13 agosto 2008

Me Cojoni


  • Ieri sera suonato nella vacanziera Varazze.Davvero molto bello. Il livello dei gruppi era molto alto e la serata è stata veramente piacevole, vuoi per la location, vuoi per il pubblico, ecc.. e poi il volantino recitava "tre teste di serie della musica indipendente nazionale" [ma l'origine della dichiarazione è il don, quindi..].
  • Domani pomeriggio parto sulla "via del rock" verso questa destinazione "La Route du Rock", spettacolo!
  • L'altro giorno in un negozio di strumenti dove avevo appena acquistato una chitarra la commessa guarda il mio documento e si acciglia: "ma sei tu??? decenni fa???". Roba da suicidarsi, a 27 anni.
  • Nell'ultima settimana io e Teso abbiamo abbattuto ogni record pensabile di PES. Ci siamo pure fatti la partita di mezz'ora rischiando i supplementari sul 6-6, ma è arrivato il golletto inglese al novantesimo. La sua fidanzata ci ha bollato come "casi umani".
  • Punto burla per i cacciatori di foto: "HANOA HANOA 2008", "FOTO HANOA HANOA 2008", "HANOA HANOA SESTRI LEVANTE" [andate a lavorare merde]
  • Oggi apro maispeis e ti trovo la postilla che potete vedere sotto, e penso, me cojoni, chissà se gli explosions in the sky viceversa quando carichiamo i brani noi se li vanno a sentire anche per caso. Sarebbe una ficata.


10 agosto 2008

[DISORDERDRAMA] Il programma definitivo del Maritima Festival

Programma Musica dal Vivo
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Lunedì 11 Agosto 2008

Piazza del Beato Jacopo h2000
Le Luci Della Centrale Elettrica (La Tempesta - Ferrara ITA)
cantautorato generazionale feat. Giorgio Canali dei C.S.I.
Three Fingers Guitar (Savona ITA)
cantautorato indierock

Martedì 12 Agosto 2008

Bagni Jolanda h1830
The Calorifer Is Very Hot (My Honey - Ferrara ITA)
pop'n'roll oh!-bliquo
Mange-Tout (Marsiglia - Genova ITA)
duo francoitaliano di signorine per bene

Piazza del Beato Jacopo h2030
Banjo Or Freakout (Torino/Londra ITA)
pop sperimentale con un Disco Drive dentro
Sea Dweller (Roma ITA)
shoegaze pop
Dresda (Genova ITA)
postrock strumentale

Mercoledì 13 Agosto 2008 - h2030

Area ex-Convento delle Suore Boschine - Biblioteca Comunale
Beatrice Antolini (Madcap - Bologna ITA)
pop psichedelico pianistico extra ordinario
Magpie (Reggio Emilia ITA)
shoegaze di 1/3 degli Offlaga Disco Pax
Japanese Gum (Marsiglia - Genova ITA)
elettronica intimista di matrice IDM

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Programma Mostra
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Lunedì 11 / Domenica 17 Agosto 2008 -
Palazzo Beato Jacopo
TO BE BLUE - blu possibile
A cura di Marco Profumo
Giancarlo Guarnieri (GINKO)
Mauro Maraschin (ZO)
Santino Mongiardino
Iole Piccinino - testi in mostra
Luca Bozzano
Matteo Macciò
Bruno Meneghelli
Roberto Merani
Fabio Moro
Gabriele Piacentini
Inaugurazione Lunedì 11 Agosto - h1800

“L'occasione offerta dalla consegna della Bandiera Blu al comune di Varazze, non poteva che spingere 8/interno1 ad una riflessione su alcuni dei temi che più influenzano la sensibilità
sociale contemporanea: inquinamento ed aree dimesse, eco mostri ed esaurimento
delle risorse energetiche, non possono però da soli rappresentare tali tematiche. L'indagine si è spinta verso il modus vivendi dell'individuo in relazione all'ambiente, inteso come teatro non solo delle azioni umane ma anche del passaggio di ogni generazione tecnologica che lascia segni, inevitabilmente e con apparente naturalezza. La scelta delle opere è volta da un lato a comunicare più che a sollevare denunce, a documentare realtà familiari più che degrado, attraverso una visione oggettiva del dato reale.Dall'altro si sono voluti descrivere i moti dell'animo a cui queste presenze spingono. In ogni caso è bandito il giudizio e i luoghi descritti, quando siano fisici, sono privati di nomi e precisi riferimenti geografici, per potersi elevare a casi esemplificativi. Il titolo della mostra “TO BE BLUE - blu possibile” gioca sull'ambiguità del termine inglese BLUE che accanto al significato riferito al colore (e quindi alla bandiera Fee che alla mostra offre patrocinio), ha quello di triste, depresso, deturpato... inquinato insomma. Il blu possibile del sottotitolo è ovviamente
quello che la società contemporanea, interfacciandosi con un pianeta sempre più inospitale, dovrebbe perseguire. Il blu possibile è quello del mare che bagna Varazze.”

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Biografie Gruppi Festival
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Le Luci Della Centrale Elettrica
Vasco Brondi è pronto, in questo 2008, a prendere il posto di cantore di una generazione. Volente o nolente, con l'astuta produzione di Giorgio Canali dei CSI, che lo accompagna anche
dal vivo, è riuscito a creare un disco semplice ma di grande effetto che gli ha garantito le copertine e i servizi di più o meno tutti i giornali nazionali. Da Rolling Stones a Blow-Up ha convinto anche la critica più esacerbata, arrivando ad aprire i concerti del tour europeo di Vinicio Capossela. I suoi testi, sempre al limite della disperazione sono piccoli bozzetti d una quotidianità allo sfacelo. “Le luci della centrale elettrica illuminano le periferie delle città. si vedono dalle tangenziali, dalle strade provinciali, dalle nostre finestre a contemplare il panorama delle case popolari tutte uguali. con la scritta COOP rossa che svetta e i camion dei netturbini che investono i nottambuli e passano a pulire quel poco di sporco e di disturbo che siamo riusciti a provocare. canzoni senza stelle, con costellazioni di macchie di sperma sui tuoi vestiti neri, che strillano di carceri speciali e di lavori rari. Siano scivoli per te le occhiaia
dei pendolari e le merde dei cani. Portami a bere dalle pozzanghere. a subaffittare i pezzi dei vecchi cantautori, di De Andrè che stava seduto per cantare, ubriaco fradicio, e dei gruppi punk dei primi anni ottanta che si fabbricavano vestiti adatti per combattere le loro guerre stellari. E non si pettinavano abbastanza per vederti. Con canzoni contagiate, siringhe male disinfettate, canzoni con l'epatite e occhi di criptonite. Assaltatori dei cieli e tuffatori dai grattacieli. io e te tre metri sotto terra. Incitamenti a resistere spudoratamente e tanta santa impazienza. ci piscino pure addosso gli angeli e i conoscenti morti negli incidenti
stradali. Proteggimi dai lacrimogeni. e proteggimi le sopracciglia dai manganelli. è ora di ricucirsi i polsi.”
Three Fingers Guitar
Espansione a gruppo tondo del progetto solista di Simone, Three Fingers Guitar, batterista dei savonesi Vic Larsen.
The Calorifer Is Very Hot
Il calorifero si e' acceso nel duemilasette. Gli elementi che compongono questo particolare (S)oggetto sono Nick e Nani ai compressori e cesco alle pompe (della bicicletta). Il calorifero e' stato disegnato da una persona ma potrebbe servire a tutti. Il nostro viene alimentato a super-ALC. non inquina.
Mange-Tout
Interessante progetto di pop da cameretta tutto al femminile. Dolci melodie e divertenti stacchetti. Tra Konki Duet e Serge Gainsbourg. Il 1 Settembre uscir' in tutta Italia e non solo il loro debutto, Teatime With Mr Who, una coproduzione tra My Honey e Marsiglia records.
Banjo Or Freakout
Il nuovo gruppo di Alessio Natalizia, chitarrista nei torinesi Disco Drive gloria nazionale del punkfunk, è un coacervo di suoni e sentimenti espressi in chiave di pop sperimentale.
Sea Dweller
I Sea Dweller sono un quartetto shoegaze/dreampop, persi tra musica noise e fughe psichedeliche
ad occhi aperti. La band è stata formata a Roma ad inizio 2000 dai membri originali Cristiano Carosi (vcls, gtr) e Paola Anna Victoria Mattarocia (bs, vcls), cui in seguito si sono uniti nel 2006 il chitarrista Paolo Miceli (già My Violent Ego) e il batterista Carlos Valderrama (Fitness Forever, The Goonies, Valderrama 5). La musica dei Sea Dweller può esser considerata
come un'altalena di guitar driven noise pop etereo e forti climax di crescendo, sulla scia e influenze di Swervedriver, Swirlies, My Bloody Valentine, Slowdive, Cocteau Twins, Sonic Youth & Co.. Dopo tre tour in italia, uno di supporto agli Asobi Seksu (one little indian rec), e due con i gallesi The Victorian English Gentlemens Club (fantastic plastic rec), nel gennaio 2008 esce l'EP di debutto Underwater Town, da cui il singolo Every Inch, già incluso nella compilation The Hi-Lo Tunez Plan: 8th Step.
Dresda
Gruppo dalle tante speranze e ampie doti nel proporre un post rock strumentale che spazia nelle sonorità dei numi tutelari del genere: Mogwai e GodspeedYou!BlackEmperor. Chitarre arpeggiate, crescendo epici, basso e batteria in costante battere e spingere.
Beatrice Antolini
Nel selvaggio West ogni giorno può essere l'ultimo. Nel selvaggio West ogni sguardo può condurre ad una sfida fatale. Unico è il rifugio per chi cerca la pace… Sembra una casa……… Nel Big Saloon c'è una pianista. Si chiama Beatrice Antolini. Un viaggio nel deserto è pericolo
e fatica, ma al Big Saloon tutto si scorda. Passano gli affanni e i dolori. La noia fa le valigie. Rimangono soltanto dolci caustiche melodie. E il tuo piede che non può proprio fare a meno di tenere il tempo. La vera presunta storia della Pianista inizia all'ombra di un albero
di natale ai piedi del quale appare fra zolfo e scintille un organetto microscopico. Da lì in poi si genera un turbine di melodie suonate e impresse pazientemente su decine di nastri, con la progressiva somma di altri improbabili strumenti tramite sofisticatissime tecniche di sovraincisione casalinghe. Poi vengono gli studi classici e la prima vera band, in cui la nostra Pianista del West si occupa di domare il furioso Toro Del Ritmo in sella ad una scassatissima serie di tamburi. Il futuro la vede impegnata a fare pratica con altri strumenti, tra chitarre, secchi, bassi,viti e bulloni, viole, penne e quant'altro e ad imparare a gestire “Il Suono” tramite svariati ammennicoli meccano-elettronici. E giorno e notte a scrivere e registrare in un turbine creativo senza sosta, ma confinato alle intime mura di una Fortezza-camera azzurroverde.
Poi la decisione di confrontarsi con il mondo… …le sue note artigianali giungono alle orecchie di Chissàchì che la sprona a reclutare 3 o 4 presunti musicanti per proseguire nell'avventura creativa di un Disco come quelli che si trovano nei negozi. Dopo varie peripezie
il Disco (per gli Amici:Big Saloon) prende forma (e somiglia sorprendentemente a quelli veri!!!), il Complessino sembra trovare un equilibrio, (malgrado la sgangheratezza generale dei Reclutati) e tutto è pronto; Se glielo domandate, la Pianista risponderà di preferire la montagna al mare.
Magpie
I Magpie sono un duo shoegaze di Reggio Emilia. Daniele (OfflagaDiscoPax) e Valentina ispirandosi a fredde notti invernali e a piovosi giorni di novembre suonano chitarre confuse da delay, basso e ritmiche lontane e disturbate, ritraendo lontane atmosfere wave e dilatati suoni shoegaze. . . tra Slowdive e 4AD. . . nascono, e quindi sono dal 1998. . .
Japanese Gum
I Japanese Gum nascono nell'aprile del 2005 dalle ceneri dei Gloaming Ending Party, un gruppo di stampo post-rock. Dopo due mesi di intenso lavoro, il gruppo debutta come trio con una partecipazione live all'Illegal Arts di Genova. La band cresce concerto dopo concerto.
Suona di supporto a Victory at Sea, A Hawk in a Hawksaw, Port-Royal, ecc. Col passare del tempo la ricerca del suono si fa sempre più personale, mentre sul versante live vengono
sperimentate svariate soluzioni: dapprima con setup molto minimali ed attualmente con chitarre, synths e voce che vanno a colorare il sound elettronico. Il live diventa parte fondamentale del lavoro della band ed imprescindibile per l'ascoltatore nella comprensione dei Japanese Gum. All'inizio del 2007, dopo essersi ridotta a due membri, la band esordisce discograficamente con l' e.p. intitolato Talking. Silently, per la genovese Marsiglia Records. Attualmente è in ultimazione la full-lenght che segnerà il seguito dell' e.p., il cui titolo sarà probabilmente “Molotov are Easy”.

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Biografie Artisti Mostra
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Ginko Guarnieri
Nasce a Genova il 3 luglio 1957, vive e risiede a Genova Prà. Pur essendo amante della montagna vive da anni con passione le vicissitudini del litorale del ponente genovese. Le sue prime esperienze artistiche si rivolgono all'elemento astratto dei colori alla loro forma ed energia attraverso acquerelli e miniature di indubbio fascino cromatico. Alla pittura alterna
progressivamente nuovi mezzi espressivi fra i quali la fotografia che lo accompagnerà nell'esplorazione dei luoghi a lui più vicini e familiari. Colpito dalla progressiva scomparsa delle proprie spiagge, decide di sfruttare uno dei mezzi espressivi a lui più congeniali per imprimere nella memoria questi eventi che segnano per sempre il destino della delegazione
genovese. A distanza di vent'anni è ancora forte il desiderio di far rivivere le emozioni provate in quegli anni di trasformazione e mutamento che hanno segnato indelebilmente la memoria di più generazioni. Espone a Genova presso il Palazzo Ducale e per Feltrinelli. Con i testi del poeta Mauro Zo pubblica il libro La mia Discarica. Da questa collaborazione nasceranno
anche i libri Panni Stesi e Storie di barattoli e acquerelli. E' fondatore con Mauro Zo Maraschin e Santino Mongiardino del gruppo artistico DISCARICART.
Santino Mongiardino
Nasce ad Arenzano (GE) il 6 giugno 1965, vive e risiede a Genova Voltri. Dopo studi e diploma
ad orientamento tecnico approfondisce la sua predisposizione all'immagine diplomandosi
in grafica pubblicitaria, fotografia e video. Ha occasione di frequentare gli studi fotografici di alcuni suoi maestri fra i quali Giorgio Bergami di Publifoto Genova. Acquisisce la licenza di fotografo. Perfeziona il lavoro di sviluppo e stampa in camera oscura. Frequenta
nel Dicembre 2002 il corso del fotografo Alberto Terrile sulla Fotografia di Scena. Numerosi sono i viaggi che stimolano la sua fantasia visiva ed espressiva. Le esperienze artistiche e lavorative variano dalla grafica pubblicitaria alla televisione alla fotografia. E' proprio attraverso quest'ultima che riesce a comunicare maggiormente il suo “senso visivo” delle cose. Sempre più le sue immagini rievocano il passaggio del tempo e l'atmosfera che certi momenti comunicano, irripetibili se non attraverso la loro “rivisualizzazione”. La città con i suoi contrasti ed inquietudini sono i soggetti principali delle sue ultime indagini visive.
Approfondisce la conoscenza di nuovi mezzi espressivi, attraverso il computer integra e valorizza la realizzazione dei suoi ultimi lavori. Contemporaneamente i suoi interessi lo portano a sviluppare mezzi di comunicazione diversi fra i quali il fumetto con strips originali,
la grafica attraverso fantasiose copertine di libri, e la scrittura; attualmente sta completando
la stesura di un romanzo a sfondo giallo ambientato nella “profondamente sua” città di Genova. E' fondatore con Mauro Zo (con i cui testi pubblica in autoproduzione i libri Periferie Periferiche e Underground), Ginko Guarnirei, e Iole Piccinino del gruppo Artistico Discaricart. Questo collettivo nasce dalla voglia comune di raccontare la città con le nevrosi le inquietudini ed i grandi contrasti che da essa derivano. L'espansione industriale e portuale
il degrado dei territori ma anche il disagio urbano e le nevrosi dell'uomo tecnologico, fanno parte degli argomenti più affrontati da questi artisti, che spesso in controtendenza raccontano ciò che vedono lontano da compiacimenti formali e di etichetta. La sensibilità si ritaglia uno spazio tra il cemento e i cunicoli di luoghi sempre più distanti dall'ideale umano.
Luca Bozzano
Nasce a Savona nel settembre del 1975 trascorrendo la propria infanzia a Finale Ligure. La fotografia si insinua ben presto, sebbene inconsciamente, nella sua quotidianità, in maniera “composta” e quale semplice strumento in grado di conferire immagine al ricordo. Durante l'università (che si concluderà nel marzo 2003 con una laurea in legge) incominciano i primi esperimenti fotografici; approfondendo il proprio sguardo tra le strade di Genova (città di adozione alla quale si sente molto legato) indaga sulle potenzialità espressive e creative del mezzo fotografico, sulla sua capacità di “disegnare con la luce”. Decisivo in tal senso è l'incontro, nell'autunno del 2001, con Alberto Terrile, fotografo dotato di una forte capacità comunicativo/espressiva con il quale è a tutt'oggi in contatto. A partire da questo momento la fotografia si impone definitivamente, legandosi inscindibilmente alla curiosità da sempre nutrita verso ciò che la realtà ha da proporre. Una vecchia Contax manuale unita ad una focale da 55mm diventano il filtro che permette di entrare in relazione con la realtà; il linguaggio
del “bianco e nero” lo strumento prediletto (ma non l'unico) per trascendere dalla medesima realtà, slegando persone e luoghi da un preciso contesto a favore di una più “naturale” impronta surreale e visionaria. L'approccio seguito è significativamente umanistico;
la maggior parte delle fotografie ricercano necessariamente il segno di una presenza - talvolta protagonista - offrendo alla sua esistenza un personale angolo di osservazione. Attualmente rivolge il suo prevalente interesse fotografico verso una ricerca visiva, in continua evoluzione, che vede l'Architettura Europea (in primis i musei contemporanei e le grandi riqualificazione urbane) quale protagonista di “visioni urbane” caratterizzate da uno sguardo fotografico evidentemente più pulito, ordinato ed essenziale. Ciò sulla base della crescente esperienza fotografica nonché sulla scia di frequenti chiacchierate con l'amico Marco (Profumo n.d.r.) in merito alle arti visive ed al ruolo dell'architettura nello sviluppo urbano e sociale del nostro tempo. Tale ultima impronta visiva (sebbene forse più matura) non preclude comunque un “evoluto ritorno alle origini”, al caos visivo che talvolta riemerge spontaneamente in una curiosità volta a sperimentare linguaggi fotografici di libera interpretazione.
Luca Bozzano vive e lavora a Milano.
Roberto Merani
Il luogo fisico assume la fisionomia del corpo, il disordine empatico dell'esperienza organica. Nella maggior parte delle opere emergono strade, autostrade, gallerie, raccordi, sopraelevate,
cartelloni digitali... pezzi sparsi ma non disordinati di uno sguardo fuori dalla città, nei punti del passaggio e del collegamento funzionale. Una visione tra architettura e antropologia
che registra gesti, colori, segni vitali, brandelli onirici, documenti. La natura e l'artificio umano contribuiscono alla natura artificiale del paesaggio contemporaneo; allo stesso modo le opere mischiano svariati interventi, coprendo manualità e tecnologia con forza attuale e sincopata, seria e divagante. L'arte di Merani resta storia di contrasti definitivi, paure irrisolte,
ambiguità semantiche, stranezze paradossali.[…] Il corpo rinasce dal paesaggio... Il corpo entra nel paesaggio... Il paesaggio segue il corpo... Corpo e paesaggio tessono un dialogo continuo...
Fabio Moro
È nato nel 1972 a Nocera Inferiore (SA). Ha conseguito gli studi in Scenografia presso l'”Accademia delle belle arti” di Napoli. La sua attività si articola su un duplice livello: la ricerca, non solo professionale, che lo vede impegnato come tattoo artist da un lato, e quella volta all'esplorazione di superfici e tecniche solo apparentemente tradizionali dall'altro. Ecco che accanto ai soggetti comix esportati in tutta Europa nelle conventions di settore, compaiono
opere figurative che indagano sullo stato della società contemporanea. Nel 2008 alcune opere hanno fatto parte di Arte italiana contemporary qanat al qasba emirato di Sharjah - Emirati Arabi Uniti. Dal 2005 Fabio Moro vive e lavora a Genova.
Bruno Meneghelli
Bruno Meneghelli nasce a Genova nel 1962. Diplomato in pittura presso l'Accademia Ligustica
di belle Arti di Genova nel 1990, svolge attività come designer nei settori arredamento e moda e si occupa prevalentemente di pittura con tecniche tradizionali. Accanto a ciò si dedica alla produzione di immagini digitali, video ed elaborati per l'web. Vive e lavora a Genova.
Matteo Macciò
Matteo Macciò nasce a Genova nel 1968. Frequenta l'Accademia di Belle Arti, prima a Genova (dal 1989 al 1992), poi a Carrara (fino al 1994) diplomandosi al corso di pittura e scultura.
Nel 1989 scopre la ceramica lavorando con Gianni Pugno. Nello stesso anno collabora con una gioielleria creando preziosi in plexiglass e oro. Tra il ‘90 e il ‘92 realizza vari lavori per uno studio fotografico genovese. Dall'89 al '92 frequenta lo studio del pittore Bruno Liberti. Espone in diverse collettive regionali. Dal 1995 al 2000 vive a Pisa dove crea e coordina un centro artistico - culturale. Nel 2000 lavora come serigrafo. Attualmente vive e lavora nel suo studio a Genova.
Gabriele Piacentini
Nato a Genova nel 1983 studia presso la Facoltà di Architettura di Genova. Tra i suoi interessi
spiccano quello per l'architettura, soprattutto razionalista, il design, in particolare quello che riunisce funzionalità e rispetto per l'ambiente (materie prime, riciclaggio e cicli produttivi
a basso consumo energetico), e l'arte contemporanea (Warhol ed Haring sono costanti spunti e stimoli di ricerca). Fin dalla giovane età si occupa di fotografia volto a documentare ogni situazione che lo suggestioni, in modo particolare durante i numerosi viaggi, di studio e per svago, in Inghilterra, Irlanda, Spagna, Francia, Svezia, Belgio e Stati Uniti, dove entra
a contatto con diverse culture e stili di vita. In tali condizioni egli sviluppa la sua ricerca formale e l'analisi tematica degli scenari che vive in prima persona. Tra le passioni annovera quella per i motori, viscerale per le due ruote, e quella per la musica, sempre alla ricerca di suoni che possano rievocargli atmosfere di viaggi e situazioni vissute. Pratica di tanto in tanto attività di dj.

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