31 dicembre 2005

So long and thanks for all the fish


So long and thanks for all the fish
L'autostoppista spaziale è accigliato qualche volta. Eppure sono sempre io, il bonaccione di sempre. A volte non mi riconosce, può succedere. Ma siamo amici e gli passerà.
Ho semplicemente cambiato ristorante, all'estremità dello spazio.
Regalai la guida galattica per autostoppisti a Dani più o meno nel 2001. O forse prima. L'avevo trovato un libro davvero intelligente. Altro che odissee nello spazio.
Ieri ho impedito a mia madre di comprare degli astici da cucinare la sera di capodanno. Non per buonismo, per raziocinio.
Vabé auguro buon capodanno a tutti. Ci vediamo a Gennaio per nuove e mirabolanti avventure.
Arrivederci e grazie per il pesce.

30 dicembre 2005

Questo giorno, l'anno scorso

Ero a Barcellona con 20 gradi, qualche amico, una storia in bilico, e tanta spensieratezza.
Oggi ho passato la giornata alla camera di commercio a Genova, svegliato presto, guidato.. Insomma molte cose sono cambiate. La mia storia, è bella felice duratura, appassionata, dolce, intensa e tutto ciò di bello che si può dire di un ragazzo e una ragazza che stanno insieme. Il mio lavoro è divertente, appagante, frenetico.
Non faccio più sfracelli con la chitarra in mano, ma si sa, per ogni cosa c'é un suo momento. I No-Fi comunque sono pronti per il prossimo live in qualunque momento: ho ricevuto proprio ieri una proposta per suonare a gennaio alle piscine dei castelli, palco che avevo condiviso un anno fa col mio gruppo storico, nell'ambito delle rassegne indie che stanno organizzando in questo periodo. Ho una gran voglia di esibire dal vivo il nostro repertorio che va ben oltre "le canzoni", sono più movimenti, musica scomponibile e ricombonibile densa di emozioni negative e positive.
E' stato un anno intenso sotto ogni punto di vista. L'unica cosa che latita è la laurea e questo benedetto ultimo esame. Lo darò prima o poi. Ma lavorando dalle 10 alle 19 tutti i giorni non è che abbia molto tempo per pensare allo studio. E poi i soldi danno alla testa.
L'amore, gira, e bene. Le amicizie sono sempre là, qualcuna migliorata, qualcuna peggiorata, purtroppo o per fortuna. Il mio archivio si è ristretto a pochi nomi, ma su quelli non ho dubbi.
Ho riscoperto la compagnia dei miei genitori, e di questo sono davvero felice.
Ho sfogato tanto la mia passione per la musica, tantissimi concerti, una chitarra che ho sempre sognato ecc...
Poco sport, ma riesco a contenere la pancetta ancora... in compenso ha avuto una intensissima vita come dire "amorosa".
Ho avuto belle serate romantiche, poche invece con gli amici. Ma gli amici tra di loro comunque le serate non le fanno più con la regolarità di un tempo. L'estate è stata monotona e noiosa per la maggior parte. Anche perché io gli spinelli me li facevo a quindici anni, e non posso pensare di passare le mie serate ad ascimmiarmi per una canna. Ognuno ha i suoi orizzonti per carità, i miei non sono così limitati per fortuna.
Nel 2005 ho detto quello che pensavo a tutti. Ho ricevuto qualche insulto ma fondamentalmente ho la coscienza pulita, sono poche le cose che cambierei.
E' stato un bell'anno. Davvero. Non divertente come il 2004 [o come il 1997 ma qui si parla di preistoria] ma da ricordare comunque.
Mi dispiace sempre che un anno finisca. Mi dispiace cambiare il numero. Ricordo quando ero piccolo che pensavo ai mondiali e dicevo "2002" "2006" chissà come sarò vecchio. Eppure non mi sento così vecchio seppure il 2006 sia alle porte. Non lo sono, secondo me. Certo ho cambiato parecchie delle mie opinioni, sulla vita, sulle priorità, sul divertimento, sui sentimenti, sull'amicizia, sui figli... ma non in "più maturo" ma in "diverso", più autonomo.
Questo blog è stata un'altra cosa soddisfacente. Si perché posso veramente dire tutto quello che mi pare senza bisogno di rispondere a nessuno. Ti sto sul cazzo? Vaffanculo! Non sei obbligato a leggere. Vaffanculo!
Posso scrivere che "questi o quelli" mi rompono i coglioni, che questo è stupido, che quella è una puttana. Nessuno è obbligato a leggere. Nessuno è obbligato a rispondere. Ed io non sono obbligato a scrivere. Lo faccio perché mi sollazza.
Finendo in consuntivi devo dire grazie per questo anno sereno, a Dio, chiunque sia, ai miei genitori, alla mia ragazza. Augurare "buona vita" alla mia sorellina, fresca di matrimonio.
Pregare per chi invece della vita non è all'inizio, ma sente la fine incombere. Anzi, fai una cosa, prega tu per me, quando sarai là.
Al di là di tutto quello che crediamo essere importante le uniche cose che contano nella vita sono la salute e gli affetti. Il resto è di più che può far comodo, per carità.
Concludo questo disordinato monologo interiore. Per quest'anno è zut, finito. Parto, e torno nel 2006, che come ogni buon inizio d'anno è una tabula rasa.
Non rileggo, non correggo, tanto è roba vecchia, del duemilacinque, quando avevi 24 anni.

27 dicembre 2005

Cose da fare prima dei trent'anni

ce ne sarebbero di cose da fare prima dei trent'anni, alcune le ho fatte, altre le ho sfiorate, altre le ho promesse ma non le farò mai, altre le ho solo sognate. è un soffio però, la velocità dei giorni, e la quantità di scontrini vecchi nel portafoglio. quante ne andrebbero fatte.
non perché a trent'anni si diventi vecchi, ma perché sembra quasi che a trent'anni debba esserci un qualche giro di boa. insomma, io a trent'anni, e io e io e io....
ma facendo disegni nell'aria con la sigaretta in una nottata d'inverno, non grido "al lupo! al lupo!", non piango lacrime amare, non parlo troppo, non faccio a pugni, ma penso che si possa essere fiduciosi che se tutto muore intorno comunque tu sei vivo. e se la filosofia è questa, cioè, che remiamo tutti dalla stessa parte, allora basta dare i giusti accenti alle cose, fare un buon gioco di gambe, per tenere la coscienza pulita dai "per come" e dai "però".

25 dicembre 2005

Uccidere le persone è facile

Panettone, pandoro, nocciolato, vino, spumante, amaro, caffè, fritture, zuccheri, grassi, sigarette, cordialità, parenti allegri, parenti tristi, persone silenziose, persone facete, giorni di pioggia, limoncello, musica natalizia, Studio Aperto, fotografie, i botti e la notte di capodanno, ipocrisia telefonica, pioggie di sms mandati a gruppi sull'onda delle promozioni autobocchinanti, regali economici, regali costosi, regali riciclati, riciclo della carta da regalo e dei fiocchi, biglietti d'auguri standardizzati e ispirati, shopping dell'ultima ora e ultima ora di shopping, l'esplosione delle pance, le lucine appese, l'albero e il presepe non fatto, il disgustoso scambio di regali tra amici in massa. La tredicesima che si assottiglia. Mi manca il sud. Un bel caffè, ascolto jazz e prevedo di esplodere entro quattro cinque minuti se dovessi ingoiare anche un altro solo dolcissimo manicaretto. Il mio colesterolo, diabete, intolleranza è ai livelli massimi. L'atmosfera natalizia che esplode la mattina di Natale. Il mio regno per un caffè e una sigaretta. Ora dormire, recuperare un aspetto umano per la serata.
Persino chi ti torcerebbe il collo ti stringe la mano, ieri sera avrei dovuto lavarmela una decina di volte.
Accumulare un po' di tossine. Immaginare chi pensa al suicidio. Pianificare metodi di risanamento del tuo organismo. Evitare ulteriori iniezioni di grasso, zuccheri, e buonismo retroattivo.
Morire in pausa pranzo, dormire profondamente, senza la possibilità di alzare un braccio per sollevare il cellulare.

24 dicembre 2005

C'é la luna sui tetti, c'é la notte per strada

C'è la luna sui tetti e c'è la notte per strada, le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, tra due giorni è Natale, ci scommetto dal freddo che fa.
E da dietro la porta sento uno che sale, ma si ferma due piani più giù:è un peccato davvero,
ma io già lo sapevo che comunque non potevi esser tu
E tu scrivimi, scrivimi se ti viene la voglia e raccontami quello che fai
se cammini nel mattino e ti addormenti di sera e se dormi, che dormi e che sogni che fai.
E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti, per i conti che non tornano mai
se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso, quell'allegra tristezza che ci hai
Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano come un treno dentro a una galleria
tra due giorni è Natale e non va bene e non va male, buonanotte torna presto e così sia.

Sono più fortunato di lui: la mia dolce metà è qua con me per questo Natale. Che voglio di più.
Invecchiando si riscopre anche la famiglia... meglio così. A volte ci si accorge troppo tardi di quanto i genitori possano essere amici.
La solitudine è una brutta bestia nei giorni di festa, un brutto regalo da scartare.
E' proprio nei giorni di festa come questo che mi accorgo di essere così privilegiato: ho la ragazza più stupenda del mondo, una famiglia accogliente e unita, un cane che ti scalda i piedi 12 ore al giorno e così via. Effettivamente a chiunque sia dovrei rendere grazie, indubbiamente. Perché ritagliarsi le proprie piccole oasi è una fortuna che non capita a tutti. Se la vita fosse sempre così facile! Ma si sa com'é, perciò meglio godersi gli istanti.
E tranquillo autostoppista spaziale: stasera il posto a tavola c'é anche per te: ma dovrai comportarti da essere umano mi raccomando!!!!!!!

23 dicembre 2005

Good Morning Vietnam!

Come il mitico Adrian Cronauer che sulle frequenze disturbate del Vietnam trasmetteva il rock and roll per i soldati, così stamattina vi dò il buongiorno, più tardi del solito, con la mia tazza di caffè in mano, la camicia spiegazzata e l'occhio da lepronte.
Giorno 23 Dicembre, un anno fa succedevano un mucchio di cose, alcune importanti.
Qualcuno scherzando disse che il 2004 era stato il mio anno, invece era il 2005 il mio anno, non ci sono dubbi, magari se ho tempo vi racconterò il perché!
Ok gente, godetevi il vostro giorno di tregua o combattimento, qui su radio "Guida Galattica" abbiamo musica per ogni esigenza -ma non la mandiamo in onda
!-.

22 dicembre 2005

Consumismo si, ma non facciamo i puritani

E' già il ventuno dicembre. Non ho comprato neanche mezzo regalo. E mentre sono lì lì per regalarmi un'Alfa GT blu notte, devo pensare che ci sono anche altri regalini da fare. La mamma, il papà, la ragazza, la sorella, l'amico. Ad ognuno un pensiero diverso, e ogni anno diverso. Mia sorella si ingegnava con sorpresine "fai da te", ma io non sono molto portato per i lavoretti manuali, e non ne ho il tempo nè la voglia.
Potrebbe sembrare una rottura di palle, però è anche abbastanza stimolante. Scegliere un regalo, seppur simbolico, per una persona a cui tieni. Non è un discorso consumistico, è un discorso affettivo. L'affetto e l'amicizia andrebbero dimostrati giorno per giorno certo, e non è certo un bene materiale che può fare la differenza. Ma nella naturalità dei rapporti, il regalo è una piccola parte di quel complesso mondo che sono i legami.
Personalmente non farò molti doni, sono fatto così, ma quei pochi che voglio fare me li devo pensare e cercare oggi pomeriggio. E così sia, è un'impresa epica ma "se po fa".
Sotto sotto tutti crolliamo sotto l'impulso consumistico del Natale. Nessuno escluso. L'aspetto religioso è totalmente tralasciato [ma non solo in questo periodo -io non vado a messa dall'89-] ma come rito-laico-consumistico chiunque si sente pervaso di atmosfera natalizia.
Ma alla fine dei conti che sia il 25 Dicembre o il 14 di Agosto per me fa poca differenza, mi piacciono i riti, l'atmosfera, l'impegno e l'attesa, e soprattutto i banchetti.
L'autostoppista spaziale, nonostante abbia sperimentato i migliori ristoranti ai confini della galassia, converrà che mia mamma quando ci si mette d'impegno è una cuoca provetta, e per la vigilia prevedo manicaretti in pieno stile terronico, yum yum.

19 dicembre 2005

Odio il lunedì!

Titolo banale lo so. Non c'é blog nel quale non ci sia un lunedì intitolato "odio il lunedì" citando la famosa canzone di Vasco. Che poi io non odio il lunedì, ma principalmente la mattina, qualunque essa sia, che mi vede sveglio prima delle nove.
Oggi è stata una di quelle giornate classicamente stra-intense, ma che è passata tra i sorrisi delle segretarie, i soldi incassati, le telefonate, i giri, insomma dalle dieci del mattino mi sono trovato catapultato alle venti senza neanche accorgermi come.
Parliamo di forum. Dalla morte di Bassetthound non ne frequento nessuno assiduamente. Gira che ti rigira i forum sono tutti molto simili, stesse categorie di utenti, stesse tipologie di sezioni e discussioni. "la canzone che stai ascoltando" "il tuo disco preferito" ""cosa si fa stasera" e così via.
Qualche anno fa non c'era questo appiattimento, ricordo che i forum avevano una maggiore indipendenza contenutistica, ma forse a causa del fenomeno delle migrazioni tra forum stessi, si è avuto un vero appiattimento. Un peccato perché ho sempre ritenuto che appunto perché foro avrebbe potuto essere un luogo di grande scambio di idee. E' sempre più raro trovarne uno all'altezza.
Le fucine di idee indipendenti sono maggiormente legate ai blog, dove forse una persona può maggiormente sbottonarsi senza dover rispondere a nessuno.
Qui io posso dire quello che mi pare, scrivere parolacce, bestemmiare e quant'altro, nella piena libertà delle mie idee e senza dover rendere conto a nessuno. Il prezzo è l'isolamento, la mancanza di confronto, elemento che sempre più spesso è venuto a mancare nei forum piccoli, dove si è maggiormente attenti al cosa si fa stasera che alla discussione per il gusto della discussione.
Insomma, internet è uno strumento di comunicazione potente e versatile, ma che a causa della sua globalità in molti casi tende a creare standardizzazioni anche involontarie. E' il caso delle discussioni fotocopia, dei modi di dire, del linguaggio da netgamer, di determinate immagini e quant'altro.
Non ce ne rendiamo conto ma spesso cediamo alle tendenze globalizzanti che internet tende a diffondere. Ma ricordiamoci che questo strumento, uno dei pochi media ancora [quasi] totalmente indipendente vive dei suoi utenti, e mantenerlo vivo e pensante è proprio compito di chi naviga, per lavoro, per hobbie, per curiosità, per noia.

18 dicembre 2005

Notizie improbabili ma non così improbabili [parte I]

Ieri è stata una giornata folle da queste parti, dicono le cronache della mattinata.
Sei preti, ubriachi, avrebbero dato alle fiamme sei motorini e due citofoni, prima di essere fermati da una pattuglia della polizia, mentre con alcune taniche di benzina tentavano di appiccare il fuoco alla questura. Arrestati hanno dichiaratato "volevamo solo divertirci un po'".
Il sindaco ha presenziato ieri in mattinata alla posa del primo mattone per il Bingo, sul programma elettorale in quegli spavi appariva la voce ospedale ma il noto politico-imprenditore sostiene di aver voluto fare una sorpresa alla cittadinanza: il Bingo porta lavoro, soldi, e diverte anche gli anziani, a differenza dell'ospedale che invece li deprime.
Scandalo sulla fiamma olimpica, sembra che appena arrivata in italia sia stata utilizzata nei modi più disparati. In zona napoli sono in vendita lanterne a 28 euro + iva che dicono essere state accese direttamente dalla fiamma immortale. In nottata in un albergo rivierasco, visto che la fiaccola è di passaggio da queste parti, un tedoforo è stato scoperto con elementi dell'entourage mentre accendevano spinelli con la fiamma olimpica.
Record di suicidi tra i giovani genovesi: troppo divertimento intelligente dicono le statistiche. I giovani vogliono tornare ad essere depressi. "se ci si diverte non c'è più bisogno di drogarci e questo non va bene".
Scoperta megatruffa in riviera: acquistavano locali per farli fallire. Secondo gli inquirenti non sono ancora chiari i movimenti finanziari degli imprenditori in oggetto, ma sembra non ne traessero alcun vantaggio se non una particolare forma di masochismo.
Incontro tra studenti e rappresentanti delle forze dell'ordine sul tema "perché gli stuendti di sinistra rischiano grosse mazzate" risponde la rappresentanza studentesca "gli studenti di sinistra non hanno idea del perché odiano le forze dell'ordine ma sostengono tale antipatia con veemenza".
Quotidiano locale pubblica indagine statistica secondo la quale durante il periodo invernale i giovani rapallini che escono e fanno vita sociale sono intorno al 2%, l'altro 80% rimane in casa a fumare spinelli, mentre un 18% particolarmente benestante può partecipare a festini. Allegata una nota della "Santa Sede": dobbiamo invogliare il restante due per cento a iniziare a drogarsi.

17 dicembre 2005

Anni degregoriani, [vecchi] pensieri, ribellioni cerebrali punkadolescenziali

Ripensare ai vecchi amori fa male. E' spesso un misto di negativismo, nostalgia di un'età che non c'é più, azzoppamento personale. Rivedere i vecchi amori può fare ancora peggio. Ma ciò è naturale, l'età dell'oro è un'età strana e piacevole col senno di poi. "mi metto in tasca una piccola mela" chi la ricorda?

A volte, la notte, prima di andare a dormire ho un fastidioso senso di instabilità. Probabilmente tutto il giorno sono preso dalle più prosaiche situazioni del mondo: lavoro, soldi, e azione. Il cervello si ribella.
Questa sensazione è un malessere. L'instabilità del mio corpo, la fragilità dei corpi umani. Siamo qui perché abbiamo costruito un mondo che cerca di preservarci fino alla vecchiaia.
Ma in modo più subdolo le nostre membra si intaccano eccome.

Vorrei tanto avere il dono dell'ubiquità. Poter vivere contemporaneamente in più posti, situazioni diverse. Ci sono troppe persone che con il ramificarsi della vita mi sono lontane. Amici, parenti, conoscenti. Un pout puourri di facce e parole che ricostruite in ordine sarebbero il film dei miei anni.
Mi spaventa l'impossibilità di non poter congelare il tutto. Sai dove voglio andare a parare caro il mio autostoppista spaziale! Tu non muori, o meglio vivi talmente a lungo che il tuo tempo è incalcolabile, altrimenti non potresti viaggiare attraverso lo spazio e il tempo. Io no, e la vita di un umano è concentrata in un tot di anni medi, tot di giorni medi, e poi zac, le batterie finiscono.
Quante vite ci vorrebbero per poter fare tutto quello che si è sognato, per poter mettersi a disposizione di tutte le persone che per noi sono importanti, per poter togliersi qualche sfizio in più.

Ma come ho sostenuto negli ultimi tempi, preferisco ormai vivere la vita per equazioni.
Le equazioni sono semplici ed incontrovertibili. 1+1=2, non ci sono cazzi che tengano.
Quindi nonostante le ritorsioni del mio pensiero profondoTM non cederò alle tentazioni adolescenzialmalesistenzialistiche. Quelle da notte di luna, da sbronza di vino, da far colpo sulle ragazze.
Ed ora mi verrebbe voglia di parlare di serate a base di vino, di notti d'estate abbracciati sui moli e sugli anni della poesia. Perché sono quelli gli anni migliori, gli anni del pessimismo cosmico, ma non del nichilismo postprandium.

15 dicembre 2005

Che fine fa la nostra pecunia [parte II]

Ieri sera mi sono guardato Matrix prima di andare a dormire, il programma di Mentana.
A parte i simpatici siparietti tra Larussa e Cossiga sono venuti fuori argomenti molto interessanti.
Ora io non starò a tediarvi con le solite questioni, ma mi va di sottolineare un punto.
Il nostro risparmio è brutalmente sottoposto alla schiavitù del sistema bancario, al quale persino il potere politico sembra essere sottomesso. Se neppure Berlusconi, che ha cambiato tutte le leggi che voleva per i porci comodi suoi, non può levare il mandato di governatore della banca d'Italia a Fazio allora siamo veramente giunti alla frutta.
Fazio compare nel fascicolo del GIP, eppure non ci pensa minimamente a dimettersi. Un governatore che ha collusioni con un manipoli di manigoldi che hanno fatto le peggiori schifezze tra agiotaggio, tangenti, e persino rubato soldi ai correntisti. Un milione di correntisti derubati di almeno cento euro ciascuno!
Insomma l'apoteosi della vergogna. La politica fa scaricabarile: "era amico vostro" no "era amico vostro".
Il sistema bancario quindi è mortalmente malato, e chi ne fa le spese se non i consumatori?
Consiglio a tutti, soprattutto ai miei coetanei che solo ora, come me, si buttano in realtà più complesse di quella degli studi, di tenere gli occhi aperti. I tranelli sono ovunque e ben mascherati.
E da venditore di prodotti previdenziali di una cosa sono certo: non bisogna fidarsi di chi propone alte percentuali di guadagno con un paniere ad alto rischio. Perché l'imprevedibile è sempre dietro l'angolo.
Insomma non dobbiamo sentirci estranei a questi grandi nomi, presidenti, governatori, malfattori di ogni risma: queste persone si arricchiscono con i nostri soldi. Bisogna sempre essere informati, svegli, attenti.
La cassa integrazione e il precariato sono all'ordine del giorno, grazie a quel bugiardo infame del nostro presidente del consiglio e di tutta la sua squadra di usurai, ma i nostri soldi, quel poco che valgono ormai, dobbiamo essere scaltri e non farceli fottere ulteriormente. Visto che al ladrocinio legalizzato ci pensa già lo stato.

14 dicembre 2005

A fare i furbi ci si guadagna, ma a volte si va anche in galera.

E' di oggi la notizia di arresti eccellenti per il caso della Antonveneta. Manager fino a ieri potentissimi si sono trovati un baratro sotto i piedi, e qualcuno c'é cascato dentro.
Immagino gli scaricabarile e i voltagabbana prima che la barca affondasse.
Mi ricorda un po' il caso della Parmalat, e di un'altra famosa banca che al momento non mi viene in mente.
Però la cosa mi puzza ancora un po', perché mi sa che i conti non tornano mica. Perché il governatore della banca d'Italia le cui intercettazioni avevano fatto parecchio scandalo tempo fa è ancora in poltrona? Quanti rimarranno impuniti per l'ennesima megatruffa ai danni dell'economia italiana e di noi poveri contribuenti devastati da una pressione fiscale tra le più alte in europa?
La mafia dei potenti è quello che mi ha fatto sempre imbufalire, il riuscire con sotterfugi a far pagare sempre qualcun altro. E' sotto gli occhi di tutti il caso del nostro presidente del consiglio che ha fottuto e smangiucchiato a destra e manca, tra finanziarie, televisioni, edilizia, eppure sebbene ci fossero pesanti elementi a suo carico data la sua posizione non si è mai potuto procedere contro di lui.
Un tempo certo non era meglio, tra Andreotti che bacia i boss della mafia, Craxi che è stato fatto martire, ma che per dimostrare la sua innocenza è espatriato in fretta e furia. E tanti, tanti come loro.
Insomma la verità è che mi trovo spaesato in questo stato da operetta. E se le istituzioni sono burattini e burattinaie almeno i soldi lasciateceli in tasca. No! Neppure quello! La tassazione è progressiva al contrario.
Proviamo ad investire per non accontentarci di quei quattro soldi di stipendio che dopo l'euroconversione si sono dimezzati [o meglio si è raddoppiato tutto il resto]: ecco le inculate di Cirio, Parmalat, Fiat, le vecchie Olivetti, e perché no gli stratosferici bond Argentini. Ormai c'é più possibilità che i soldi miracolosamente si moltiplichino nel materasso che comprando i Bot. Il conto corrente invece riesce a succhiare di spese almeno dieci volte tanto il tasso di interesse.
E' un discorso lungo e forse sto toccando più punti di quanti in realtà riesca ad affrontarne, cadendo nel qualunquismo e nel semplicismo e forse sarebbe meglio con calma affrontare un punto per volta: politica corrotta, istituzioni deboli, economia allo sfascio. Diciamocelo: oggi come oggi arricchirsi riesce quasi esclusivamente a quelli che sono già ricchi. E mi va anche bene perché a me non frega un cazzo di diventare un milionario. Hanno promesso però un crack, che ci impoverirà definitivamente. Io su questo sono molto scettico: peggio di così? Per andare a fare una pizza dovrò portarmi il libertto degli assegni? La carta di credito si inserirà nelle cabine telefoniche per fare le urbane?
Insomma, caro autostoppista spaziale, la moneta unica è arrivata già da un po', ma ora come ora stiamo andando verso l'unica moneta nel portafogli, che, soprattutto il mio, è più spesso desertico che gonfio.

10 dicembre 2005

So long Marianne

L'effetto di qualche bottiglia di vino buono e meno buono, e ti ritrovi ad ascoltare Leonard Cohen.
Descrizione, è ciò che ci manca più di tutto, o meglio descrittività. Sappiamo benissimo guardare le cose e attraverso le cose, e ne abbiamo un'idea precisa. Ma non sappiamo raccontarle, ci proviamo spesso, ma usiamo sempre giri di parole. E allora ci sembra che raccontare le cose belle sia solo roba da abili poeti. Ma raccontare le cose belle o brutte che siano è un'operazione semplice come vedere le cose stesse.
Ci sono troppe barriere architettoniche tra il cuore e il cervello.
Eppure tutto si rivela com'é, il mondo si rivela com'é. L'orizzonte è curvo e la mela è tonda, il divertimento è una sensazione palpabile, l'amicizia è come una coperta d'inverno, l'amore è come un treno impazzito con tutti i suoi pro e i suoi contro, Little Wing di Jimi Hendrix [visto che ieri se ne parlava] ha le forme di una bella ragazza.
Insomma tutto è un riferirimento a qualcosa, tutto è visibile, tutto è raccontabile in maniera carnale. Tutto si può ridurre ai cinque sensi, è il giusto filtro per avere descrittività.
Alla fine cos'è che ci piace della vita, cos'è che succhiamo più intensamente: le sensazioni.
Effettivamente spesso mi dimentico dei valori. Che ormai sono ben pochi ma presenti, forse i sogni, quelli ormai sono scemati. Ma è sufficiente tenere ben a mente quelle poche cose che danno alla vita il giusto succo. C'é molta polpa e molto succo a volerla spremere.
Piccole soddisfazioni così facili da descrivere, che spesso le archiviamo come banali dati quotidiani.
Che c'entra Leonard Cohen? Bé lui mi fa pensare a tutto questo, al fatto che la realtà è qui ed ora ed è così diretta, visibile, descrivibile.

Now so long, Marianne, it's time that we beganto laugh and cry and cry and laugh about it all again.

08 dicembre 2005

Il sapore del pomeriggio [quando lo butti via].

Il sapore dei pomeriggi inutili è il sapore di far passare le ore senza fare niente, senza aver nessun posto dove andare, senza aver voglia di fare nulla.
Anche questo ha un sapore quando arriva la sera. Perché ti sembra che il pomeriggio sia volato via, le due, le quattro, le sette e mezzo...
Niente di più piacevole quando sei stanco, un pomeriggio di pioggia battente e nessun posto dove andare.
La pancia piena per il pranzo familiare, il pisolino che si protrae e il cane che ti si addormenta ai piedi.
L'atmosfera natalizia ancora latita, ma c'è tempo.
Il divertente è che meno fai più ti senti stanco, non ho mai capito il perché.
Secondo me dipende da quel discorso dell'energia potenziale e dell'energia cinetica.
Una biglia non si mette in movimento da sola, ma quando è già in movimento va, finché la spinta è sufficiente..
L'autostoppista spaziale si interroga spesso sul concetto di ozio, ed io gli rispondo sempre che l'ozio è un diritto sacrosanto per ricaricare le pile.
Oggi ricarico le pile ma domani riparto, perché mi piace ultimamente essere veloce. Non mi ricordo chi diceva che "nelle foto bisogna venire sfuocati". Passare a duecento all'ora davanti a chi si attarda, davanti a chi resta come la biglia senza spinta.

05 dicembre 2005

Blockbuster in realtà non esiste, e se esiste non affitta film

Eccomi rientrato dal piacevole weekend milanese e giunto alla fine di una lunghissima giornata di lavoro cominciata alle 8.30 del mattino e finita poco fa.
Il fine settimana milanese è stato intenso. Sabato pomeriggio alla fiera dell'artigianato, un'enorme esposizione di oggetti, vestiario, cibi, provenienti da ogni regione d'Italia e del mondo. Insomma un vero patchwork di culture, business, lingue e sapori. La fiera di Milano ha dimensioni mastodontiche, e visitarla tutta è stato impossibile, ma qualche ora di esplorazione io la mia dolce metà ce la siamo concessi.
E' davvero bello passeggiare in una città totalmente sommersa dalla neve, è una sensazione di quiete [pur se in un ambiente normalmente caotico come la grande mela italiana] e un potenziamento di quella bella atmosfera natalizia che già inizia ad aleggiare. "la gente vuole natale con la neve", la cocaina ora come ora mi è indifferente, ma un bel natale con la neve vera non mi dispiacerebbe proprio.
Per il dopocena casalingo abbiamo pensato di affittare un film da blockbuster. Così, in piazza delle Medaglie D'Oro ci infiliamo dentro l'ampio affittavolo alla ricerca di qualche succulento colossal per il doposerata: vuoto pneumatico! All'interno abbiamo trovato di tutto: cibi da cucinare in 3 minuti, dolci con sopra la dicitura può essere nocivo leggere attentamente le avvertenze, bottiglie di vino, bibite di ogni sorta, libri in vendita, videogiochi, commessi multietnici e poliglotti. Una sola cosa non siamo riusciti a trovare: le videocassette in affitto. Insomma, c'erano centinaia di copie degli ultimi film hollywoodiani, ma mancavano totalmente le pellicole più vecchie di un anno. Ho capito che si chiama blockbuster e non vintagepoint ma cazzo io mica cercavo Eisenstein!!!
Comunque vabbè, dopo mezz'ora spesa male alla ricerca di un qualunque film che potesse stimolare i due neuroni che abbiamo [in due] ci dirigiamo a piedi, poiché il servizio tramviario è sospeso dalla neve, verso Porta Genova a cenare qualcosa sul naviglio innevato.
Cenetta ottima in una osteria-enoteca molto carina innaffiato da una bottiglia di Nero D'Avola e menù: polenta fritta con salsa piccante, bruschette varie, pizzicotti alla valtellinese, gnocchetti con la fonduta e la rucola, torta di cioccolato e pere, mousse al cappuccino.
Usciamo al freddo e al gelo intorno all'una e mezza, tra le sigarette, la ricerca di un ammazza caffè e il tragitto innevato fino a casa si fanno le due passate.
Il giorno dopo classica passeggiata in piazza duomo, assediata da una folla di maratoneti [folli] in erba, e di adolescenti urlanti credo per i Blue a Total Request Live. Una cosa orribile.
Insomma unica delusione di un bel weekend, un blockbuster che ho sempre visto come il regno incontrastato del film, e, alla prima volta che ci entro, scopro che di stronzate ce ne sono tante, ma di film veramente pochi.
Ah questi americani. Speriamo che non mi demoliscano anche il mito di Sturbuck's dal quale sogno di andare a comprare donuts ed insipido caffè americano, col capello scompigliato come Brad Pitt in Seven.
Che fine ha fatto il sogno americano quando anche Videotrè in corso Matteotti a Rapallo è più fornito di un Blockbuster?

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