29 settembre 2006

Boys don't cry?

continua la rassegna di titoli anglofoni. che personalmente odio ma talvolta escono.
stasera mi sono sbidonato, e ho suonato un mezzo concerto col mio vecchio gruppo.
della band il 20 per cento è passato al prog. il 20 per cento è passato al post rock.
il restante 60 per cento ha smesso di suonare. forse a ragione.
risultato? ci hanno fatto smettere di suonare, perché eravamo palesemente ubriachi.
personalmente ammetto di non essere riuscito ad infilare un accordo, troppo sbronzo per suonare: un tempo era il mio pane quotidiano, oggi evidentemente non riesco più.
comunque sia un po' è stato divertente e un po' no, soprattutto perché non ci hanno fatto fare tutta la scaletta, che meritava.
mi stupisce come pezzi che ho scritto di pugno mi giungano così lontani, quasi non mi appartenessero.
non c'è una spiegazione.
una cosa so per certo: questa è l'ultima volta che suono a Rapallo.
Meglio che lo facciano le cover band, che nel resto del mondo non hanno un cazzo da dire.
O i gruppetti con parole facili, o difficili.
Non ci interessa fortunatamente, noi abbiamo molto da dire, senza doverlo fare a parole.


The Cure - From the edge of the deep green sea

26 settembre 2006

Must be a devil between us!

Ieri sera il mio fantastico amico fantascientifico mi ha sottoposto la questione: "intelligenza". Ed io porco cazzo non è che sapessi bene come spiegargli chi è una persona intelligente, e chi non lo è. E' intelligente il colto? No di certo! E' intelligente l'astuto? Non solo.

L'autostoppista argomentava che nell'universo ci sono svariate forme di intelligenza. E che tutto è fottutamente relativo nello spazio. Ci sono pianeti dove le forme di vita sono così evolute da poter comunicare e divertirsi insieme anche senza il tramite di una playstation. Oppure intere galassie abitate da colonie di esseri che hanno totalmente abolito la guerra, risolvendo i conflitti facendo scontrare i loro campioni in intense partite di risiko.

La guida galattica poi cita alcuni casi patologici, come il pianeta Mediashopping, il pianeta Centrodestra situato nella galassia Mafia&politica, ecc...ecc.. di cui non sto neanche a raccontarvi gli autoevidenti problemi.

Quindi? Chi, sulla terra, può essere dichiarato intelligente e chi no? Non saprei ancora risponderti caro amico autostoppista se non per grandi linee. Chi è saggio. Chi sa ascoltare. Chi rispetta l'opinione altrui. Chi sa interpretare i discorsi. Chi si sa mettere in discussione. Chi vuole conoscere, senza tapparsi le orecchie. Niente super-abilità matematiche, né memoriesecolari. Il Quoziente Intellettivo è un'altra cosa.

"E quindi tu sei intelligente, secondo i tuoi parametri?" Mi chiede l'autostoppista.

Ed io "si senza dubbio, a volte più, a volte meno.".

"E quelli che non rispondono ai parametri? Prendiamo ad esempio uno che non ascolta le opinioni altrui, che non sa accettare critiche costruttive, che non riconosce un discorso personale da un articolo di cronaca?" ribatte l'autostoppista.

"Emeriti coglioni amico mio, emeriti coglioni".

Pixies - Hey!

24 settembre 2006

I ragazzi dell'estate

stavamo lì a discutere se la poesia è solo estro, oppure è anche fatta di tecnica. io e l'autostoppista galattico abbiamo affrontato questo viaggione nello spaziotempo per conoscere un nostro idolo.
Eppure la tecnica c'è, è evidente in molti grandi poeti..
O forse siamo noi ad estrapolare "le figure retoriche"?
L'amico autostoppista ci ha chiesto: "ma perché la poesia", le parole quotidiane non sono sufficienti per comunicare? Perché non dire per dire?
Io naturalmente non ho saputo rispondere, ma penso sia una cosa di pancia, più che di cervello. La vedo come distinguere un buon assolo di chitarra da un semplice assolo di chitarra, mettiamo Hendrix o Steve Vai.
"noi siamo i figli della selce e della pece". Tadà. Figure retoriche, tecnica e pancia in un colpo solo.
E poi via a scolarsi 18 bicchieri di whiskey liscio.
.
.
a silver mt zion - god bless our dead marines

23 settembre 2006

Cosa vede l'astronauta

Se affrontassimo un viaggio intergalattico fino a raggiungere la stella più vicina, Proxima Centauri, potremmo vedere la terra com'era parecchio tempo fa, o almeno così mi hanno detto quando ero un impressionabile studentello.
Dovremmo inventare un congegno che ci permetta però di sciogliere il nodo del tempo.
Ipotizziamo però di essere proprio su Proxima Centauri ora, e di avere un bel teleturboscopio puntato sulla terra. E più precisamente sul mio terrazzo, dove c'é la mia famiglia che fa ciao ciao con le manine.
Ora la questione è: quando questa bucolica immagine mi giungerebbe su Proxima Centauri? La risposta, scontata per gli studiosi è frutto di una precisa formula matematica a me oscura.
Ma ciò che mi preme è però l'idea che la dimensione tempo sia sottoposta a paradossi sicuramente più complessi di quanto in realtà ci sembri di primo acchito.
Presente, passato e futuro sembrano concetti stabili. Inamovibili.
Ma se le immagini del passato continuano a proiettarsi, e potrebbero teoricamente venire visionate in un dato istante, diventa evidente il paradosso di una realtà inesistente ma tangibile sensorialmente.
O meglio diventa evidente l'inesistenza di un "ora" condivisibile da ogni osservatore: di un perfetto ora istantaneo che permette di tracciare inequivocabilmente le coordinate di ogni soggetto.
La risposta è che l'ora è relativo all'osservatore.
Avrei dovuto costruirmi una navicella iperspaziale per crearmi dei post-appelli-fai-da-te. E non è neppure troppo tardi, se mi è possibile aiutare il me stesso del passato. Ma prima dovrei capire se un salto nell'iperspazio accellera o decellera il relativo tempo terrestre. E soprattutto ricordarmi che ne pensava Doc degli interventi sul passato.


Noir Desir - Des Visages, Des Figures

22 settembre 2006

Filosofia della rete. Parte seconda: "democrazie"

De-mo-cra-zie della rete.

We Blog, espressione di libertà e libertà di espressione
Il concetto nasce nel 1997, ma è nel 2001 che scoppia in italia la moda dei weblog.

Un Blog è personale ma
pubblico. Personale nel senso che è gestito dal proprietrio come meglio crede.
Pubblico nel senso che possono leggerlo tutti.
Su un Blog si può pubblicare
quello che pare.
Un Blog è facile da usare, non necessita di competenze
tecniche particolari.
Tutte le pubblicazioni, chiamate post, vengono
etichettate con la data e l'orario di inserimento e visualizzate in ordine
cronologico inverso cioè dal più nuovo al più vecchio.
Un Blog mantiene
l'archivio storico facilmente accessibile di tutto quello che viene pubblicato.
Chi legge può lasciare dei commenti a quello che è stato scritto, in alcuni
casi solo se si è registrati.
Aprire un Blog è gratuito.
Un Blog
permette di avere un'identità alternativa.
È possibile aggiornare il Blog da
qualsiasi parte del mondo, è sufficente avere a disposizione un accesso ad
internet. (da wikipedia)
Una delle domande che mi hanno posto è stata: "perché il blog?".
Effettivamente c'é che si proclama contrario ai diari di rete, e chi obietta che "si ha l'impressione di dover scrivere sempre qualcosa di importante".
Invece il blog è il più democratico degli strumenti di comunicazione.
Paradossalmente esso può essere di regime e rivoluzionario, raccontare delle partitelle tra scapoli e ammogliati, o delle scopate in luogo pubblico, il tutto senza limitazioni di sorta.
Ed è questo il bello, la democratizzazione di qualunque contenuto, chiunque ritiene di aver qualcosa da dire, o niente, può pubblicarlo in rete, stando certo che qualcuno prima o poi leggerà quelle(ste) righe.
Personalmente uso il blog per sfogare la mia personale ansia di comunicazione.
I blog sono troppi. O meglio sembra che tutti
abbiano un blog.
Giusto o sbagliato che sia, questa decentralizzazione delle informazioni destabilizza i consueti centri del potere informativo, e ciò è un bene. Forse si rischia però un'eccessiva frammentazione delle opinioni. La mancanza di un centro comune nel quale rinvenire facilmente i diversi punti di vista.
Della banalità si può dire tutto. E' vero, la maggior parte dei blog sono banali, inutili, ripetitivi, finanche fastidiosi. Ma è "espressione di liberta": e la libertà di espressione è sempre positiva.
Perciò, tornando alla domanda: "perché il blog?". La risposta più sensata sembra essere: "perché no?".. se si pensa di aver qualcosa da comunicare al mondo?
il forum
Ai tempi in cui smanettavo col Commodore si parlava solo di BBS. Il BBS è sicuramente stato il precursore del nostro odierno forum, ma il concetto è sicuramente lo stesso. La discussione.
Dalla fine dei novanta ad oggi i forum si sono moltiplicati in maniera esponenziale. L'inghippo è che nella maggior parte dei casi non vi è l'utenza sufficiente a rendere vitale il forum. In rete si trovano sicuramente più boards abbandonate a se stesse che attive. Il tutto perché questo non è altro che uno strumento-contenitore. Mentre il blog propone contenuti ma limita l'interattività ai commenti, il forum è impersonale, e i concetti vengono espressi dagli utenti. Un imparziale baretto della nostra epoca se vogliamo.
Il forum contro la chat
Personalmente credo che il forum sia il miglior modo per reperire informazioni di tutta la rete. Perché non c'é nulla di meglio di persone che rispondono ai dubbi e alle perplessità di altre persone. Ed è proprio su questo che lo strumento si basa: sulla condivisione, contrapposizione e discussione, delle proprie idee ed esperienze. La chat è volatile: il forum ti mette davanti ad un'esigenza di ponderazione. E quindi i risultati, seppur spesso meno spontanei e genuini, sono migliori per quel che riguarda l'interesse e la leggibilità. Senza contare che una discussione, anche finita, può rimanere online per un tempo indefinito: a disposizione di chi, cercava proprio quella precisa informazione a distanza di tempo.
Il forum contro l'instant messenger
In teoria non ci sarebbe contraddizione, in quanto si tratta di strumenti diversi e non conflittuali. Purtroppo l'instant messenger per la sua facilità, comodità ed immediatezza, guadagna consensi rispetto alla molteplicità dei piccoli forum.
Spesso perciò, gli unici a sopravvivere al dominio dell'instant messenger sono i grandi forum [quelli con almeno cento utenti], poiché uscendo dalle cerchie ristrette è necessario uno strumento adatto alla discussione ad ampio raggio.
forum e blog
A volte ho l'impressione che gli strumenti sembrino mischiarsi. Spesso ci si trova davanti a thread da blog, e a post da forum sui blog. Ciò non è necessariamente un male. L'unico difetto di questa pratica è che sicuramente alcuni testi meritevoli di discussione subiscono l'impopolarità del blog dell'autore, così come idiozie e thread ciclici di scarso spessore spuntano sulle idee buone.
Ma è la rete d'altra parte.
Andremo avanti con altre risposte alle domande della nostra discussione notturna sulle filosofie della rete domani e i giorni a seguire.
le grandi democrazie: wikipedia, you-tube, myspace.
ottimo paretiano? [i pericoli dello sviluppo]
ecc..ecc..
per completare tutti gli argomenti di cui si è discusso.
Vorrei arrivare a concludere che la rete non può considerarsi un sistema anarchico, seppure ne abbia certi elementi. Così come condivide alcuni elementi dell'impianto comunista.
Io credo che internet non sia null'altro che un enorme sistema liberista alla ricerca di equilibri, nel quale una teoria dell'evoluzione abbastanza spietata decreta quali siano i fondamenti di questa new-economy.

21 settembre 2006

Filosofia della rete. Parte prima: "un po' di storia"

Tempo fa sono stato stimolato da una discussione notturna su determinati perché della rete.
Bene, io credo che il worldwideweb sia un fenomeno tendenzialmente nuovo [da un punto di vista storico-sociale], ma di importanza chiave per la società del futuro. Al momento viviamo ancora un periodo "arcaico" della rete. Ma, appunto, partiamo dalla preistoria vera e propria, per cercare le risposte alle nostre domande [quali?].
Internet, da dove.
La filosofia di Internet, nasce dalla necessita' di decentramento del potere, infatti inizialmente per esigenze militari si vollero distribuire sul territorio americano i centri di potere del pentagono prima concentrati in una solo zona e quindi facilmente attaccabili.
Questa necessita' militare di decentramento del potere e' stata da sempre alla base della struttura di Internet ed ha portato, e portera' sempre piu', a decentrare il potere di qualsiasi natura esso sia: potere politico, potere economico, potere informativo. Quindi la rete Internet e' per sua natura fonte di decentramento del potere e quindi di maggiore opportunita' di democrazia.
Non bisogna poi dimenticare che la gestione di tale rete venne affidata alle piu' prestigiose universita' americane, che con i loro professori, ricercatori e studenti, ben presto si ritagliarono degli spazi per comunicare e pubblicare i loro lavoro, in un ottica di puro progresso intellettuale e per il piacere di condividere idee, ricerche ed esperienze. [giuseppe fortunati]
E' molto interessante, per chi ne è a digiuno, conoscere la storia di internet, così come raccontata da wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Internet.
Dalla fantascienza al mio primo 28.8
Internet entra in casa con molta diffidenza, a prima vista sembra solo un altro giocattolone per il quale il figlioccio fa i capricci.
I provider iniziano a proliferare in ogni città, e la sottoscrizione di una connessione ad internet è sottoposta ad un canone annuale di circa 200.000 lire, più, naturalmente le spese telefoniche.
Acquisto il mio primo modem a 28.8 da un noto designer rapallino intorno al 1997, alla modica cifra di 50.000 lire [truffa? ai posteri l'ardua sentenza]. Mi procuro un cavo telefonico di circa venti metri che faccio scorrere per tutta la casa fino all'agognata tripolare, eseguo la complessa installazione dell'aggeggino Trust sul mio 486dx66 con 16mb di ram, e dopo una lunga fase di configurazione riesco a connettermi, per la prima volta, alla rete.
Meno di dieci anni fa.
Ma molti di voi non riescono neppure ad immaginare come fosse internet nel 1997, soprattutto con una connessione a quella velocità: un martirio. Scarsezza di immagini, pericolo dialers e malware, impossibilità di compiere transazioni sicure, assenza di contenuti multimediali ai quali oggi siamo più che abituati.
Si scopre però, in un attimo, che internet apre un nuovo mondo nel modo di conoscere la gente: la chat. Nella chat si può essere e dire quello che si vuole, creare dei personaggi, essere se stessi, scambiarsi idee, informazioni, numeri di telefono. La chat diventa immediatamente droga.
Ancora più stupefacente della chat è la scoperta di I seek you - ICQ - , instant messenger nato nel 1996, e subito emulato dai vari C6 e TalkTalk italiani. ICQ non solo permette di conoscere gente nuova, ma ti permette di farlo cercando in giro per il mondo gente coi tuoi stessi interessi, scegliendone l'età, il sesso, le preferenze, in maniera semplice e veloce.
In quegli anni oltre a chattare su ICQ, andavo anche al liceo. In pochi si era in possesso della connessione alla rete delle reti. Ma data l'inesperienza diffusa, e l'ancora scarsa (paragonata ad oggi) presenza di informazioni, non era difficile presentare compitini e ricerche figlie del copiaincolla tutte uguali, o versioni di latino tradotte pari pari. Insomma, inizialmente la rete fece tribolare i professori indifesi, preoccupati che neppure facessimo più lo sforzo di fotocopiare la Treccani.
Infine il porno. Anni passati a cercare il porno nelle maniere più astruse possibili. Ed eccolo lì, alla portata di tutti, minorenni, ultraminorenni, anziani, giovani, adulti. E non il porno standard, il porno in tutte le sue varianti. Perché nella rete c'era puzza di libertà: e determinate categorie di investitori cavalcarono l'onda a più non posso.
Insomma, il paradiso di noi sedicenni arrapati. Stop al frustrante fermo-immagine tra le cosce di Sharon Stone con l'orribile funzione "pause" del videoregistratore, o attendere la notte per appassionarci davanti all'Eva Orlowsky Show.
Pensate alle implicazioni filosofiche di tutto ciò.
Anno 1997. Un sedicenne, inizia a chattare con sconosciuti/e, reperisce informazioni facilmente, senza la fatica della ricerca in biblioteca, approfondisce i concetti del sesso da immagini statiche.
Tutto da un giorno all'altro, prima il nulla, ed improvvisamente il mondo si apre.
L'unica cosa che mancava era l'interattività, la facilità di inserire contenuti propri nella rete.
La chiave di volta: Napster
Napster, la cui distribuzione inizia nel 1999, scrive la filosofia di internet: quella della condivisione. Quella per la quale le informazioni sono decentrate, io posso prenderle da te, tu puoi prenderle da me, e se non ci fossimo tu e io a condividere le informazioni queste non ci sarebbero: perché non ci sono detentori ufficiali.
Per me Napster era semplicemente un programma per scaricare canzoni e chattare. Nel senso che, con la fiammante ISDN di cui mi ero dotato, riuscivo a scaricare una canzone di 4 mega in circa quindici minuti. Questo, unito al fatto che gli scatti telefonici si pagavano, costringeva la gente a stare davanti al pc. Ci si scambiava le canzoni e si chiacchierava. "sentiti questa, e tu questa". A volte si finiva su ICQ, altre ci si scambiava un ciao e addio.
Fui sicuramente il primo a Rapallo ad avere la completa discografia dei Radiohead, comprese le canzoni inedite, senza spendere null'altro che la connessione. Salata comunque.
Nel 2000 scoprii anche il multiplayer gaming, già in voga da un annetto. Evento che forse segnò definitivamente la mia carriera universitaria agli inizi.
Dotato di un ottimo Athlon 800 mi lanciai grazie a programmi come Gamespy alla scoperta di questo mondo così nuovo. Dal 1987 ero un videogiocatore accanito, ma la scoperta dell'online gaming mi trascinò davvero in un baratro indecente -per un ventenne-.
Comunque riguardo questo argomento parlerò più approfonditamente più avanti.
In quegli anni iniziano a diffondersi anche i primi servizi di hosting gratuito in Italia, come Xoom e Tripod. Scompare così la difficoltà di diffondere i propri contenuti in rete. Con un po' di pazienza è possibile creare siti perfettamente accessibili da chiunque nel mondo. In questa momento inizia il processo di frammentazione dell'informazione anche nel campo dei contenuti, ma è un processo che all'epoca non poteva saltare all'occhio: in pochi infatti avevano la voglia e le competenze per creare un sito e metterlo online.
...
continua. I forum, i blog, l'avvento della banda larga, la democrazia della rete.
domani su questo canale.

19 settembre 2006

Niente di nuovo sul fronte occidentale

...e spesso nessuna nuova significa buone nuove.
A parte che la dipartita di Tronchetti Provera ha giovato alla mia connessione. Finalmente direi, non per Tronchetti Provera, per la connessione.
E' stato un peccato non potervi raccontare in diretta la paradossale caduta del sindaco di Rapallo, tra agiotaggi veri o presunti, volantini al vetriolo, articolanti ruspanti e pettegolezzo da parrucchiera.
Si teme un ritorno di vecchi furbi del quartierino, e di giovani rampanti penalmente attivi.
Ma ne parleremo con più calma.
Volevo solo segnalare il mio rientro in rete. Così, per sentirmi un po' importante.

07 settembre 2006

Il vero amore sa aspettare

Ebbene si, sono ancora vivo. Mi sono assentato dalla rete per un po', ma incolpevolmente: si tratta dell'ennesima follia telecom. Mi propongono [senza che io chiedessi nulla!] un passaggio gratuito da Alice 4 Mega, ad Alice 20 Mega, e si impegnano ad inviarmi il modem sostitutivo la mattina del 22 Agosto, intorno alle ore 11.00.
Ad oggi il modem nuovo non si è ancora visto, e per di più la 4 mega ha cessato di funzionare rendendo il mio attuale modem inutilizzabile.
Chiamo il 187, con il quale ebbi orribili precedenti nel 2002 quando attivai la 256.
Ed eccomi di nuovo nel baratro: centralinisti incompetenti, attese interminabili per ricevere solo dei gran "boh" e "abbia pazienza".
Tanto varrebbe mettere direttamente un messaggio registrato che dichiara apertamente "non siamo in grado di risolvere il suo problema, e se anche lo fossimo non siamo particolarmente interessati a conoscerlo. Perciò si ascolti pubblicità più Sinatra."
Sicché oggi mi sono armato di 56k ed ho espletato in parecchi minuti quello che normalmente si fa in pochi secondi: leggere la posta, controllare un forum, ecc...
Non ci sono particolari novità, ma comunque ho un sacco di cose interessanti da scrivere e raccontare, perciò spero di tornare presto online.
Telecom volendo.

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