02 dicembre 2012

vomitare sangue

L'alcol distrugge lentamente ma completamente è quello che mi disse uno la prima sera che Venni agli A.A. e quel tipo alla fine è diventato il mio sponsor.
Poi le crisi meno leggere, il DT durante i tentativi di smettere troppo velocemente, i primi incontri con insetti e roditori soggettivi, poi un'altra sbronza e altri insetti; poi forse la terribile scoperta di aver passato qualche limite, e i pugni-al-cielo, e i voti del tipo Giuro-su-Dio di mettermi di impegno e di rimediare a questa storia, smettere per sempre, poi forse qualche giorno di successo iniziale che hai passato con le mani strette a pugno, poi uno scivolone, poi ancora promesse, gli occhi sull'orologio, autodisciplina barocca, altri scivoloni nel sollievo dato dalla Sostanza dopo quasi due giorni di astinenza, terribili postumi di sbornia, sensi di colpa schiaccianti e disgusto per se stessi, superstrutture di ulteriori autodiscipline (per es. non prima delle nove del mattino, mai nelle sere in cui lavori, solo con la luna crescente, solo insieme a svedesi) che falliscono regolarmente.
Quando ero ubriaco volevo essere sobrio e quando ero sobrio volevo ubriacarmi.
Ho vissuto in quel modo per anni e vi dico che non è vivere, non è altro che una fottuta morte-in-vita.

Poi gli ultimatum vocazionali, l'impossibilità di trovare un lavoro, la rovina finanziaria, la pancreatite, i sensi di colpa opprimenti, vomitare sangue, la nevralgia cirrotica, l'incontinenza, la neuropatia, la nefrite, le depressioni più nere, il dolore bruciante, e la Sostanza che ti permette di vivere dei momenti di sollievo sempre più brevi; poi alla fine non trovi più sollievo da nessuna parte; alla fine è impossibile farsi così tanto da riuscire a capire come ti senti, a stare così; e ora odi la Sostanza, ma nonostante tutto non riesci a smettere di farti della Sostanza, scopri che vuoi smettere più di ogni altra cosa al mondo e non provi più nessun piacere a farlo e non puoi credere che ti sia mai piaciuto farlo eppure non ti puoi fermare lo stesso, è proprio come se ti stessi bevendo il cervello, come se ci fossero due te; e quando venderesti la mamma per smettere e ti accorgi che nonostante tutto non puoi smettere, allora l'ultimo velo della maschera allegra e festosa cala dal volto della tua amica di un tempo, la Sostanza, ora è mezzanotte e cadono tutte le maschere, e a un tratto vedi la Sostanza come veramente è, per la prima volta vedi il Disagio come realmente è, come è stato per tutto questo tempo, guardi nello specchio a mezzanotte e vedi cosa è che ti possiede, che è diventato te.
E' come essere dei morti viventi, non sembra neanche di essere vivi, alla fine non sei né morto né vivo,  l'idea di morire non è niente in confronto all'idea di vivere in questo modo per altri cinque o dieci anni e solo poi morire.
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