28 aprile 2006

La categorie kantiane di spazio e tempo sono due lenti colorate

Ieri sera chiacchierando con un caro amico siamo cascati su un discorso amaro. Ci comportiamo come ragazzini ma ragazzini non siamo. E' probabile che la nostra generazione sia sballata rispetto all'età biologica.
La maggior parte dei venticinque-trentenni odierni sono ancora persi dietro non si sa quale futilità. Penso sia dovuto al benessere crescente, e agli studi universitari che ritardano l'uscita di casa del figliolo.
Il pensiero però è che i figli andrebbero fatti da giovani. E seppure non mi sconvolgerebbe più di tanto all'oggi l'arrivo di un pargolo [cosa che un tempo mi avrebbe fatto ponderare il suicidio] non ne vedo in nessun modo i requisiti minimi di realizzabilità a livello socio-economico.
Solo una percentuale veramente bassa di miei coetanei ha messo la testa a partito, costruito qualcosa. Per il resto il vuoto, il nulla. Non so se sia giusto o sbagliato, ma questa sindrome da peter pan ci accomuna in moltissimi, e credo possa essere figlia della nostra epoca. Un'epoca davvero fatta di contraddizioni.
Devo ancora capire se il tenore di vita medio sia in miglioramento o in netto peggioramento, e, col tempo, tendo a credere che stiamo andando principalmente verso grossi peggioramenti.
Il macchinario si stringe intorno al suo autore, mi viene da pensare.
Le categorie kantiane di spazio e tempo possono essere spiegate come "l'atto di guardare il mondo attraverso due lenti colorate". Io credo non ci sia niente di più realistico. Ma sono anche convinto della soggettività delle lenti stesse, e di quanto una sfumatura possa dare diverso peso alla concezione di spazio e di tempo, categorie essenziali per quadrimensionare la realtà. Andando in questa direzione finirei però col cadere nell'Hegeliano, ed è una cosa che non sopporto.

20 aprile 2006

All we need is a bass player and a prayer

Stasera mi vado a sentire i Mogwai. Devo sciropparmi tot chilometri ma ne vale la pena credo.
Sono devastato dai miei malanni fisici e morali.
La giornata di oggi è quanto di più postnucleare si possa immaginare, non mi stupirei di affacciarmi alla finestra ed iniziare a sboccare l'anima per l'irradiazione.
Più o meno vent'anni fa esplodeva Chernobil lo sapete?
Che brutta eredità da quel giorno. Sembra che il nocciolo del reattore in fiamme stia ancora combustendo pezzi di mondo un po' alla volta, e solo i chilometri intorno alla centrale si siano preservati intatti.
Un disastroso mondo bulimico che divora e vomita i suoi prodotti, lontano dalla centrale, mentre essa, il simulacro del male, insieme alla natura si prende strane rivincite.
Questa generazione morirà giovane, perché l'innovazione "ti accorcia la vita". Il mio contatore geiger interno mi avverte di una sovraesposizione tale da non lasciarmi troppe speranze.
No problem comunque, l'unica cosa che mi preoccupa è Satana.

08 aprile 2006

Also Sprach Zarathustra

L'uomo è un cavo teso.
Bisogna tramontare, in vista del superuomo. Chi è questo superuomo: il senza Dio, colui che sa vivere la terra, la vita, senza cercare oltre.

Sembrerà incredibile, ma la prima parte dello Zarathustra è stata scritta proprio a Rapallo, in quel periodo Nietzche passeggiava per le vie della mia piccola città, bastardo posto.

Dio non ci ha datto orecchie abbastanza buone da sentire la sua voce. Ma Dio è? Dio c'é?
Zarathustra profetizza al mondo di non cercare Dio, di essere dio, di essere più che uomo, ma superuomo. Il superuomo nietzchiano è quanto di più nobile si possa pensare, colui che fa del suo destino un qualcosa da scrivere, non influenzato dall'aldilà.
Il funambolo che cammina sulla corda cade al suolo morente: "sapevo che il diavolo prima o poi mi avrebbe fatto lo sgambetto", ma Zarathustra lo incalza "tranquillo amico mio, non esiste nessun diavolo, né dio, la tua anima morirà ancora prima del tuo corpo e sarai in pace".
Tramontare, forse questa è una giusta definizione. Pur se non lo si accetta si vive costantemente tramontando, indipendentemente dall'attesa di un potenziale superuomo.
Purtroppo Nietzche lo sapeva: interpretare parole profetiche può essere croce e delizia dell'umanità. Ma forse perché Also Sprach Zarathustra è stato scritto sulla falsariga della Bibbia, altrimenti sarebbe stato un comune testo filosofico, come Al di là del bene e del male.

Prima di riprenderlo in mano qualche tempo fa, avevo letto per la prima volta lo Zarathustra al liceo, perché all'epoca ero un grande appassionato di filosofia (come lo sono tutt'ora, seppure come uso dire oggi, di filosofia spiccia). Non capii assolutamente nulla, perché Lo Zarathustra è un'opera che non può essere compresa appieno da un ragazzo di diciassette anni, né da un uomo di venticinque o di sessanta. Ma aiuta ad intuire la grandezza di Nietzche.

E a tutt'oggi quando sento o leggo le bestie da terza elementare, anche dottoroni per carità, avvicinare Nietzche alla dottrina fascista, nazista, ecc.. sono colto da un gran senso di disprezzo per menti così ristrette.
Il superuomo non c'é, siamo tutti piccoli uomini che devono imparare a tramontare.

03 aprile 2006

Breve saggio su Paranoid Android e La Guida Galattica per Autostoppisti

Non molti lo sapranno, ma il mio input per appassionarmi al mondo spaziale di Douglas Adams è stata la canzone Paranoid Android dei Radiohead.
Come pochi di voi sapranno Marvin The Paranoid Android è uno dei personaggi principali de "La Guida Galattica Per Autostoppisti". Un androide costruito dalla Società Cibernetica Sirio un branco di idioti rompiballe che saranno messi al muro quando verrà la rivoluzione" . Curiosamente, un'edizione dell'Enciclopedia Galattica, che per un caso fortunato è stata portata da una distorsione temporale di mille anni avanti nel futuro, definisce la divisione marketing della Società Cibernetica Sirio "un branco di idioti rompiballe che sono stati i primi a essere messi al muro quando c'è stata la rivoluzione".
Comunque sia, Marvin è un androide totalmente paranoico, che passa il tempo a soffrire e porta al suicidio i computer delle navi spaziali che frequenta.
La canzone dei radiohead però, a prima vista, nonostante il titolo non sembra avere alcun riferimento al famoso personaggio, e Thom Yorke stesso racconta di essere stato ispirato da alcuni fan un po' troppo invadenti in un locale di Amsterdam.
Ma non è così. Paranoid Android (così come l'album Ok Computer) è grondante di riferimenti a La Guida Galattica Per Autostoppisti". Andiamo con ordine.

1) paranoid android è stata la prima canzone scritta di quello che sarebbe stato l'album Ok Computer, e le parole OK COMPUTER nella Guida Galattica sono scandite appena prima dell'entranta in scena di Marvin l'androide Paranoico
2) "please could you stop the noise i'm trying to get some rest" si riferiscono ad Arthur Dent che viene svegliato dal rumore delle discussioni all'inizio della scena
3) "ambition makes you look pretty ugly" sono parole di Ford a Zaphod sul pianeta Maghratea
4) "when i am king you will be first against the wall" potrebbe essere appunto un riferimento ai costruttori di Marvin
5) "off with head" viene cantato due volte, come le due teste di Zaphod
6) "the panic" è naturalmente riferito a "don't panic" il motto della Guida Galattica
7) "Rain down on me / from a great height" riguarda l'episodio della balena che precipita dal cielo schiantandosi al suolo
8) "God love his children Yeah!" potrebbe riferirsi alla morte di Marvin, che legge il "Messaggio di Dio alla creazione" in Addio, e grazie per tutto il pesce.

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