puro Semprale [per sapere qualcosa in più sui Semprali, sul nulla, e su Dio CLICCA QUI], e un bellissimo videofonino della H3Galactic che mi permette di comunicare in tempo reale col mio alter ego robotico su terra bis.
Così ho scoperto un sacco di cose interessanti, e sono più che convinto che mentre io sono qui a spassarmela nello spazio, lui stia facendo un'ottima interpretazione di me sulla cornucopia della terra.

Bé poi vi racconterò di lui più in particolare, dei suoi sensi di colpa per la rottamazione del suo amato veicolo, del fatto che benché faccia carriera sia sempre deciso a diventare una rockstar... e infine..... i robot..... perdono i capelli????????
Dallo spazio e dal Marco in carne ed ossa, per il momento è tutto, rilancio la palla all'amico androide.

09 gennaio 2007

Verso Betelgeuse [spiritello porcello?]

Stasera, per inaugurare la mia nuova vita nello spazio, ci siamo sparati una buona dose di gotto esplosivo pangalattico (del quale QUI è riportata la ricetta). Ora ho una testa così, ma tanto basta per raccontarvi qualche novità.
Ci dirigiamo verso Betelgeuse, ed io ho idea che vi incontrerò il famoso spiritello porcello, ma l'autostoppista mi ammonisce di pensare addirittura bidimensionalmente mischiando la realtà quadrimensionale con la pessima filmografia terrestre (una delle peggiori tre della galassia).
Non me la sento di contraddirlo, pur ritenendo Beetlejuice, spiritello porcello un ottimo film.
La Guida Galattica per Autostoppisti sostiene che la filmografia terrestre non sarebbe scesa così in basso se non fosse stato per Armageddon, e per Meg Ryan.
Riguardo 2001 Odissea nello spazio la Guida si limita a dire: "succedaneo terrestre del sonnifero".
Insomma le forme d'arte terrestri non sono universalmente riconosciute nella galassia.
Tre milioni di Intelligentiani (pianeta abitato da esseri immateriali fatti di sola mente) si sono suicidati lanciandosi nelle fiamme eterne del vulcano Keskott dopo aver letto Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta è ho pianto.
Un intera colonia di Empadonti è stata falcidiata dopo essere finita per puro caso nella traiettoria delle onde sonore (a tre anni luce di distanza) dell'ultima canzone degli U2.
Mi tocca pilotare la carcassa spaziale ora, è meglio che vi lasci.
Chissà come se la cava il mio alterego androide sulla terra: sulla gmail (galacticmail) ho trovato parecchie registrazioni a siti porno, il ragazzo si è calato alla grande nella parte.
Ci sono anche altre grandi news, che per scaramanzia non svelerò fino al 27 Gennaio.
Ed ora è meglio che piloti per davvero, visto che stiamo per essere inghiottiti da un pulsar.
A presto terricoli!

08 gennaio 2007

L'inizio di un lungo viaggio

Alla fine è successo ciò che ci si attendeva, la terra è esplosa il 31 Dicembre 2006 alle ore 23.59.59 (terrestrogalattiche non le nostre ore canoniche.).
Le motivazioni sono molteplici:

1) sulla terra si stava perfezionando il computer progettato da Pensiero Profondo per elaborare la domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, la cui risposta è 42.
2) il punto 1 non era di gradimento di certi esseri pandimensionali dei quali vi parlerò in seguito.
3) al posto del pianeta terra doveva essere costruita una tangenziale galattica
4) la terra era comunque destinata all'autodistruzione

Il mio caro amico autostoppista mi ha fatto il favore di venire a recuperarmi con la sua astronave malandata in piazza del Popolo a Roma, proprio mentre mi accingevo a festeggiare l'avvento del nuovo anno che, invece, non è arrivato.
Fortunatamente nessuno si è accorto della grande esplosione.
Un po' perché la maggioranza dei terrestri in quel momento era palesemente ubriaca, un po' perché il gran botto ha creato un'implosione nucleare così istantanea da creare una circonvallazione temporale che incredibilmente ha permesso di riaggregare il 99.9% della terra a poche galassie di distanza.
Curiosamente lo 0.1% non riaggregatosi, comprendeva la mia Renault Clio, risparmiandomi così le spese della rottamazione.
Tutto ciò non è stato indolore comunque. La nuova galassia che ospita la terra è in tutto e per tutto simile a quello originario, tranne che per il particolare che entro un tot di anni è prevista una supernova bella calda. E lì ci sarà da divertirsi.
Tornando a noi, io ora mi trovo nello spazio aperto, in compagnia del mio fido amico autostoppista, e ce ne andiamo un po' a spasso nell'universo in espansione.
Nel frattempo la terra continua a funzionare più o meno regolarmente, ed anche se non ci sono più, ho mandato sul pianeta un mio alterego robotico che farà le mie veci.
Mi assomiglia molto (a parte il fatto che, durante la fase di design gli ho prolungato il simil-pene-androide a 23 centimetri), sa preparare l'impepata di cozze, non russa molto, ed è progettato per fare l'assicuratore: addirittura a chi gli rifiuta la polizza casa, incendia il fabbricato.
Insomma è un'avventura che inizia.
Fortuna che la vita riserva ancora qualche sorpresa: la vita, l'universo, e tutto quanto, da qui, hanno tutto un altro significato.

29 dicembre 2006

Quanto sei bella Roma quand'é sera

Ok io sarò a Roma.. ma ho ricevuto brutte notizie dalla galassia.
Sembra che una loggia di scienziati e filosofi pandimensionali..
anzi non voglio anticiparvi niente.
Insomma dateci dentro coi bagordi e non dimenticate l'asciugamano!
Per il duemilasette terrestre si vedrà: l'importante, come sempre, è non farsi prendere dal panico.
Arrivederci e grazie per tutto il pesce!

come 365 giorni, nostri, fa per altro.

21 dicembre 2006

Anche le pecore vanno in paradiso?

Assediato dai cazzi miei, il lavoro punta il fucile, la famiglia è una squadra swat che fa irruzione nelle tue responsabilità, il macabro tour per regali affolla i pensieri più neri e per di più la combriccola del capodanno non è delle più convincenti.
La guida galattica stavolta non è di aiuto. L'autostoppista ha da qualche tempo preso la strada dell'universo, rendendo vuote le mie serate casalinghe.
La rassicurante dicitura "non fatevi prendere dal panico" non bazzica più tra le mie dita curiose, né è sufficiente la mia fida asciugamano per farmi sentire a posto.
Avrei la tentazione di raccontarvi il bene e il male del 2006.
Le prospettive di cambiamento e i cazzi e i mazzi.
I dischi che ho ascoltato come ogni buon indieblogger.
Vorrei dichiarare alla stampa però che odio quelli che criticano il natale, o che lo snobbano perché "la festa li rende malinconici". Fa molto radical chic. Se non sono io a farlo, chiaro.
Per di più la Punto si è fusa, e non scherzo.
Mi ci vorrebbe un motore ad improbabilità infinita.
Buonanotte teneroni (ps. il titolo? ma dai i Cake! Ho beccato questo vecchio video: i ragazzi avevano groove!)

15 dicembre 2006

The Sad Tapes, Vol. II

Ultimamente non ho un cazzo di voglia di scrivere.
Perciò, essendo l'anno quasi finito, farò una piccola raccolta di parole buttate al vento nell'anno 2006.

Mister Golden 2006, The sad tapes Vol. II "Whenever comes it's so disappointing"

Cento colpi di coda, prima di andare a dormire
Bossanova
Chi è Dio, dove abita e se riceve visite. Possibili interpretazioni
Nottate in seconda serata
Tutto è misurabile. Parte prima.
Dall'intranube al nubesuolo senza passare dal via
So che tu sei. Ma cosa sono io.
So che tu sei. Ma dove sono io.
La guida galattica sa essere democratica ma anche stronza...
Chi mette la poesia dentro i discorsi.
L'assicuratore galattico

04 dicembre 2006

L'assicuratore galattico, prime polizze su terranove

When i am king you will be first against the wall.

Un centinaio di anni fa, su Terra 9, c'é stata un grande rivoluzione.
Terra 9 è temporalmente pressappoco cento anni avanti rispetto alla terra, e gli eventi si realizzano più o meno nello stesso modo che da noi. Quindi quello che è successo là potrebbe succedere anche qui, a breve.
Perché se è vero che l'improbabilità dice che è improbabile che esistano due pianeti simili a così piccola distanza temporale, è appunto l'improbabilità a dire che non è impossibile.
E poi cavolo, grazie all'amico autostoppista galattico che mi fa da broker ho iniziato a fare polizze a basso prezzo a un paio di astronavi terranovensi, quindi vi assicuro che esiste.
Fare l'assicuratore galattico è un gran bel lavoro, si guadagna bene.
E' anche un po' rischioso se vogliamo: gli abitanti del pianeta Ghiacciolo mi vogliono morto da quando ho venduto loro una mega polizza "mancato freddo" per preservare i loro preziosissimi gelati alla crema da eventuali surriscaldamenti del pianeta.
Ma è il commercio che volete farci.
Comunque tornando a terranove, cent'anni fa certi tizi hanno fatto una rivoluzione.
Hanno fatto un bel bordello perché fino a quel momento tutto procedeva un po' come sul nostro pianeta, senza alti e con molti bassi.
Poi basta, di colpo, il loro ordine si è sovvertito.
Innanzitutto hanno levato di torno gli antipatici, ma siccome erano troppi hanno deciso di creare uno spazio dove ghettizzarli. Non tipo un campo di concentramento, ma un'intero continente dove gli antipatici potevano fare quello che gli pareva, basta che non stessero in mezzo ai maroni.
I rivoluzionari poi hanno pensato alle donne.
Hanno costruito un mega palazzo pieno di donne ologra-fiche, di modo che quando avevano voglia di darci dentro andavano lì, e per il resto della giornata potevano tranquillamente giocare a carte, guardare il calcio in tv, e bere tanta tanta maltina [la loro birra].
Ci si poteva ancora sposare, e fare figli, e tutte quelle altre menate.
La rivoluzione però aveva deciso che non era disdicevole andare con le ologra-fiche, per di più era gratis, e privo di rischi venerei.
E in breve le prestazioni dei tennisti migliorarono.
Anche gli scrittori scrissero di più.
E le donne avevano tutte meno mal di testa.
Insomma la sapevano lunga sti rivoluzionari, avevano studiato tutto.
E poi, colpo di genio, nessuno giocava più a Pes.
Perché il gioco più bello dell'universo era Sensible Soccer.

15 novembre 2006

La Guida Galattica sa essere democratica ma anche stronza. Mai quanto il Tg4. Il Tg4 però fa sicuramente più ridere.

La Guida Galattica è un libro poliedrico: in esso c'é la conoscenza in ogni forma possibile ed immaginabile.

E' l'una e trenta del 15 Novembre 2006 sul pianeta terra, sono a letto col portatile sulle ginocchia e il cane bollente che occupa, sua bontà, tre quarti della "mezza piazza". Per di più russa.
La nostra tecnologia ci permette di stare su internet anche a letto [anche al cesso volendo]. La guida galattica linka infatti la definizione di wireless a quella di pigrizia.
Mi piace vagare tra gli infiniti riferimenti di questo imprevedibile testo, quando l'amico autostoppista me lo mette a disposizione. Non succede spesso, perché un autostoppista galattico si sente sperduto senza il suo indispensabile tomo. [Non gliel'ho mai detto per carineria, ma credo che sia quasi diventato una specie di feticcio dal quale non riesce a separarsi neanche un minuto.]

Comunque sia parlavo di pigrizia, di wireless, e zac mi trovo a leggere del pianeta Ciarla, galassia Parrucchiera, dove la gente nei bagni si fa installare due o più water per cagare e conversare. Un sogno del quale devo anche avervi parlato in passato. Mi permetto di editare la definizione di "conversazione al bagno" inserendo il link ad un altro mio desiderio inenarrabile: le birrette fresche al posto dell'armadietto dei medicinali: in un nanosecondo sei milioni di Ciarlani mi bacchettano, perché in questo modo sembro collegare le loro usanze ultramillenarie ai vizi terrestri, cosa che da loro è paragonabile al nostro "sei un terrone di merda". Su Ciarla sono più razzisti degli imprenditori brianzoli ma mi guardo bene dal dirlo perché la guida galattica è un testo oggettivo e le mie considerazioni personali non possono intaccarne l'estrema cura dei particolari.
Fortuna che c'é la piccola internet dove posso sfogarmi abbondantemente contro una razza che defeca e conversa mediante lo stesso pertugio.
Ma lasciamo da parte queste inutili beghe e torniamo alla cultura.
La terra non è una sola. Esistono infinite terre in infinite dimensioni alternative. Secondo la GGpA [abbrevio per comodotà, me lo concederete!] si crea una terra alternativa in ogni momento in cui un qualunque essere vivente o meno cambi la propria rotta anche infinitesimamente. Ogni sassolino che si sposta a causa della marea, ogni goccia d'acqua che scivola su una pietra, ogni volta che decido o meno di spararmi una sega, insomma ogni infinitesimale particolare produce una dimensione alternativa. La realtà che noi terrestri percepiamo, data la solita pappardella sulla tridimensionalità della nostra mente, è la media di tutte queste dimensioni: ed è ciò che noi chiamiamo caos, o fato, o destino, o provvidenza, o meccanicismo o cazzi e mazzi.
Il concetto è semplice.
marco si spara un segone.
marco non si spara un segone.
Ciò produce due dimensioni ben distinte. Naturalmente tutto è basato su un sistema probabilistico, secondo il quale le dimensioni marco si spara un segone sono infinitamente più diffuse dell'alternativa e di conseguenza la dimensione percepita come realtà sarà proprio quella. Ma non è un dogma: potrebbe anche prevalere la dimensione marco non si spara un segone, ad esempio nel caso in cui il calcolo probabilistico vada ad intersecarsi con la dimensione marco si è appena sparato un segone.
Sembra complicato ma non lo è poi così tanto: la GGpA sostiene insomma che la nostra realtà percepita non sia null'altro che il risultato medio e probabilistico dello scontro ed intersecarsi del movimento delle particelle esistenti nell'universo che conosciamo.
Naturalmente questo discorso può applicarsi solamente ai terrestri in quanto è risaputo che ogni razza dell'universo ha un proprio modo per percepire la realtà circostante.
Addirittura in alcuni pianeti con concezione dello spaziotempo monodimensionale lo stesso concetto mi sparo un segone è sottoposto a molteplici limiti del tipo: "quando?" "dove?" "come?" e soprattutto "cos'é quando?" "cos'é come?" "cos'é dove?". Frustrante no?

Tornando alla GGpA si parla anche di aneddoti divertenti riguardanti il pianeta terra.
In una delle dimensioni createsi, che però non sono state percepite come realtà a causa del sistema probabilistico, uno scienziato ha scoperto il vaccino per l'aids ma ha deciso di non renderlo pubblico.

Il tizio si era chiuso in questo laboratorio per oltre quindici anni alla ricerca di una cura per salvare l'umanità da questa piaga terribile e dopo molteplici inutili tentativi una sera si trovava solo soletto a riflettere.
Nella realtà percepita andò in bagno a spararsi un segone, nella dimensione di cui vi racconto invece, ebbe un'illuminazione favolosa e trovò l'elemento mancante e il vaccino definitivo.
Al settimo cielo decise di rendere pubblica al più presto la notizia, ma, essendo stato chiuso per tutti quegli anni nel suddetto laboratorio decise di fare un piccolo test per valutare come sarebbe stata recepita la scoperta nel duemilasei. Aprì la porta dopo tanto tempo e prelevò il più recente degli elenchi telefonici che nel tempo i solerti impiegati della società telefonica gli avevano abbandonato davanti al laboratorio-casa. Scelse degli utenti a caso e compose i relativi numeri.
"salve ho scoperto il vaccino per l'aids, lei che ne pensa?"
Utente 1: "l'aids lo prendono solo i culattoni di merda, non me ne frega un cazzo."
Utente 2: "Se non fosse per l'aids dovremmo fucilarli tutti quei tossici".
Utente 3: "ma lei è pazzo? Una volta debellato l'aids ci sarebbe un incontrollato sviluppo demografico del terzo mondo che causerebbe in tempi relativamente brevi la sovrappopolazione del pianeta e la distruzione dell'umanità a causa della fine delle risorse. E poi ci sarebbero un sacco di marocchini in più sui treni."
E così via, per un mucchio di telefonate.
Alché lo scienziato, amareggiato, nella dimensione di cui vi sto raccontando convertì il suo laboratorio alla ricerca di come legare al meglio il sugo con le melanzane e i rigatoni, non rendendo mai pubblica la scoperta.
E questo è solo uno degli infiniti aneddoti che ci sarebbero da raccontare.
Pensate a Giulio Cesare che sopravvive alle idi di Marzo perché quella mattina si stava sparando un segone.
La GGpA indugia moltissimo sull'importanza della masturbazione sul corso della storia terrestre.

Bene, il cane ha deciso che gli ho scassato i maroni e si dirige verso il matrimoniale dei miei vecchi. L'autostoppista galattico reclama la sua Guida, ed io carinamente gliela restituisco, non senza aver prima provato ad inserire la definizione di "M.D." sotto l'elenco dei più grandi ficaccioni della storia dell'universo dall'inizio a prima dell'inizio e ancora prima.
Ma essendo stato cancellato a priori non sono apparso comunque.
Ventisei miliardi di Ciarlani mi mandano cortesemente affanculo. Villani.
Ed io me ne vado a dormire.

18 ottobre 2006

So che tu sei, ma dove sono io.

Stanotte io e l'autostoppista galattico abbiamo chiacchierato su uno dei miei post di qualche giorno fa, su uno dei miei libri preferiti e su uno speciale di raitre riguardo le epurazioni di Stalin. La gente che spariva, come se non fosse mai esistita, il loro nome cancellato da qualunque registro, le foto, i ricordi.
Cancellare una persona non è impossibile, ci vuole semplicemente metodo.
Ricordate il lavoro di Smith in millenovecentottantaquattro? Correggere i giornali passati in modo da far tornare tutti i riferimenti.
Ma non vorrei sviare troppo dalle interessanti osservazioni del mio amico viaggiatore.
Alle menti più paranoiche, come me, capita spesso di ragionare in chiave apocalittica. Costantemente ho l'impressione che il percorso nello spaziotempo dell'umanità sia una spirale.
Ma cos'é un evento apocalittico ragionando nella relatività galattica? Non certo un atto autodistruttivo di un piccolo nucleo di soggetti in un infinitesimissimo universo.
Pensiamo ai suicidi di massa delle sette di svalvolati, per avere un riferimento. Ok, è triste sapere che cento persone si siano uccise in nome di un idolo, ma l'umanità va avanti con tutte le sue croci e delizie.
Così l'universo! E sulla guida galattica c'é scritto anche il come e il quando l'umanità si estinguerà, il tutto sotto la definizione di terrestri. Ventidue parole in tutto, non un granché. Persino meno righe della definizione di Sbronza colossale e dell'addendum Come affrontare una sbronza colossale.
Per altro sulla guida galattica si parla anche dell'evento apocalittico che risucchierà il tutto [o "che ha risucchiato", a seconda della concezione di tempo che prendiamo come riferimento] creando il ritorno al nulla. Ed è un evento incredibilmente stupido e fumettistico [ma ho promesso di non svelarlo].
La mia domanda è stata: "ma se sappiamo come succederà.. perché non impedirlo in qualche modo?"
Semplice, perché è già successo nel futuro e non c'é nessun modo per modificare un momento.
Ottimo, penso, si ritorna sempre lì: la discussione sul libero arbitrio, e perché no, su Dio.
Mi racconta l'amico di averne discusso a suo tempo con notevoli cervelloni con nomi ben più altisonanti di me, Wittgenstein, Tommaso D'Aquino, Maometto.. e di tornare spesso e volentieri a far discorsi con loro davanti ad una birra fresca, senza riuscire a concludere granché.
Ma io ti frego amico mio. Io ho google.
Apro google images e gli chiedo solennemente di rivelarmi l'immagine di Dio.
E.. illuminazione!
Dio è un musicista metal.
Vacca boia, a saperlo prima.

13 ottobre 2006

So che tu sei, ma cosa sono io.

Karamazov aveva trovato questa strano sarcofago mezzo sepolto dalle sabbie radioattive e con somma fatica e rischio era riuscito a disseppellirlo.
Aveva trovato una chitarra, senza sapere cosa essa fosse. Semplicemente lo stupendo tesoro del sarcofago, a metà tra un fucile d'assalto e una racchetta da pallacorda.
Ogni tanto la estraeva dalla custodia e la scorreva tra le mani, assaporando le asperità del legno, studiandone la forma armoniosa.
Karamazov non era mai stato un cervello, né se ne faceva un cruccio, perché per vivere nel suo mondo era necessario non farsi troppe domande. Ed in questa buona abitudine, essere un po' lenti di comprendonio, poteva essere d'aiuto.
Tutti si suicidavano. Quelli che leggevano i libri si suicidavano. Quelli che si innamoravano si suicidavano. Quelli particolarmente intelligenti si suicidavano. I potenti si suicidavano.
Ne uccideva più il pensiero, la bramosia, la speranza, che il fallout.
Il mondo stava diventando esclusivo retaggio dei ritardati.
Ma poi in ritardo rispetto a chi, a cosa, in una notte lunga ed immutabile nella quale neppure misurare il tempo aveva il benché minimo senso.
Karamazov amava collezionare oggetti del passato. Voleva creare una memoria che non aveva.
Immaginava la vita degli oggetti che trovava, e conoscerne l'uso non era essenziale allo scopo della memoria. Perché sapere che la macchina da scrivere che custodiva gelosamente potesse servire per scrivere piuttosto che per pescare o fare musica non era assolutamente necessario. Tip tap tip tap. A Karamazov gli oggetti servivano per sognare, scorrendo le dita tra i fantastici ingranaggi di un orologio da taschino, o riflettendo il proprio sguardo sulla superficie di un compact disc.
Insomma era riuscito a sopravvivere alla morte generalizzata semplicemente creando il mondo da zero.
Perché in fin dei conti la realtà non esiste, è pura emanazione della ragione.

26 settembre 2006

Must be a devil between us!

Ieri sera il mio fantastico amico fantascientifico mi ha sottoposto la questione: "intelligenza". Ed io porco cazzo non è che sapessi bene come spiegargli chi è una persona intelligente, e chi non lo è. E' intelligente il colto? No di certo! E' intelligente l'astuto? Non solo.

L'autostoppista argomentava che nell'universo ci sono svariate forme di intelligenza. E che tutto è fottutamente relativo nello spazio. Ci sono pianeti dove le forme di vita sono così evolute da poter comunicare e divertirsi insieme anche senza il tramite di una playstation. Oppure intere galassie abitate da colonie di esseri che hanno totalmente abolito la guerra, risolvendo i conflitti facendo scontrare i loro campioni in intense partite di risiko.

La guida galattica poi cita alcuni casi patologici, come il pianeta Mediashopping, il pianeta Centrodestra situato nella galassia Mafia&politica, ecc...ecc.. di cui non sto neanche a raccontarvi gli autoevidenti problemi.

Quindi? Chi, sulla terra, può essere dichiarato intelligente e chi no? Non saprei ancora risponderti caro amico autostoppista se non per grandi linee. Chi è saggio. Chi sa ascoltare. Chi rispetta l'opinione altrui. Chi sa interpretare i discorsi. Chi si sa mettere in discussione. Chi vuole conoscere, senza tapparsi le orecchie. Niente super-abilità matematiche, né memoriesecolari. Il Quoziente Intellettivo è un'altra cosa.

"E quindi tu sei intelligente, secondo i tuoi parametri?" Mi chiede l'autostoppista.

Ed io "si senza dubbio, a volte più, a volte meno.".

"E quelli che non rispondono ai parametri? Prendiamo ad esempio uno che non ascolta le opinioni altrui, che non sa accettare critiche costruttive, che non riconosce un discorso personale da un articolo di cronaca?" ribatte l'autostoppista.

"Emeriti coglioni amico mio, emeriti coglioni".

24 settembre 2006

I ragazzi dell'estate

stavamo lì a discutere se la poesia è solo estro, oppure è anche fatta di tecnica. io e l'autostoppista galattico abbiamo affrontato questo viaggione nello spaziotempo per conoscere un nostro idolo.
Eppure la tecnica c'è, è evidente in molti grandi poeti..
O forse siamo noi ad estrapolare "le figure retoriche"?
L'amico autostoppista ci ha chiesto: "ma perché la poesia", le parole quotidiane non sono sufficienti per comunicare? Perché non dire per dire?
Io naturalmente non ho saputo rispondere, ma penso sia una cosa di pancia, più che di cervello. La vedo come distinguere un buon assolo di chitarra da un semplice assolo di chitarra, mettiamo Hendrix o Steve Vai.
"noi siamo i figli della selce e della pece". Tadà. Figure retoriche, tecnica e pancia in un colpo solo.
E poi via a scolarsi 18 bicchieri di whiskey liscio.

23 settembre 2006

Cosa vede l'astronauta

Se affrontassimo un viaggio intergalattico fino a raggiungere la stella più vicina, Proxima Centauri, potremmo vedere la terra com'era parecchio tempo fa, o almeno così mi hanno detto quando ero un impressionabile studentello.
Dovremmo inventare un congegno che ci permetta però di sciogliere il nodo del tempo.
Ipotizziamo però di essere proprio su Proxima Centauri ora, e di avere un bel teleturboscopio puntato sulla terra. E più precisamente sul mio terrazzo, dove c'é la mia famiglia che fa ciao ciao con le manine.
Ora la questione è: quando questa bucolica immagine mi giungerebbe su Proxima Centauri? La risposta, scontata per gli studiosi è frutto di una precisa formula matematica a me oscura.
Ma ciò che mi preme è però l'idea che la dimensione tempo sia sottoposta a paradossi sicuramente più complessi di quanto in realtà ci sembri di primo acchito.
Presente, passato e futuro sembrano concetti stabili. Inamovibili.
Ma se le immagini del passato continuano a proiettarsi, e potrebbero teoricamente venire visionate in un dato istante, diventa evidente il paradosso di una realtà inesistente ma tangibile sensorialmente.
O meglio diventa evidente l'inesistenza di un "ora" condivisibile da ogni osservatore: di un perfetto ora istantaneo che permette di tracciare inequivocabilmente le coordinate di ogni soggetto.
La risposta è che l'ora è relativo all'osservatore.
Avrei dovuto costruirmi una navicella iperspaziale per crearmi dei post-appelli-fai-da-te. E non è neppure troppo tardi, se mi è possibile aiutare il me stesso del passato. Ma prima dovrei capire se un salto nell'iperspazio accellera o decellera il relativo tempo terrestre. E soprattutto ricordarmi che ne pensava Doc degli interventi sul passato.

03 aprile 2006

Breve saggio su Paranoid Android e La Guida Galattica per Autostoppisti

Non molti lo sapranno, ma il mio input per appassionarmi al mondo spaziale di Douglas Adams è stata la canzone Paranoid Android dei Radiohead.
Come pochi di voi sapranno Marvin The Paranoid Android è uno dei personaggi principali de "La Guida Galattica Per Autostoppisti". Un androide costruito dalla Società Cibernetica Sirio un branco di idioti rompiballe che saranno messi al muro quando verrà la rivoluzione" . Curiosamente, un'edizione dell'Enciclopedia Galattica, che per un caso fortunato è stata portata da una distorsione temporale di mille anni avanti nel futuro, definisce la divisione marketing della Società Cibernetica Sirio "un branco di idioti rompiballe che sono stati i primi a essere messi al muro quando c'è stata la rivoluzione".
Comunque sia, Marvin è un androide totalmente paranoico, che passa il tempo a soffrire e porta al suicidio i computer delle navi spaziali che frequenta.
La canzone dei radiohead però, a prima vista, nonostante il titolo non sembra avere alcun riferimento al famoso personaggio, e Thom Yorke stesso racconta di essere stato ispirato da alcuni fan un po' troppo invadenti in un locale di Amsterdam.
Ma non è così. Paranoid Android (così come l'album Ok Computer) è grondante di riferimenti a La Guida Galattica Per Autostoppisti". Andiamo con ordine.


1) paranoid android è stata la prima canzone scritta di quello che sarebbe stato l'album Ok Computer, e le parole OK COMPUTER nella Guida Galattica sono scandite appena prima dell'entranta in scena di Marvin l'androide Paranoico
2) "please could you stop the noise i'm trying to get some rest" si riferiscono ad Arthur Dent che viene svegliato dal rumore delle discussioni all'inizio della scena
3) "ambition makes you look pretty ugly" sono parole di Ford a Zaphod sul pianeta Maghratea
4) "when i am king you will be first against the wall" potrebbe essere appunto un riferimento ai costruttori di Marvin
5) "off with head" viene cantato due volte, come le due teste di Zaphod
6) "the panic" è naturalmente riferito a "don't panic" il motto della Guida Galattica
7) "Rain down on me / from a great height" riguarda l'episodio della balena che precipita dal cielo schiantandosi al suolo
8) "God love his children Yeah!" potrebbe riferirsi alla morte di Marvin, che legge il "Messaggio di Dio alla creazione" in Addio, e grazie per tutto il pesce.

Questo articolo è di un qualche interesse per chi, come la maggior parte di voi, non conosce nè la canzone nè il libro? Non credo, ma devo comunque ringraziare quel magnifico strumento che è la wikipedia che di click in click ti porta sempre dove non ti aspetteresti.
La maggior parte dei testi dei Radiohead contiene riferimenti veramente difficili da cogliere (così come la canzone di KID-A, Optimistic, è un inzuppata nell'opera di George Orwell, 1984 e The Animal Farm), ed io trovo che sia un modo davvero interessante di scrivere testi, stratificando i significati.
Tornando a Marvin l'androide paranoico, sarebbe superficiale limitarsi a vederlo come un "personaggio divertente", ma andrebbe valutato con la dovuta ironia in qualcosa di più complesso. Anche perché nella Guida Galattica, opera di definizioni spicce, ogni cosa ha un significato evidente, e spesso uno nascosto.

30 marzo 2006

Un ipotetico viaggio nel tempo

Questo tizio che conoscevo era un appassionato di blues, quello da bordello di New Orleans degli anni 20, quello da whiskey on the rocks.
Visto che era un tipo interessante, una sera che mi aveva invitato a bere qualcosa da lui, portai anche l'autostoppista galattico che si interessa molto alla varia umanità e prende sempre un sacco di appunti per la guida.
Ci scolammo un'intera bottiglia di whiskey del discount, ascoltando dello splendido blues e chiacchierando del più e del meno. Ad un certo punto registrai vibrazioni quasi bukoswkiane, ma preferii lasciarmi andare al mood della serata e non stetti troppo a pensarci.
L'amico autostoppista galattico parve molto interessato ai racconti del bluesman, ad esempio della volta che aveva sparato ad uno che gli aveva fottuto il parcheggio o quando aveva beccato la sua donna che montava un tizio sul divano di casa e li aveva inseguiti tutti e due per spaccargli la testa con una chiave inglese finché il tizio col cazzo all'aria non non era riuscito ad infilare la porta di casa e dileguarsi.
Insomma ne aveva di cose assurde da raccontare, per lo più credo fossero balle, ma se raccontate con stile anche le balle possono diventare piacevoli.
Alle due passate decisi di trascinare l'autostoppista recalcitrante e sbronzo fino a casa. Appena usciti di lì ci sembrò di essere riemersi da un viaggio nel passato.
Accesi meccanicamente una sigaretta per fumare via tutte le riflessioni e godermi al meglio l'aria frizzante della notte di primavera.
"Sarebbe stato fico vivere in quegli anni là".
"Se fai il bravo ti ci porterò un giorno di questi, ma ricordati di pensare quadrimensionalmente".
"Ah già cazzo".

21 marzo 2006

Eventualità remote, non remote, quasi certe ma anche no.

La guida galattica per autostoppisti ha anche un'utility molto carina (in dotazione solo con la versione XP) che permette di calcolare in base ad innumerevoli variabili ipotetiche, un ipotetico punto di approdo delle suddette variabili, la cui percentuale di realizzazione è (come esposto nel disclaimer di questo simpatico tool) possibile come no. Filosoficamente intrigante, ma pressocché inutile.
L'insuccesso di questa utility è stato decretato da pochi ma decisivi fattori. Innanzitutto la probabilità che un evento possibile come no si realizzi è sufficentemente aleatoria da scoraggiare chiunque dall'affidare le proprie decisioni a tale strumento.
Poniamo l'esempio dell'autostoppista galattico. Sottoponendo al tool i dati del traffico spaziale in un dato momento e luogo, la tipologia di razze più diffusa nella zona e il rapporto di ognuna di esse con la costante "raccogliere un autostoppista"; alla domanda "verrò raccolto da qualcuno?" il nostro affezionato potrebbe sentirsi rispondere indifferentemente: "si, tra trecentoventitre minuti karmici da un Negroskiano sobrio", "no, nè ora nè mai, ma ciò non deve scoraggiarti", "sarebbe potuto anche succedere ma l'universo verrà terminato tra sei minuti a causa di una farfalla che ha scoreggiato in Madagascar (pianeta terra) venticinque milioni di anni fa scatenando una reazione a catena". Quindi benché ognuna di queste risposte sia piuttosto univoca (seppure molti siano scettici riguardo l'eventualità di trovare un Negroskiano sobrio al volante) l'aleatorietà del possibile come no lascia il nostro autostoppista a piedi ed in balia dei dubbi.
Il secondo e forse più importante motivo dell'insuccesso dell'utility è che nella maggior parte dei casi, a causa dell'enorme mole di calcoli che esegue, l'utility manda in crash il sistema operativo della guida galattica, costringendo al riavvio, e di conseguenza chiudendo la connessione alla definizione animata Orgia Galattica, il cui accesso è disciplinato dal programma SpaceMule con rigidissime code per evitare il sovraccarico di utenti.
Comunque, incuriosito, ho deciso di mettere a rischio la posizione dell'autostoppista spaziale nella coda di Orgia Galattica per testare la divertente quanto inutile utility.
Inseriti alcuni dati simbolici del vivere quotidiano ho ottenuto risposte alquanto verosimili.
Nel 2030 la popolazione occidentale verrà decimata da una terribile diffusione delle malattie da esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari. Si scoprirà infatti che i nostri sempre più piccoli compagni di vita emettono radiazioni non rilevabili dagli strumenti ma in grado di intaccare il corpo umano nel giro di trenta, quaranta anni.
Le popolazioni africane che teoricamente sarebbero sopravvissute a questo flagello, non potendo permettersi un telefonino, non avranno modo di esultare per lo scampato pericolo perché già ampliamente falcidiate dall'aids.
Stupito da questi risultati catastrofici ho provato ad inserire nel motore di ricerca dell'utility i miei dati personali cercando di estrapolare notizie sul mio futuro.
Neppure il tool è riuscito a dare una risposta, seppure ipotetica, all'eventualità anche remota di una mia laurea.
Riguardo l'ordinamento istituzionale nazionale, dopo aver infilato nel database tutti i governi dall'unità d'Italia ad oggi, alla domanda "come si svilupperà il nostro futuro" mi sono sentito semplicemente rispondere "indossare mutande di ghisa". Alché ho provato ad essere più diretto: "fino a quando avremo Berlusconi al potere?" e l'utility ha risposto "Berlusconi governerà il tuo paese fino all'anno 2097".
Ora, allo stato delle conoscenze scientifiche attuali dubito che il nostro amato cavaliere possa vivere tanto a lungo, ma solamente un anno fa avrei deriso chiunque mi avesse profetizzato "tra 365 giorni Berlusconi avrà più capelli di te".
Perciò tutto può essere.
Ed è appunto questo, il fatto che tutto ciò sia possibile come no ad inquietarmi alquanto.

10 marzo 2006

Venticinque Aprile Millenovecentosettantaquattro

Dolce e chiara è la notte, e senza vento. Juanito osserva la marea appoggiarsi placidamente sull'arenile mentre Radio Renascenca passa la canzone di Zeca Alfonso Grandola villa Morena. Gomez è pensieroso, e fuma una sigaretta ascoltando distrattamente la musica espandersi nell'aria.
Notti così sono rare nella vita. La brezza primaverile che accarezza i capelli salini, il profumo dell'erba e del mare, la quiete intorno, la casa, dentro, dorme.
Sono così stanco Juanito, le cose non vanno come mi aspettavo.
Gomez, amico mio, non avere troppi pensieri le cose girano sempre.
Ma non riesco ad accettare che il mio impegno si riveli infruttuoso, il fallire dopo aver profuso tante energie e speranze in ciò che faccio.
La luna intanto si riflette sul mare danzando da un'onda all'altra, mentre Ring dopo un sonoro sbadiglio e qualche annusata circostanziale va ad appollaiarsi ai piedi del padrone, che lo carezza affettuosamente.
Gomez guarda Juanito e Ring, con curiosità.
Come farai tu, caro Juanito, a non preoccuparti del futuro. E' tutto così oscuro..
Ma come oscuro Gomez mio! Guarda che notte!
Non so fratello, sono insoddisfatto, davvero insoddisfatto.
Eventi incontrollabili pendono su di noi come spade di damocle, non lasciarti sopraffare da questo tranello, dimentichi che a volte ciò che noi vediamo colorato di nero poi nero non è. Sfumature, devi imparare a vederle.
Le lampare sembrano lucciole veloci e silenziose. Gomez e Juanito coi piedi all'aria scrutano il confine tra la notte e l'orizzonte, come se qualche risposta potesse spuntare dalla schiuma del mare, o dalla salsedine.
Gomez mio, sono vecchio ormai, ma di poche verità sono convinto. Che certe cose non contano niente. Che una caduta è un'occasione per rialzarsi. Che mai, in nessun caso c'é motivo per abbattarsi se c'é vita, se c'é sangue che scorre nelle vene, se c'é un domani o un "adesso" da godere.
Su una cosa sono d'accordo, Juanito, è davvero una nottata bellissima.

23 febbraio 2006

Chi è Dio, dove abita e se riceve visite. Possibili interpretazioni.

Sul pianeta Parappero V della galassia Taquino hanno inventato una consolle stupenda collegabile a qualunque elettrodomestico a tubo cazzodico: la Praystation TM che permette di parlare con Dio.
Tutto è iniziato anni fa quando un microscopico meteorite è precipitato su Parappero V centrando in pieno il più grande lago di letame della galassia Taquino e creando un'onda che ha fatto tre volte il giro del pianeta. Un terribile Tsunami merdoso. Tutta la biancheria stesa si è smerdata, i vestiti rammendati dei poveri e persino i calzini del megapresidente.
Subito dopo si è scatenata l'influenza dei semprali. I semprali sono simili ai maiali terrestri, solo che parlano otto lingue e hanno sei cosce con le quali viene fatto un ottimo prosciutto dop. Quest'influenza ha flagellato milioni di coltissimi semprali, causando enormi danni economici al pianeta. Il virus colpiva i malcapitati animali facendoli esplodere improvvisamente. Un semprale che esplode non è un bello spettacolo.
Questi ed altri avvenimenti funesti convinsero sempre di più i superstiziosi abitanti del pianeta Parappero V che sarebbe arrivata l'apocalisse. In brevissimo tempo, complice anche la raccolta punti "gratta e vinci una settimana con un Dio a tua scelta", si diffusero centinaia di sette, settine, adirittura otte, che predicavano l'imminente fine del pianeta e veneravano divinità particolari.
Si racconta che alcuni, prima del suicidio di massa, fossero stati avvistati mentre compivano riti orgiastici venerando un compiaciuto palo della luce.
Questa tendenza alla frammentazione religiosa arrivò ad un livello tale che una statistica elaborata dalla stazione orbitante Istat concluse che su Parappero V erano venerate più divinità di quante gli abitanti potessero venerarne.
Ma gli abitanti della galassia Taquino sono famosi per il loro consumismo [oltre che per il flamenco suonato a otto dita, per l'enorme clessidra a forma di pollo che misura la notte galattica, e per il prosciutto dop di semprali]. Così, uno scaltro imprenditore chiamato Il Mandorla, dopo la geniale invenzione dello scienziato Star Gates, lanciò su Parappero V la Praystation TM, la consolle che permette di parlare con Dio.
Il principio è semplice. Sfruttando le onde cazzodiche la Praystation TM deforma le onde panna sparandole in tutte e in nessuna direzione raggiungendo in un meno di un secondo pollare [ricordate come viene misurato il tempo nella galassia Taquino] il costosissimo attico di Dio, che affaccia sul Big Bang all'inizio e alla fine dell'universo. Immediatamente le onde panna si rimaterializzano, avendo raggiunto la fine dell'universo, e permettono di comunicare via citofono con il padrone di casa, che essendo infinito sa tutto, risponde a tutti, e così via.
Perciò alla domanda "Chi è Dio", su Parappero V hanno dato una risposta grazie ad una semplicissima [forse lievemente cancerogena] consolle. Ed in questo modo tutti gli abitanti hanno abbandonato le loro fedi fittizie, tornando sulla retta via: il creatore, colui che riesce a togliere nulla dal nulla ed avere comunque il nulla. E mettere tutto nel tutto senza disordinarsi il portascarpe.
Gli ultimi semprali ancora in vita avanzarono dei dubbi sulla veridicità della cosa. Sembrerebbe infatti che all'interno della consolle ci fosse un normalissimo trasmettitore cazzodico puntato sul pianeta Vomero.
Ma i suddetti semprali esplosero, forse dolosamente, e non riuscirono a smascherare l'inghippo. Sarebbe stato un peccato perché ora gli abitanti di Parappero V sono molto felici, ottengono un sacco di risposte insensate ad un sacco di domande sensate e ciò infittisce il mistero della fede.
E' felice Il Mandorla che controlla il mercato delle consolle e si chiede quale debba essere il prossimo pianeta da colonizzare con le sue tecnologie.
E' felice Star Gates che è diventato l'uomo più ricco della galassia.
E non si sa per quale fantasiosa congiunzione astrale ora su Vomero nessuno più si muore di fame.

19 febbraio 2006

Terradue e il regime burlone

L'autostoppista spaziale è anche un grande esperto di regimi. Girando l'universo ne ha visti tanti. Stamattina mi raccontava che sul pianeta TerraDue [simile alla nostra terra, non fosse che gli abitanti si sono sviluppati in maniera diversa e più congeniale alle diverse condizioni del pianeta. Ad esempio parlano dal fondoschiena, cosa che per noi può essere orripilante ma che per loro è normale. L'evoluzione lì è stata più razionale in un certo senso. Il business delle mentine è comunque il principale del pianeta]... bé dicevo su terra due c'è una nazione governata dal cosiddetto Regime Burlone.
In pratica questi esseri che parlano dal culo basano la loro nazione sui soggetti più burloni e divertenti.
Il superpresidente è naturalmente quello più divertente... riesce a fare il burlone in qualunque occasione. Tutti ridono quando lui parla, quando lui promette a vanvera, quando alle convention con le altre nazioni fa scherzetti da prete agli altri capi di stato. Insomma al superpresidente Parrucchino tutti i cittadini gli vogliono bene.
All'interno del gabinetto governativo però ci sono altri personaggi di spicco, tipo il ministro Minestrone addetto all'economia, che nonostante ci siano 6 miliardi di giovani terraduensi disoccupati e 8 miliardi sotto la soglia di povertà compila i bilanci disegnando cazzi di tutte le taglie e si diverte ad emanare le cosìdette leggibuffedelgovernoburlone che promettono di regalare uno e poi con l'altra mano prelevano due. Insomma il Minestrone è davvero un tipo giusto e alle prossime elezioni verrà sicuramente rieletto.
Ma l'autostoppista spaziale è rimasto affascinato più di tutti dal ministro Ignoranza, addetto alle Riformedivertenti e alla Destruction. Il ministro Ignoranza una sera ad un talk show ha raccontato una barzelletta così divertente, ma così divertente, che il giorno dopo su terradue milioni di persone stavano ancora ridendo, e centinaia sono addirittura morte dalle risate.
Morire dalle risate per una barzelletta è brutto, ma le famiglie non se la sono presa più di tanto, perché i loro ministriburloni li tengono su di morale e anche quando la vita sembra difficile, l'economia a rotoli e il pianeta sul punto di esplodere per le tensioni e le guerre, loro saranno sempre lì, sorridenti, a sparare cazzate.

01 febbraio 2006

Tutto è misurabile [parte prima]

Ziqqurat è un ventenne imberbe e pieno di energia. Se ne va trotterellante attraverso i campi minati nel suo cortile, ripetendo i passi ogni volta, saprebbe attraversarli ormai anche ad occhi chiusi.
Le centraline antismog esplodono ogni due tre giorni, e sono più pericolose delle mine stesse. Il partito buroricottocratico che governa il paese si ostina ad abbondare in centraline per tenere sotto controllo l'inquinamento. Ma quelle esplodono, e se sei a distanza ravvicinata puoi anche perdere un occhio, o tutti e due.
Le papere postnucleari hanno un bel da fare a sventrare i gatti morti, ma si sa, devono pur sopravvivere. Ziqqurat adora andare a caccia di quegli strani animali postnucleari. I nonni millantano che, un tempo, le papere dovevano essere animali pacifici. Ma a vederle oggi, così aggressive e demoniache, sarebbe come dire che qualche epoca fa un carro armato T80 veniva usato per andare a fare i picnic sui prati.
Il camion raccoglicadaveri passa ogni notte alle due a disturbare il sonno dei vivi. Con quella luce gialla lampeggiante e il motore che solleva i cassonetti Ziqqurat non invidia certo i funzionari statali addetti a quella funzione. Guadagnano bene, ma tra di essi c'é una falcidia di suicidi e di morte per intossicazione polmonare. Eppure l'idea della raccolta differenziata sembrava buona in partenza. Visto che la nube uccide giornalmente e improvvisamente un numero imprecisato di persone, la comparsa di quei rassicuranti cassonetti rosa confetto dove depositare in appositi sacchi antiparassitari i propri morti e morenti è parsa scelta azzeccata.
Inizialmente si faceva a gara per venire assunti nella ditta a partecipazione statale appaltatrice della raccolta cadaveri, visto lo stipendio, l'orario lavorativo e l'abbassamento dell'aliquota fiscale sulla busta paga dal 95% al 94.5%. Ma la faccenda dei suicidi inizia a puzzare più dei cassonetti stessi, ed ora gli addetti vengono estratti a sorte dalle liste di collocamento con lettera di precettazione.
Tant'è che, dato il bordello del mostruoso camioncino, il tranquillo giaciglio in mezzo al cortile minato diventa invivibile durante la breve permanenza del mezzo. Perciò il nostro affezionato afferra una bottiglia di Bumbum, deliziosa mistura di acquaragia ed estratto di frutta non meglio definita, e saltellando tra le mine se ne va verso casa del suo amico GanzoManzo, col deliberato scopo di prendersi una bella sbronza. Il Bumbum ti rimescola l'anima, ma essendo altamente corrosivo, va centellinato. I più astuti bevitori per godersi meglio il colpo immediato della mistica bevanda con un'apposita pompetta si sparano il Bumbum dritto nell'intestino attraverso il foro posteriore. Questa pratica però alla lunga è potenzialmente mortale perché corrode malamente determinate fondamentali cavità.
Ganzomanzo se la cava bene col Bumbum, e da sbronzo ne combina di tutti i colori quel matto. Una volta Ziqqurat l'ha visto ballare con l'uccello in mano sparandosi una grossa sega in mezzo alla strada, un'altra volta vomitare deliberatamente nella cassetta postale della sede perifericaquartieralmafiosa del partito buroricottocratico. E' di sinistra lui, se destra e sinistra come riferimenti possano ancora essere considerati validi.
Il ciclo notte giorno lo ha risolto la nube, che con le sue polveri finissime e meno fini ha oscurato il sole da almeno duecentottantatre anni e qualche giorno. La notte perenne però ha i suoi vantaggi: i centri solarium per l'abbronzatura sono il business del nuovo millennio, ne sono spuntati a migliaia. Studi recenti dimostrano addirittura che un'ora di lampada totale sia meno cancerogena di mezz'ora di passeggiata all'aria aperta.
Ziqqurat se la gode sempre con Ganzomanzo, alla fine pur essendo strambo è un tipo interessante con un sacco di storielle buone, e con l'imprevedibilità di chi potrebbe estrarsi i polmoni dal culo solo per scommessa.
Stasera i due mattacchioni si godono la quiete della notte perenne, al riparo dai noiosi gridoschermi, dai rastrellamenti della setta dei seguaci del Supertelegattone, dall'assalto delle ninfomani la cui quantità si è pesantemente accentuata dopo che l'ultima guerra provinciale ha spazzato via il 92 per cento degli elementi maschili tra i dodici e i sessantacinque anni dalla regione pangeatica.
Insomma non avere niente è il nirvana dell'essere umano oggi. Non hai niente, non perdi niente, e Ziqqurat lo sa bene: il trucco è consumare in breve tempo ogni piccola cosa che si ha, meglio un piacere breve ma intenso. Ne ha vista gente impazzire per difendere dagli sciacalli i pochi beni accumulati, ma lui non ci cascherà in questa trappola.
E poi d'altronde sa bene che chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore.

16 gennaio 2006

Definizioni parte prima: amicizia e formazioni sociali

L'amico autostoppista galattico, dopo qualche mese sulla terra ha iniziato a porsi domande sui temi profondi che attanagliano la mente dell'uomo. E' rimasto molto colpito da come, pur sembrando una razza molto evoluta sotto certi aspetti, riguardo altri stando alla sua opinione -e alla tabella comparativa del Q.I. delle razze da Alemagna I a Zuzzurellus IIV- abbiamo ancora molti aspetti primitivi.
Alché mi sono sentito in dovere di dargli alcune definizioni per chiarirgli i concetti. Ma lui subito mi ha spiazzato: "qual'è la definizione di definizione?". Superato il primo impasse tautologico sulla definibilità della definizione stessa ho continuato il mio piccolo contributo alla famosa Guida Galattica per Autostoppisti, il libro più venduto della galassia.
Bene amico mio, parliamo di amicizia. Sulla terra vige la legge della natura, gli animali si sbranano tra loro, noi sbraniamo gli animali, alcuni animali vorrebbero sbranare noi. Ma per meglio sopravvivere, a parte sporadici casi, gli individui della stessa categoria (mammiferi, padriferi, e così via) tendono ad agglomerarsi in formazioni sociali, che noi umani chiamiamo a seconda delle dimensioni e del grado di legame in maniera diversa: famiglia, amicizie, squadra di calcio, partito politico, concittadini... e così via.
Questo per vari motivi "storici": per evitare di dover sempre accoppiarsi da soli gli umani tendono a cercare di accoppiarsi sempre con individui del sesso opposto. Ci sono delle controindicazioni, una delle quali è la famiglia. Formazione sociale che implica l'avvento di un importante parola nel dizionario umano di sesso maschile: responsabilità. Facendo un passo indietro, come gli animali, anche gli uomini devono difendere il proprio piccolo ecosistema. Ma dover affrontare l'intera razza umana da soli è dura, di conseguenza gli umani tendono a stringere legami di vario tipo con gli individui più prossimi, legame comunemente definito come "amicizia".
L'amicizia ha molti lati positivi tra i quali il consumo di alcolici, le partite di calcetto, i discorsi sul sesso e sul calcio per gli individui di sesso maschile, sul sesso e sullo shopping per gli individui di sesso femminile.
Ha anche delle controindicazioni però: la prima è comunemente detta momento del bisogno. Nel 98% dei casi (percentuale variabile in base alla quantità di legame accumulato) in questa determinata situazione l'amico sparisce. Il restante 2% rimane disponibile ad ascoltare e a consigliare, solo ed esclusivamente nel caso non vengano richiesti soldi. Infatti la controindicazione raggiunge una percentuale di totalità quando si parla di momento del bisogno di soldi.
Un'altra controindicazione è comunemente detta mai presentare la tua ragazza. Gli amici infatti in una percentuale bassa ma considerevole, facendo leva sul legame stretto col malcapitato provano a realizzare con la sua fidanzata il desiderio di accoppiamento. Questo perché l'amicizia implica fiducia, e farla alle spalle di uno che si fida è molto più facile.
Caro autostoppista, quindi l'amicizia è una delle formazioni sociali più diffuse e particolari della razza umana. Da questo istituto nascono molti detti come chi fa da se fa per tre, fidarsi è bene non fidarsi è meglio, chi trova un amico trova un tesoro ma chi trova un tesoro trova un tesoro, e molti altri.
Amico mio ora si fa tardi, nel senso maritozziano del termine che è molto simile a quello terrestre, non fosse che i maritozziani sono tutti dei maritozzi e di conseguenza non possono deambulare, perciò continueremo gli aggiornamenti della guida sulle definizioni, e sulle formazioni sociali in un altro momento.

Si ricorda ai lettori che la guida galattica per autostoppisti è un libro empirico, e rispetto al signore degli anelli che sulla terra è andato benone ma che su altri pianeti neanche lontani viene usato come sotto bicchiere e a volte come strumento di tortura, la nostra raccolta del sapere è un best seller incontrastato e qualunque critica mossagli non è fondata. Il sapere contenuto in essa è basato sull'esperienza diretta delle cose, e non su pensieri profondi o filosofici, e soprattutto è un libro molto economico da regalare ai parenti.

31 dicembre 2005

So long and thanks for all the fish


So long and thanks for all the fish
L'autostoppista spaziale è accigliato qualche volta. Eppure sono sempre io, il bonaccione di sempre. A volte non mi riconosce, può succedere. Ma siamo amici e gli passerà.
Ho semplicemente cambiato ristorante, all'estremità dello spazio.
Regalai la guida galattica per autostoppisti a Dani più o meno nel 2001. O forse prima. L'avevo trovato un libro davvero intelligente. Altro che odissee nello spazio.
Ieri ho impedito a mia madre di comprare degli astici da cucinare la sera di capodanno. Non per buonismo, per raziocinio.
Vabé auguro buon capodanno a tutti. Ci vediamo a Gennaio per nuove e mirabolanti avventure.
Arrivederci e grazie per il pesce.

18 dicembre 2005

Notizie improbabili ma non così improbabili [parte I]

Ieri è stata una giornata folle da queste parti, dicono le cronache della mattinata.
Sei preti, ubriachi, avrebbero dato alle fiamme sei motorini e due citofoni, prima di essere fermati da una pattuglia della polizia, mentre con alcune taniche di benzina tentavano di appiccare il fuoco alla questura. Arrestati hanno dichiaratato "volevamo solo divertirci un po'".
Il sindaco ha presenziato ieri in mattinata alla posa del primo mattone per il Bingo, sul programma elettorale in quegli spavi appariva la voce ospedale ma il noto politico-imprenditore sostiene di aver voluto fare una sorpresa alla cittadinanza: il Bingo porta lavoro, soldi, e diverte anche gli anziani, a differenza dell'ospedale che invece li deprime.
Scandalo sulla fiamma olimpica, sembra che appena arrivata in italia sia stata utilizzata nei modi più disparati. In zona napoli sono in vendita lanterne a 28 euro + iva che dicono essere state accese direttamente dalla fiamma immortale. In nottata in un albergo rivierasco, visto che la fiaccola è di passaggio da queste parti, un tedoforo è stato scoperto con elementi dell'entourage mentre accendevano spinelli con la fiamma olimpica.
Record di suicidi tra i giovani genovesi: troppo divertimento intelligente dicono le statistiche. I giovani vogliono tornare ad essere depressi. "se ci si diverte non c'è più bisogno di drogarci e questo non va bene".
Scoperta megatruffa in riviera: acquistavano locali per farli fallire. Secondo gli inquirenti non sono ancora chiari i movimenti finanziari degli imprenditori in oggetto, ma sembra non ne traessero alcun vantaggio se non una particolare forma di masochismo.
Incontro tra studenti e rappresentanti delle forze dell'ordine sul tema "perché gli stuendti di sinistra rischiano grosse mazzate" risponde la rappresentanza studentesca "gli studenti di sinistra non hanno idea del perché odiano le forze dell'ordine ma sostengono tale antipatia con veemenza".
Quotidiano locale pubblica indagine statistica secondo la quale durante il periodo invernale i giovani rapallini che escono e fanno vita sociale sono intorno al 2%, l'altro 80% rimane in casa a fumare spinelli, mentre un 18% particolarmente benestante può partecipare a festini. Allegata una nota della "Santa Sede": dobbiamo invogliare il restante due per cento a iniziare a drogarsi.
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