30 luglio 2006

Non é mai bello infierire sui cadaveri

Non l'avevo mai visto prima: l'hacking di un sito hackerato.
Noi non vendevamo armi, né producevamo mine antiuomo.
Eravamo tutti tendenzialmente pacifisti e non violenti.
Promuovevamo musica soft, non death metal.
Non sono un lontano parente di Bill Gates.
Non vendo prodotti Microsoft.
Non vendo prodotti in generale.
Eppure negli ultimi due anni il mio sito è stato ultra-hackerato.
Come in tutte le guerre: probabilmente si tratta di danni collaterali.

29 luglio 2006

Piccola analisi socioironica su varia umanità circolante.

Capita a molti di avere delle personalità conflittuali.
Ma andiamo con ordine, sapete che sono un appassionato di analisi sociologiche.
Ragionare sulle sfumature degli altri aiuta a capire se stessi. Naturalmente queste sono solamente piccole categorie nate dall'esperienza quotidiana nelle quali una persona può ritrovarsi in tutto, in parte, o per nulla. Diciamo appartengono alla modalità in cui i soggetti, a volte, si esteriorizzano.
Il tipo cultural-introverso. Questo stereotipo non gode nei momenti di sano divertimento, non parla di figa ma di amore (perché di figa non ne vede, e i suoi amori sono solo platonici), non parla di calcio ma di filosofia del calcio, e così via. Vanta un malcelato senso di superiorità. Nella norma è un semplice coglione che sa molto bene poche cose (come i professori universitari), che gode nell'imporre opinioni precotte, e che fondamentalmente il branco apprezza quando non c'é un cazzo da fare.
Il tipo alternativ-sfuggevole. Questo individuo non vuole essere categorizzato, e sostiene di non fare categorie. Ma si tratta di semplici riserve mentali, quando poi, nella pratica si rivela un categorizzatore assolutamente categorizzato. Gli piace non dare punti di riferimento, e ci riesce benissimo. Solo che dopo un po' chi gli sta intorno si scassa il cazzo.
E la tipa teenager-idealista-fintoalternativa? Fantastica. Si muove con entusiasmo attraverso concetti e stili di vita che non le appartengono. Viaggia in tenda con la fantasia, ma fisicamente va al Club Med.
Infine, per oggi, la suorina-mediamente-succhiacazzi. Ha fama storica di pompinara, ma prova in tutti modi a smentirla creando un nuovo personaggio culturalmente stimolante, quasi candida nel modo di vestire e atteggiarsi. Peccato abbia preso e continui a prendere più cazzi che cappuccini.
Si si lo so sono stereotipi inutili, è ironia. Castigat ridendo mores.
Ed io? Torniamo alla prima riga: le identità conflittuali. Ne sono un esempio vivente. Dal look, ai progetti, ai desideri, alla prassi. Lo dicevo in un messaggio di qualche tempo fa: a volte mi sento un calderone, o una pentola a pressione.

Kashmir - Rocket Brothers

28 luglio 2006

Monologo interiore pre-letto [angolo sindrome da crociera Costa]

Non sono dell'opinione che nel pre-letto possa uscire qualcosa di buono, di costruttivo. Ultimamente ho sempre moltissima voglia di parlare, ma poi non riesco a dedicarmici quanto vorrei.
Soffro della sindrome da crociera Costa, questo si. Penso ai miei giorni di fine giugno in un'isoletta, in vacanza, e a quanto il cemento rapallino, il lavoro, la tesi, uccidano la libertà, lo spirito.
Qua non si parla di molto. La gente conosce a memoria i significati reconditi dei film underground, ma guai a raccontare aneddoti divertenti. L'intellettual elitario spopola in questa arida estate duemilasei.
Sono tormentato da questo desiderio infantile di fare qualche cazzata, di contrastare l'età che avanza, forse perché è estate.
L'estate. Torrida. Io davanti al pc a scrivere la tesi di laurea col ventilatore nuovo che muove l'aria e alimenta la mia sindrome.
E poi il telegiornale.
Youtube.
La guerra.
Il lavoro.
Le ragazze.
E poi ditemi che non sarebbe motivato il desiderio di eclissarsi.
Mi salvano le partite di calcetto.
E la speranza che qualcosa di fumettistico possa ancora succedere.

Explosions In The Sky @ Paradiso, Amsterdam

27 luglio 2006

Monologo interiore pre-letto [angolo introspettivoadolescenziale]

Ieri notte un tizio che praticamente manco conoscevo mi ha sboccato in macchina. O meglio per non devastarmi i sedili, l'anima pia ha preferito vomitarsi addosso, usando la maglietta come sacchetto. Una scena abbastanza pittoresca.
Stasera alla Tv la solita diatriba sull'esistenza o meno degli alieni, solito programma simil-documentativo con esperti favorevoli e contrari, e naturalmente la solita vecchia che quando si parla di ufo c'é sempre. Io credo assolutamente in altre forme di vita, sarebbe presunzione pensare che nell'infinita casualità dell'universo solo dalle nostre parti sia scappato il botto che ha dato il via a tutto.
Credo che questa sia l'estate più brutta e più responsabile della mia vita. Niente di fottutamente adolescenziale, e niente rockandroll.
Ho bisogno di una pausa. Come i libanesi d'altronde. Con la differenza che a me non esplode la casa.
Poi sono passato a guardarmi il grande pecoreccio "la moglie in vacanza l'amante in città", che mi ha costretto a stare sveglio fin'ora. Adoro i pecorecci io.
Niente di nuovo insomma.
Sembra che tutto vada secondo un canovaccio.
Anzi peggio secondo un business plan.
Spero di non fare la fine della Enron.
Da ieri però sono dotato di un fantastico ventilatore da camera, una potenza della natura.
L'ho immediatamente ribattezzato Jumbo.

Radiohead - A Wolf At the Door

24 luglio 2006

per capire chi siano i carnefici e le vittime

Gli anni passano. Cinque anni fa mentre la disobbedienza si scatenava nella mia città io ero in casa, dormicchiavo sul libro di diritto privato. A Genova sarei andato pochi giorni dopo, in quel di via Balbi 5, a prendere un mediocre ma celestiale 23 di privato, pulito sbarbato e carino come si addice ad uno studentello di legge.
Guardavo Primocanale e pensavo "cazzo che casino".
Il G8 genovese è qualcosa che ancora oggi non riesco a razionalizzare appieno: chi fossero i buoni, chi avesse esagerato, quale fosse il senso della questione.
Non ho mai considerato Carlo Giuliani un martire, pur se sarebbe stato comodo e meglio allineato ai miei principi: non me la sono sentita, in coscienza con me stesso.
Credo che la violenza non possa che generare altra violenza, in escalation.
Credo che in quei giorni di bestialità sia sfuggita la mano a tutti, travisando gli ideali, piegandoli a spicce considerazioni pratiche. Così come la professionalità di chi avrebbe dovuto lavorare per i cittadini e si è trasformato in orrenda bestia assetata di vendetta.
Un morto a trenta chilometri da casa fa più paura di un'autobomba che quotidianamente fa a pezzettini pupazzetti iracheni, come se non fossero anche quelle persone ma solo brevi trafiletti da telegiornale conditi con ambulanze che sfrecciano, tizi arabi con le pistole e donne coperte che si strappano i capelli.
Ormai gli orrori sono così quotidiani che non ci stupiscono più non fanno più notizia. Non di certo le bombe israeliane, i massacri americani o gli attentati kamikaze. Quella è solo televisione, se vogliamo.
Bisognerebbe avere sufficienti dati per poter analizzare, per poter giungere a delle conclusioni.
Forse solo la storia darà delle risposte. O forse no, perché chissà chi cazzo è che scrive la storia.
La valutazione asettica, quella ci manca. Il poter decidere da che parte stare, il potersi schierare con cognizione di causa. Per capire finalmente chi siano i carnefici e chi le vittime.

22 luglio 2006

Nosferatu man?

Dalle mie parti nessuno si è mai inculato gli Slint. Per carità si tratta di un gruppo che ha sparato solo due dischi a cavallo tra gli ottanta e i novanta, ma i colti dicono che si è trattato di due album molto influenti per tutto ciò che è venuto dopo. Nel novantuno i pischelli come me si ascoltavano le prodezze di Cobain, e non avevamo a disposizione né napster, né le riviste alternative (o la voglia di leggerle), né dalle mie parti si prendeva una qualunque tv musicale (ma Mtv sarebbe esplosa a breve anche qui).
O forse era solo il mio condominio.
Tant'é che gli Slint li colsi solo nel momento in cui mi trovai a disposizione una cazzuta connessione ad internet e la possibilità di navigare, sperdermi, ritrovarmi, esplorare.
E soprattutto l'adolescenza non basta mica per preferire Spiderland a Nevermind.
La verità è che i due dischi non sono neppure da paragonare, quello che gli Slint produssero in Spiderland fu un ipnotico e scarno tappeto di suono, parole e silenzio, a volte denominato slo-core (a torto o ragione?). Ma non sono solito scadere in definizioni, né lo farò stasera che la mia forma grammaticale ha ceduto implacabilmente all'intensa quantità di birre doppio malto e kebab assunte.
Ho semplicemente trovato un sito (il blog swoon) che pubblicava un live della recente reunion degli Slint, ed io penso, cazzo, sentitevelo!

Slint - Nosferatu Man http://www.swoon.us/swoon/04%20-%20nosferatu%20man.mp3

Slint - Charlotte http://www.swoon.us/swoon/03%20-%20charlotte.mp3

Slint - Glenn http://www.swoon.us/swoon/06%20-%20glenn.mp3

Slint - Ron http://www.swoon.us/swoon/08%20-%20ron.mp3

19 luglio 2006

Qualche curiosità sui Godspeed You! Black Emperor

Forse pochi sanno che il nome della band proviene da un documentario omonimo, su bande di bikers giapponesi.

Ecco, per qualche curioso appassionato come me di questa grandiosa band, un sito dove trovare i deliranti testi di alcune delle loro canzoni.

http://www.songmeanings.net/artist.php?aid=6349

Particolarmente interessante quello di Static, anche se, devo essere sincero, non sono riuscito ad ottenerne una traduzione degna di tal nome. Ho provato anche a ricercare chi fosse il "reader" di quei testi, ma non sono giunto a nessuna risposta, forse uno dei godspeed stessi, forse qualcun altro.

Sedersi e ascoltare, forse questa è l'unica cosa da fare davanti agli apocalittici e monumentali Godspeed You! Black Emperor.



Upload music at Bolt.

18 luglio 2006

Isocianato di Metile a Bhopal

Nella notte tra il 2 e il 3 Dicembre 1984 a Bhopal in India si è consumata la più grande tragedia industriale di tutti i tempi.
La fabbrica di proprietà della multinazionale Union Carbide (responsabile di un altro drammatico incidente negli anni 30 negli stati uniti) era stata dismessa e la produzione del tossicissimo insetticida Sevin interrotta. Ma 63 tonnellate di Isocianato di Metile, vennero abbandonate in condizioni di sicurezza assenti.
Si calcola che nell'incidente, dovuto all'esplosione di 40 tonnellate di isocianato, siano morte sul colpo 8000 persone, e 30000 nei mesi successivi, mentre 500000 sono state le persone contaminate.
In rete si trovano immagini davvero sconvolgenti di quella notte, alcune scattate dal fotografo indiano Ranghu Rai.
La Union Carbide non ha mai voluto assumersi la responsabilità dell'evento, che sarebbe stato causato da un sabotaggio industriale.

La descrizione di wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Bhopal
Uno dei siti dedicati
http://bhopal.net/whathappened.html
Alcune immagini
http://bhopal.org/factory/
Lo speciale di Greenpeace
http://www.greenpeace.it/bhopal/bhopal.php
Altre immagini di Ranghu Rai
http://www.volkart.ch/index_h_bhopal.html

17 luglio 2006

I giorni tristi della mia stratocaster

La mia carriera di musicista è stata piuttosto breve.
Ho iniziato come chitarrista da spiaggia, convertitomi in alternative rocker con molte idee poco chiare, e ho concluso la carriera come postrocker essenziale ma di qualità.
Non sono mai stato realmente soddisfatto dei miei risultati, vuoi per le mie scarse competenze tecniche chitarra alla mano, vuoi per il non facile assortimento dei miei gusti con quello dei compagni di viaggio di turno.
Un piccolo riconoscimento alla mia breve storia di songwriter è libere interpretazioni danno le vertigini, libello edito da alcuni appassionati che contiene i migliori testi della morigerata scena musicale della provincia, tra i quali ci sono anche i miei.
Ora il prossimo passo sarà infilare qualche mio strumentale, genere al quale, nel frattempo, mi sono convertito, in qualche colonna sonora.. magari di un bel film western o di guerra, le mie passioni.
Ma non posso negarlo: la cosa che più mi manca degli anni da indierocker è il palco, i lunghi feedback e gli accordi minori sparati in piena distorsione, quando era lecito emulare i propri idoli e non dovevi pensare che l'infernale turbinio di scelte è come un uovo sodo nell'esofago che non ne vuol sapere di andare né su né giù.

Queens of the Stone Age - Go With the Flow

16 luglio 2006

Lo studio è aperto, qualcuno entri e faccia una strage.

L'ansia da mondiali si è spenta. Persino la testata di Zidane non fa più notizia (sempre più comunque degli otto ferrovieri in servizio che hanno avuto un rendezvous con un katiusha).
Ho già affrontato in più occasioni l'opinabilità dei servizi di dis-informazione italiani.
Ma tutt'ora non riesco a reggere la faccia sorridente del presentatore di turno a studio aperto.
Le notizie da parrucchiera.
Gli speciali ammiccanti al pettegolezzo.
Un dì forse qualche mente equilibrata si impossesserà di una televisione e lancerà il tg per non ottenebrati nel quale le notizie sono in ordine di importanza, e le giornaliste non sembrano aver succhiato molteplici cazzi fino a dieci minuti prima.
O forse già esiste, ma io me lo sono perso.

radiohead - motion picture soundtrack

13 luglio 2006

Allegria da gasometri

Le temperature africane mi mettono di cattivo umore. Le giornate appiccicose mi mettono apprensione. Vivere al mare non vuol dire necessariamente andare al mare.
Il mare dalle mie parti è pietoso, mi chiedo se i turisti abbiano le fette di prosciutto sugli occhi, o siano affetti da una sorta di masochismo vacanziero.
Fare il bagno è metaforicamente come tuffarsi in un catino di piscio merda e gasolio.
- signor pesce lei che ne pensa del golfo del tigullio?
- .....
Non risponde non perché è muto, ma perché è morto. Si è suicidato.
L'inquinamento rende tutti più depressi.
E il prezzo delle siga contribuisce.

Giardini di Mirò - Trompsø is ok

11 luglio 2006

Dall'intranube al nube-suolo senza passare dal via

Qualche sera fa Dio ha scaricato sul mondo parecchia bile arretrata. Un vero temporalone coi fiocchi, non ho potuto far altro che fermare la macchina, scendere, e godermi in diretta le scariche elettriche sparate verso "dovunque".
Ho pensato che fosse per colpa della Germania, di Studio Aperto, dei missili israeliani, della papamobile che consuma troppa benza, di Zapatero che scrive cartoline da Ibiza all'Eta.
Ho pensato che forse, se Dio è incazzato, potrebbe essere per il tripudio di sangue pagato dalle zanzare a causa delle trappole al neon.
L'esercito delle zanzare non sciopera comunque, è questione di principio.
Gli insetti colonizzano il mondo.
Ma il mondo è dominato dai microbi.
Poi sono risalito in macchina e alla radio passavano Vamos alla playa, "divertente" ho pensato, un pezzo post-nucleare.
Una pioggia di rane e piroclasti avrebbe dovuto a breve cancellare il lungomare rivierasco, i karaoke, gli happy hour e con essi il fratello di Muccino.
Ma poi Dio si è calmato.

Mogwai - You don't know Jesus

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