30 marzo 2007

Rivoluzione d'Ottobre, a Marzo

Ieri sera ho avuto la [s]fortuna di chiacchierare con un vero comunista, dichiarante io ho fottuto il sistema.
Invece è il sistema ad aver fottuto te.
Ed è per questo che pur essendo sinistrosissimo non riesco a condividere determinata politica, la politica di chi parla di ingiustizie per massimi sistemi.
Raccontando utopie.
I ragazzini applaudono.
Io no,
ah già, ma io faccio le assicurazioni.
Peccato che alla prassi ci pensano solo quelli sbagliati mentre gli altri vaneggiano su un mondo che non esiste, che non esisterà.
Nel frattempo speriamo di morire prima di andare in pensione, cosa che ritengo essere più che probabile.

Wilco - How to fight loneliness

27 marzo 2007

Una triste verità

Guido bello tranquillo sull'autostrada, ascoltando Leonard Cohen.
Supero noncurante l'autogrill di Sant'Ilario.
Vale mi apostrofa accigliata: "Marco, ma da quant'é che sei in riserva?"
Ci penso un attimo.
"Direi circa dal 2002".

25 marzo 2007

Cazzo! Che concerto!

Inaspettatamente [dato il mancato soundcheck] il Mentelocale ha ospitato una delle migliori performance dei Dresda.
Il locale era pienissimo, e incredibilmente tutti attenti, e che applausi!
Abbiamo suonato quasi tutto il nostro repertorio, aprendo con John Wayne, fino a chiudere con l'intro, Hal9000.
E poi via a sbidonarci in saletta fino a mezz'ora fa, con tutto l'entourage ormai consolidato.
Li amo follemente quei tre ragazzi, non nel senso gay del termine naturalmente.

21 marzo 2007

[24 Marzo 2007] Dresda @ Mentelocale

Sabato 24 Marzo, al Mentelocale [Palazzo Ducale - Ge] parteciperemo al Philip Day, una giornata di ricerca, riflessione, approfondimento, sulla cultura africana.
E noi, che di africano abbiamo ben poco, a partire dal nome crucco per arrivare all'incedere slo-core molto poco etno, suoneremo intorno alle 21.30.
Condivideremo il palco con il duo acustico Nimo e Luca Faloni, e i giovani Karmatest.
Nel frattempo date un occhio al nostro myspace orribilmente pimpato da Ivan.


19 marzo 2007

I soldi sono finiti!

I grandi ministri suonano per non lavorare mai.
Io lavoro cazzo, eccome.
Ma le voci passive sono sempre più delle attive: tasse, tasse universitarie, assicurazioni, bolli, multavelox, multe, fidanzate, e poi ancora tasse, contributi, rate della macchina, benzina, tenuta del conto corrente, carta di credito, bolletta del telefonino, affitto dell'ufficio, utenze dell'ufficio, eccetera, eccetera, eccetera....
Dovrei guadagnare 8000 euro al mese per pagare tutto.
Ufficialmente.
i soldi sono finiti,
i soldi sono finiti!

15 marzo 2007

Buongiorno a tutti.....

mi sono sbronzato tanto e malissimo stasera. una roba indescrivibile.
ho praticamente pisciato nel portone pochi minuti fa.
domani devo dimostrare al mondo di essere una persona rispettabile,
senò perdo il lavoro me lo sento.
ho una barba di SEI giorni, e non ho idea di quando me la farò.
non ho preparato la lezione di domani
ho giocato a PES con Dani oggi pomeriggio.
una laurea si festeggia cazzo no?
anche nel peggior ristorante della liguria.
ora vado a dormire sperando di essere un essere [come si chiama sta roba?]
però dai lasciatemi qualche attestato di stima
me lo merito
sono ancora ganzo checché se ne dica
e mentre lo farete io starò provando a dissimulare di essere completamente scoppiato.
proprio un amore di ragazzino

14 marzo 2007

Finally it's...... wednesday

Lo so cari amici, vi ho un po' trascurato in questi ultimi tempi.
Non vi ho raccontato della bellissima serata di Venerdì, il concerto al Milk.
Fossero tutte così le sere della vita, spensierate e divertenti.
Magari un giorno di questi vi faccio un reportage più completo.
Invece oggi sono di umore nero.
Il lavoro mi fa impazzire, i capi mi fanno impazzire, IL SANPAOLO mi fa impazzire.
Ma fortunatamente è mercoledì, e io il mercoledì pomeriggio mi riposo.
O meglio, vado a scassarmi da Dani che si è laureato.
E così domattina potrò raccontare ai miei studentelli piemontesi quanti cannoni mi sono sparato prima di raccontargli quanto è buona quant'é bella .... la città e pulicin... ehm .... la professione.
Beato il marco vero, nello spazio.
Ed io qui, inutile cornucopia, a chiedermi: avrò preso la pillola rossa?

11 marzo 2007

Avrei voluto essere il mio cane

Nello spazio la vita non è affatto facile.
Innanzitutto il cane ti piscia nell'astronave, mica lo puoi portare fuori a fare bisognini.
E se anche lo facessi comunque si defecherebbe dentro la tuta spaziale.
L'immensità dell'universo, a volte, può far sentire soli: un animale domestico ci vuole!
Ed io ne ho uno.
Non posso dire che sia propriamente un cane. Ha le fattezze di un cane di stazza medio grande, espleta tutte le funzioni canine, ma ha una perenne ed insaziabile voglia di accoppiarsi, sa giocare perfettamente a scacchi [ma non ama perdere], se ne intende di filosofia contemporanea, e adora fumare la pipa. L'ho trovato sul pianeta blood-hound, nella galassia del cane-randagio: ci siamo piaciuti a vicenda; l'ho chiamato Maresciallo Tito.
Qualche sera fa eravamo seduti nell'ameno salottino della mia astronave FI@T, velivolo proletario tra i più venduti della galassia [per il momento ho dovuto accontentarmi, ma se la mia impresa di assicurazioni dovesse avviarsi potrei optare per una grintosa Alfa Centauri Romeo].
Vabbé eravamo lì, piacevolmente seduti a sorseggiare dell'ottimo gotto esplosivo pangalattico quando il Maresciallo Tito mi ha sussurrato: "amico mio, mi sento così solo ed inutile, qual'é il senso di tutto ciò?".
La mia mente è andata dritta verso il mio fido compagno canino sulla terra, il mio amato Pablito. Per essere felice a Pablito bastavano delle piccole cose: prima di tutto delle mutande usate da rubare [dallo stendipanni o dalla cesta] e masticare, secondariamente il cambio delle lenzuola. Non poteva resistere al fascino di un letto appena fatto.
Un tempo pensavo che Pablito fosse stupido.
Poi ho riconsiderato il suo occhio mezzo aperto mentre stravaccato sul mio letto mi osservava vestirmi per andare a scuola, e poi all'università, e poi al lavoro.
E il suo bere costantemente dalla tazza del water senza averne disgusto [perché aprire un rubinetto quando l'acqua è già lì pronta a disposizione? Per di più molto più saporita].
Insomma ho consigliato al Maresciallo Tito: "fai un salto sulla cornucopia della terra a conoscere Pablito, potrebbe esserti utile per superare questo tuo momento di crisi".
E lui, senza ritegno: "forse è un consiglio che dovresti seguire più tu di me".
"Hai ragione caro Maresciallo Tito, solo oggi scopro che in più di un'occasione avrei voluto essere il mio cane".

05 marzo 2007

Venerdì 09 Marzo, Dresda + Starfish + Cut Of Mica

Cerco di farlo sapere a più gente possibile, conscio che bona-parte di quelli che avverto non verrano [è statistica!].
Venerdì 09 Marzo, al Milk (GE) parteciperemo alla presentazione del tanto atteso primo CD dei Cut Of Mica, Finally it's friday, prodotto da GreenFogRecords.
Insieme a noi, le amiche Starfish, con le quali abbiamo già diviso il palco in occasione della serata di Disorderdrama al Buridda.
Per l'occasione sfoggeremo il nostro piccolo EP "We Are The Superfunkers" confezionato di tutto punto, che potrete accaparrarvi con facilità fino ad esaurimento scorte, e qualche pezzo nuovo estratto dalla sessione di follia psico-e-delica degli ultimi mesi di produzione.
Perciò riassumendo:

VENERDI' 09 MARZO
Al Milk Club [Via Mura delle Grazie 25 -Genova-]
Ore 21.30
Dresda + Starfish + Cut of Mica

04 marzo 2007

un giorno che ricorda immancabilmente una canzone

Dice ch'era un bell'uomo e veniva, e veniva dal mare..
Mio padre quand'ero piccolo la cantava sempre, credo sia una delle sue canzoni preferite.
Il tempo passa, alla prossima eclissi di luna avrò oltre quarant'anni.

ps. l'inaspettato cuore glam del mio papà. In macchina ieri la radio passava November Rain, e lui afferma grandi! I Gun's And Roses

Spunti moggiani sul calcio simulato

Fai una stagione ai massimi livelli, mantieni la zona promozione fino alla penultima giornata.
Poi l'incredibile: la squadra avversaria della tua diretta concorrente alla promozione non si presenta sul campo, regalando un cinque a zero a tavolino, e permettendole di superarmi in differenza reti.
Urlo al broglio.
Mi infervoro.
Ma in realtà sto semplicemente rosicando abbestia.


01 marzo 2007

L'assicuratore Galattico: le fondamenta di un impero.

Tralasciamo per un po' la dialettica ossessivo compulsiva del mio alter ego robotico sulla cornucopia della terra e torniamo alla realtà.
Anno 1 d.v.t. (dopo vaporizzazione terra) dell'ultimo terrestre originale, in piena attività nell'universo conosciuto e non.
Nonostante i bighellonamenti nella galassia con il mio caro amico autostoppista [compilatore della grandiosa Guida Galattica Per Autostoppisti] siano molto divertenti, ho deciso di impiegare buona parte del mio tempo in quello che mi riesce meglio: fare l'assicuratore galattico.
Non più come broker: ora voglio aprire una mia impresa di assicurazioni per conquistare pian piano tutto il mercato assicurativo galattico e diventare l'essere senziente più ricco dell'universo [essendo l'ultimo terrestre ancora in vita, teoricamente posso già sciorinare di essere l'uomo più ricco della galassia].
Ma essere un piccolo imprenditore nello spazio non è tutto rose e fiori.
Innanzitutto la burocrazia.
Prima di tutto è necessaria un'autorizzazione ad iniziare l'attività, rilasciata dall'ufficio
Lentezze e Code gestito dai Vogon. Per ottenerla è necessario compilare il temuto modello AA9 [scherzosamente definito come questionario rinunciaci dalla GGpA], le cui istruzioni per la compilazione sono così complicate da aver causato numerose emorragie celebrali sul pianeta dei praticanti legali [Dalla Guida Galattica. Pianeta dei praticanti legali: pianeta interamente abitato da esseri acelebrati poverissimi, il cui esoscheletro incorpora cravatte multicolore raramente intonate, e la cui unica funzionalità è concentrata nella loro mano monodito, adibita a premere pulsantoni verdi. Essi infatti si occupano gratuitamente della fotocopiatura di documenti redatti su altri pianeti, dei quali comunque ignorano il significato].
Una volta compilato il modello AA9 è necessario individuare un esperto in lingue arcaiche, imbottirlo di gotto esplosivo pangalattico, amputargli gli arti per evitargli ogni possibilità di fuga e costringerlo a tradurre il breve vademecum di invio invio in forma telematica alla centrale operativa Vogon, necessario per sottoporre tutta la documentazione giustificativa richiesta [che comprende tra l'altro anche un'autocertificazione di non aver mai prestato servizio come
ausiliario del traffico galattico, qualifica che esclude a priori, per manifesta incapacità mentale, l'esercizio di qualunque attività commerciale].
E quindi comincia il famoso iter burocratico dell'amministrazione Vogon.
Dovete sapere che i Vogon sono dei pedanti burocrati.
Non alzerebbero un dito nemmeno per salvare la loro nonna dalla Vorace Bestia Bugblatta di Traal, senza un ordine in triplice copia spedito, ricevuto, verificato, smarrito, ritrovato, soggetto a inchiesta ufficiale, smarrito di nuovo ed infine sepolto nella torba per tre mesi e riciclato come cubetti accendifuoco.
Avrete capito quindi che attualmente sono in attesa dell'autorizzazione ad esercitare l'attività di assicuratore galattico, e non so precisamente quanto mi toccherà aspettare.
Dovesse mai arrivare, si apriranno tutta una serie di questioni che risolverò volta per volta: come la localizzazione dei pianeti sui quali aprire le sedi della mia nuova compagnia assicurativa, la selezione dei dipendenti, la scelta dei rischi da assicurare, e non ultimo il nome da dare alla mia impresa.
Insomma ci sarà parecchio da lavorare.
Ma un giorno sarò così ricco che potrò rilevare la cornucopia della terra dall'attuale proprietario, e aprirci un bordello di lusso per camionisti galattici. E quello si che sarà bisness!

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