30 novembre 2005

Primo corollario di D'Oro sull'Herpes

Lo sai che sta arrivando, ma speri fino all'ultimo che non succeda. Poi la mattina ti alzi e trovi le tue labbra devastate da un gigante herpes.
Normalmente succede nei momenti importanti, il primo appuntamento, il colloquio di lavoro, la sera della cenetta romantica, quando devi vedere un cliente fondamentale, quando devi fare delle foto, quando ti devi sposare...ecc..
Herpes = (Importanza Giornata * Necessità di avere un bell'aspetto)
Insomma, la possibilità che l'herpes appaia è direttamente proporzionale all'importanza dell'evento che ci attente e dalla necessità di avere un aspetto decente. Qualunque delle due variabili cresca, farà crescere anche le probabilità [e le dimensioni] che il disastro appaia.
Torniamo alla mattinata importante, in preda al panico iniziamo a provare le soluzioni più assurde: il dentifricio, roba bollente, persino le bruciature di sigaretta.
Poi corriamo in farmacia alla ricerca di creme miracolose per la guarigione [pressocché] istantanea.
Ma nulla di tutto ciò è efficace: l'herpes è testardo, arriva e se ne va quando vuole.
Il problema estetico è ingigantito dal subconscio: colloquiando con qualcuno tendiamo a pensare che della nostra faccia il nostro interlocutore veda solo una deturpazione creata dall'intruso, mentre magari alle volte non se ne accorge neanche.
Dobbiamo rassegnarci, gli scenziati sostengono che ci siano delle spiegazioni mediche all'arrivo dell'herpes, ma non me ne sono mai interessato: io tendo semplicemente a considerarle piccole rivincite del mio corpo nei miei confronti. Fumi? Bevi? Ti fai le seghe? Mangi caramelle mou? Bè allora beccati questa!
Avrete capito insomma che oggi mi sono svegliato con un bell'herpes combo sul labbro inferiore, non era fortunatamente una di quelle giornate sopra citate, ma lo stesso lavorare in un ufficio pubblico comunque ti espone al ludibrio di ogni passante.
Tant'é, ora sono a casa, mortalmente stanco, febbricitante, e non vedo l'ora di andarmene a dormire: oggi è una di quelle giornate grigie e stancanti che pesano sul corpo e sull'anima. Diciamolo, stasera non ce la farei neanche con Kim Basinger. Ma forse, seppure allo stremo, una bottarella gliela darei comunque, sperando che non si accorga del mio herpes.

29 novembre 2005

Ragione e sentimento

Il caffè e il cornetto sono sempre il modo migliore per iniziare la giornata di slancio, stamattina però, dovendo andare a Chiavari alla cancelleria del tribunale, ho occupato il viaggio in treno con la mia bella copia di Repubblica.
Il fido edicolante della stazione di Rapallo, attendendo gongolante il momento in cui sarei passato a ritirare la mia copia del suddetto quotidiano, ascolta le mie solite tre parole con sollucchero, "mi-dai-repubblica?" e finalmente può sparare la frase ad effetto "oGGi c'é l'OMAGGIO" sottolineando in maniera più che macabra quest'ultimo vocabolo. In effetti, regalare ad un tizio con la valigetta un enorme ENCICLOPEDIA DEGLI ANIMALI PER RAGAZZI non è il massimo della praticità.
Tant'é, imborso l'ingombrante omaggio che graverà sulla mia spalla tutta la mattina e monto sul treno.
Ecco dove volevo andare a parare: che ti becco? Un articolo molto interessante [a parte quello delle quindici suore malmenate in Cina] su una ricerca scientifica: l'amore finisce dopo un anno, quando si esauriscono gli stimoli al cervello. Secondo gli eminenti ricercatori, dopo un anno di rapporto, al cervello non arrivano più quegli stimoli nei confronti del partner tali da dargli la sensazione di innamoramento.
E questo è molto triste se ci pensate, insomma noi abbiamo sempre cercato spiegazioni empiriche sulla fine dei rapporti tipo "sono stufo di scopare sempre la stessa fica" cui vero significato nascosto è "ho scoperto che da quando stiamo insieme lei ha preso più cazzi che cappuccini", oppure la famosa "abbiamo deciso insieme di lasciarci perché volevamo i nostri spazi reciproci" traducibile nella drammatica verità "lei si è messa con uno bello, attraente, e per di più ricco, ed io sono disperato".
Ma ora non c'é più bisogno di tale ricerca di giustificazioni: sarà tutto più semplice, lasciarsi, farsi lasciare "sai ..non è colpa tua.. non sento più gli stimoli al cervello di una volta".
Pensate alle enormi potenzialità di tutto questo!!! L'amore, questo sentimento che fa girare il mondo ridotto ad un contratto a tempo determinato [nell'articolo si parlava addirittura di una eventuale novazione della legge Biagi a riguardo]!!!!!!
Ed io mi chiedo se l'assenza di impulsi avviene in modo fulmineo oppure è una cosa progressiva, così magari inventeranno qualche farmaco "ai primi sintomi del disinnamoramento assumi tre supposte al giorno di Amorin, e la vita tornerà a sorriderti!".
Doveva finire così, non ci sono alternative, andiamo verso una meccanizzazione generale di tutto, anche dei sentimenti. Che sia meglio, che sia peggio non lo so. Ma al momento personalmente mi dispiace perché sono quasi giunto all'anno con la mia dolce metà, e se fino ad oggi progettavo di una bella casetta in Canadà con vasca e pesciolini e tanti fiori di Lillà ora sono preoccupato su quello che accadrà dopo il nostro anniversario. Eppure sembra andare a gonfie vele!!! Ma forse l'anno inizia a contarsi in una fase successiva, probabilmente quando la semplice passione diventa qualcosa di più profondo. Non so....
Comunque sia io credo che ci sia una cura a tutto questo, o magari sono solo un illuso cresciuto a telefilm americani smielosi [Brenda e Dylan, Dylan e Kelly, Dylan e tutte le altre...].
Credo che l'amore sia una pratica che vada rinnovata ogni giorno, nelle piccole semplici cose. Non bisogna smettere mai di guardarsi, converrete con me che succede alle volte di dimenticarsene, di guardare senza vedere l'altra persona. Non bisogna smettere mai di corteggiare, di far sentire l'altra persona importante. E tanti altri piccoli accorgimenti. Perciò, se si riesce a rinnovare ogni giorno l'amore, ogni giorno si ottiene un prolungamento del termine di altri 365 giorni. Certo io non sono questo grande esperto, ma negli anni a suon di errori e piatti addosso e insulti ricevuti qualcosa l'ho imparata.
Se poi mi sbaglio verrò qua a chiedere pubblica ammenda, lo prometto, e d'altronde, io mi sbaglio quasi sempre.

28 novembre 2005

La sottile filosofia dell'assegno postdatato

Anni fa, quando la mia posizione lavorativa era un po' più sottomessa alle esigenze di mercato ero vittima inerte della pratica del postdatato. Doppiamente vittima, perché assumere un pagamento a data futura significa rimetterci di tasca propria, e soprattutto in altre occasione vuol dire farsi pelare vivi dalla banca, a causa dell'inghippo della valuta.
Ma ora ho risolto questo e molti altri problemi, scoprendo l'enorme innovazione del conto compensato. San Paolo avrà fatto una brutta fine, ma grazie al suo sacrificio ora possiamo avere le valute compensate e i bonifici gratis con l'internet banking.
Ciò non mi fa convertire ad una religione ortodossissima, ma mi fa pensare a quanto una penale di sconfinamento possa essere una punizione divina per gli infedeli: "Sanpaolo ha la valuta compensata, infedeli non sconfinate!".
Tornando al discorso iniziale: la filosofia del postdatato.
L'apparente subdolità del postdatato maschera una terribile verità: l'assegno se firmato con data di oggi sarebbe scoperto, e tutti sappiamo cosa vuol dire finire nel registro dei protestati. Il protestato è trattato a guisa di un malato di aids! Sicché l'occhio implorante del tapino di turno ti supplica "posso fartelo al mese prossimo?". Di solito l'assegno viene datato il giorno successivo il ricevimento dello stipendio sul proprio conto corrente.
Pensate la tragedia: il 15 del mese arrivano i sudati compensi, e il 16 vengono succhiati da un inutile pezzo di carta con la propria firma sopra.
L'assegno insomma è uno dei flagelli della nostra epoca, per firmarlo basta una penna e un qualcosa da acquistare. E la cifra scritta a lettere su questo pezzo di carta si traduce in altrettante banconote sonanti. "duemilaeuro" scritto e firmato vuol dire proprio 2000 pezzi da 1 euro!
Quindi ho deciso che il postdatato non verrà mai più da me accettato, nonostante gli abbordaggi continui e disperati di chi prova a propinartelo: ma non vi dico, amici miei, quanto mi dispiaccia umanamente parlando... perché effettivamente al giorno d'oggi campare non è la cosa più facile del mondo, anzi altro che carte di credito, assegni, conticorrenti, bonicifi, giripostabancopostali e paguri da mutuo a tasso zero, ci vorrebbero i baratti di pane e pesce e vino e bistecche per non farsi prendere la mano, e avere sempre qualcosa sotto i denti.
Caro autostoppista spaziale: nel nostro pianeta andiamo avanti a finzioni, ma la pratica è sempre quella, si lavora e si fatica per la panza e per la.....

27 novembre 2005

Ciò che resta dei miei anni da liceale

Cosa resta? Molto poco in realtà, solo qualche ricordo, i vecchi diari, nessuna frequentazione, qualche protocollo scarabocchiato, poche foto e confusi ricordi di gite. Sono già passati sei anni e mezzo dal giorno del mio diploma, e giuro che mi sembra un'altra vita, non mia.
Come sono arrivato a parlare di ciò? Bé, semplice, perché volevo dedicare la pagina del 27 Novembre del mio diario di bordo al mio ricordo più vivido e bello di quegli anni: la mia storica compagna di banco nonché amica, che [incredibile, data la voglia di studiare che avevamo] si è laureata, ed è dottoressa.
Ogni tanto su msn ne chiacchieriamo "cazzo arriverà il momento di diventare persone serie", eppure noi ci sentiamo sempre quelli là, quelli che passavano la mattinata assieme a ridere e scherzare continuamente, anche delle cose più stupide, e che dello studiare e dei progetti futuri non è che ce ne fregasse granché, anzi.
Bé insomma ora siamo fregati, lei dottoressa, io agente assicurativo-praticante avvocato-studente ad un esame dal traguardo, insomma tutte le peggiori fregature che ci si potesse aspettare dalla vita concentrate in una sola parola: responsabilità. Ammetto che le cose siano un tantino più interessanti e costruttive ora, e non ha senso starsi a cullare sempre nell'eterna adolescenza.
Ma poi, gira che ti rigira, nonostante tutti questi bei propositi di crescere e produrre, quelle poche volte che ne chiacchiero con lei glielo dico sempre: col senno di poi pagherei oro per tornare a quegli anni là.

26 novembre 2005

L'indicibile difficoltà di rimanere disinvolti in discoteca [da sobri]

Ieri sera mi sono fatto trascinare al Macò, discoteca di Genova.
Ora partendo dal presupposto che negli ultimi anni ho maturato l'idea che le discoteche mi facciano schifo e che oltretutto odio ballare, è un dato incontrovertibile che qualunque esemplare di razza maschile vada in discoteca per rimorchiare. Nessuno escluso. C'é chi ci riesce, chi no, ma comunque lo scopo è sempre quello.
Tornando a me, ho accettato con la morte nel cuore di seguire la ciurma nel locale genovese, e devo dire che comunque il locale stesso non è male. L'ingresso è ad un prezzo onesto, non si fa coda, c'è moltissima gente, molte ragazze, la musica è accettabile [sempre tenendo conto del fatto che io odio la musica da discoteca], e l'età media è intorno ai 25 anni.
Insomma, non fosse che ormai non sono più predisposto psicologicamente per divertirmi "in discoteca" probabilmente i presupposti per passare una serata sopra le righe ci sarebbero stati tutti.
Giunto al Macò mi sono guardato intorno, i soliti standard maschio-femminili: gruppetti di ragazze in calore, maschi arrapati più o meno disinvolti, più o meno ben vestiti, più o meno ubriachi. La scala sociale all'interno di una discoteca si basa esclusivamente su tre fattori semplicissimi: look, disinvoltura, bell'aspetto.
Non si può negare che queste siano caratteristiche positive, ma nell'ambiente discotecaro assumono connotati negativi, in quanto non si vanno mai a mischiare con gli altri requisiti fondamentali del "giudizio su un soggetto".
Ma non lo si può pretendere: in discoteca si ha un contatto fuggevole, è difficoltoso persino parlare, ciò che conta è il modo di apparire.
Probabilmente non avrei di che preoccuparmi, non sono un brutto ragazzo, vesto bene seppure mai all'ultima moda [cosa che invece va per la maggiore], ma ho enormi problemi di disinvoltezza [o disinvoltura? boh]. Per carità non sono goffo, ne dò a vedere particolari segnali di malessere, ma semplicemente non mi "sento al mio posto", è come se mi sentissi un pesce fuor d'acqua. Ho notato che la sensazione diminuisce/scompare alterando gli stati della coscienza, e ciò sicuramente spiega l'elevata percentuale di ubriachi/drogati all'interno di una discoteca.
Man mano che l'effetto dell'ultimo long island diminuisce sul cervello, il malessere torna a farsi sentire, imponendo un'ulteriore iniezione di fiducia.
In base a queste considerazioni sarebbe divertente spulciare, per il mio caro autostoppista affamato di informazioni sul genere umano, tutti gli standard che si trovano in discoteca. Ma non finiremmo più, passerei ore solo a dilungarmi sull'esemplare "marpione" e sull'esemplare "ragazza che troieggia sembra non volerla dare a nessuno ma se hai una bmw qualche possibilità c'é".
Magari in futuro tornerò sull'argomento, ma la verità è che più passa il tempo più spero di non dovermi trovarei in situazioni "discoteca" perché mi rendo conto che proprio non fa più per me. Mi sono divertito ieri, per carità, ma ora per un po' preferirei starne alla larga.
Tanto si finisce sempre per non beccare mai, per bere molto, fumare tante sigarette, e trovarti con qualche amico sbronzo alle cinque del mattino a mangiare una rustichella in autogrill.

25 novembre 2005

Cercasi Bassetthound disperatamente

Bassetthound è il mio sito personale dal 2000. Lo nominai così a causa dell'insana mania che avevo [insieme con la mia ex ragazza Elena] nei confronti di quella razza canina. Il sito appunto doveva raccogliere ai posteri le nostre foto passate e future.... ma, visto il divertimento che provavo nell'assemblare pagine e metterle online decisi di allargare questo progetto e farlo diventare un piccolo punto di riferimento in rete per i miei amici.
Bassetthound ha vagato per la rete e numerosi siti possono fregiarsi di questa "etichetta", da quello dedicato alle gallerie fotografiche, a quello sulle produzioni ludiche [chi ricorda Final Stupidity?], il primo spartano guestbook e il primo forum ufficiale a 2002 inoltrato.
L'interattività era scarsa, ma il pioneristico esperimento ebbe successo. All'epoca ero l'unico fortunato possessore di una superlinea Isdn, che fustigava la mia bolletta ma mi permetteva di viaggiare sul famoso Napster a velocità insperate.
Passò così un felice periodo durante il quale la veste grafica dell'amato sito migliorò sempre di più, fino a diventare un amabile e ampio sito personale con sguardi su tanti argomenti, dalla compagnia, alla musica, all'università, ai videogiochi.... insomma di tutto un po' ma con la giusta filosofia.
La prima rubrica interattiva di successo fu "l'angolo di matte" nella quale improbabili cuori infranti chiedevano lumi all'attuale dottore in legge.
Addirittura nel 2003 venne varato un sms wall in grado di ricevere sms da qualunque portatile, innovazione che non riscosse un gran riscontro di pubblico, ma che permise alcuni messaggi storici in presa diretta.
Nell'autunno del 2003, vuoi per un grande ritorno alla vita sociale del fondatore me medesimo, vuoi per l'acquisto della mia prima stupenda macchina fotografica digitale, il sito ottenne l'ulteriore impennata di pubblico che lo rese celebre a tutti i livelli.
Perciò ritornato da uno strano capodanno nella città anseatica decisi di donare alla mia numerosa utenza un bel forum tutto nuovo. Abbandonai perciò lo spartano e monocolore spazio su forumfreezone e mi dedicai a forumfree un moderno sistema di forum gratuiti. Il successo fu immediato, un'ondata di utenza ed entusiasmo investì Bassetthound che si arricchì esponenzialmente anche di gallerie fotografiche nuove, discussioni, spam a tutte le ore...ecc...ecc...
Il brand Bassetthound era ormai affermato e, coi miei fidi collaboratori, iniziai a sfruttarlo per organizzare feste e raduni spesso anche molto riusciti, sotto l'etichetta Bassetthound Party.
Sull'onda di quell'entusiasmo iniziai a lavorare ad un portale in php che permettesse la totale interattività tra l'utenza e il sito, fino a quel momento in statico html. Progetto che portai a termine a Novembre del 2004, creando da solo soletto uno splendido ed interattivo portale denominato Bassetthound "The Community Website".
Purtroppo il portale durò molto poco, perché in pochi mesi subì diversi attacchi hacker, che ne causarono la chiusura [forzata], e il forum continuò ad essere l'unica zona in perenne attività di tutto il sistema Bassetthound. L'amico Ema, ottimo webmaster in quattro e quattr'otto crea un nuovo sito per supplire all'assenza del precedente. Il sito in Mambo è davvero bello, ma viene scarsamente sviluppato da me a causa della scarsa attenzione del pubblico al di fuori del forum.
L'aumento dell'utenza e dell'attività non fu però sempre "rose e fiori", essendo il forum stesso luogo di confronto su svariati argomenti, e spesso di sfottò [bonario], spesso si presentarono momenti di tensione tra gli utenti stessi, ed altre volte nei confronti dell'amministrazione.
Ed eccoci al 2005, un anno durante il quale il forum ufficiale arriva a toccare i 100 utenti, ma con momenti di stallo nell'utenza per quel che riguarda le discussioni e la voglia di partecipare. Soprattutto il cambio generazionale che si verifica causa un diverso modo di rapportarsi [dovuto anche al minor grado di conoscenza reciproca tra gli utenti vecchi e nuovi] al forum. Troppo lungo e complesso da spiegare.
Preso atto che la situazione andava appiattendosi decido, con una fulminea incursione di chiudere tutto in corrispondenza del giorno della laurea del bassetthound storico Matteo. Durante questo vuoto si prende a lavorare al nuovo portale che dovrebbe rivoluzionare l'idea di Bassetthound trasformandolo in qualcosa di enormemente più grande e complesso di un "forum tra amici". Purtroppo enormi difficoltà di percorso stanno rallentando i lavori, e l'apertura prevista per metà Novembre è slittata a data da destinarsi. E il vuoto si vede e si sente, per chi come me era abituato a passare gran parte della propria vita internetnauta sugli spazi Bassetthound.
In conclusione, ci sarebbero molte altre cose da raccontare, perché quello che cinque anni fa era solo una mia idea è innegabilmente diventato un marchio conosciuto, che nel bene e nel male ha fatto parlare di se, segnando, facendo parte, raccontando, gran parte della nostra storia recente, al di là dello schermo del computer.

24 novembre 2005

Centrino si, ma non da tavolo.

Volevo un mac, ma i portatili mac costano una fucilata.
Sono fatto così ho le mani bucate. Quando tra il 1999 e il 2002 lavoravo a tempo pieno ho fatto a tempo a dilapidare tutte le mie sostanze con due pc, un motorino, una macchina, e svariati aperitivi e cene offerti alla fortunata di turno.
In questi giorni sto riprendendo l'attività a pieno regime, riassunto il ruolo di Agente in HDI e con alcune interessanti pratiche legali da seguire, ho il portafogli in futuro rigonfiamento. Ed io che faccio? Ancora prima di incassare, spendo. Sono preventivo, come Bush.
E così oggi pomeriggio vado a ritirarmi il mio bel Centrino nuovo fiammante. Godereccio, godereccio, godereccio.
Sono ancora indeciso se sputtanarmi così subito uno stipendio. Ma lui è lì, fiammante, con la sua borsa nera, wifi in ogni suo angolo, mi masterizza pure i Dvd.... insomma orgasmatico.
Mi ci vedo sull'intercity a giocare a Total War con le cuffiette, mentre il povero bimbo di turno deve usare il gameboy. Nerd nel midollo. Ma che devo farci, è la schiavitù degli oggetti: come dice Dani, ormai sono sottomesso al sistema. Intanto ho il Centrino però!!!!!!

23 novembre 2005

Venticinque anni fa....

Venticinque anni fa il terremoto dell'Irpinia. In ottanta secondi intere città sono scomparse, coi loro abitanti. Credo che la maggior parte di voi non possa neppure immaginare la devastazione che questo cataclisma si è portata dietro.
Le scosse sono continuate per tutta la fine dell'80, era uno degli inverni più freddi di sempre. A Febbraio del 1981, quando nacqui io, i miei genitori mi portarono via in fretta e furia dall'ospedale di Avellino perché numerose scosse colpirono la zona. Non so perché lo fecero, col senno di poi, perché se non era costruito in maniera antisismica l'ospedale di Avellino, non lo era neppure la nostra casa.
Le scosse avevano già distrutto la casa di mia nonna e il mulino di mio nonno, la chiesa dove si erano sposati nel 1978 i miei genitori, e tanto altro.
Della mia infanzia "giù" ricordo sempre tante tante tante macerie. Ed ancora oggi quando vado a trovare la mia famiglia scopro che a distanza di venticinque anni ancora qualcosa non è stato ricostruito. La camorra, i privati, i politici, si sono "fottuti i soldi".
La cosa particolarmente triste è che molti centri abitati furono abbandonati contestualmente al terremoto. L'Irpinia pullula di paesi fantasma. E questi paesi pericolanti sono stati sostituiti dai "nuovi", piccoli agglomerati di edilizia in tufo senza anima nè storia.
Il capoluogo invece si è ripreso, Avellino è una bella cittadina, tranquilla, pulita, poco trafficata ma comunque vitale. I giovani però sembrano voler per forza scimmiottare ciò che è trendy proveniente dal nord, soprattutto le ragazze.
Ma l'allegria, la coscienza della precarietà, e la capacità di arrangiarsi sono un po' la forza del sud. Sono orgoglioso di avere sangue meridionale, gente che non si abbatte mai, e che prende tutto con molta [troppa?] filosofia.
E poi devo dire la verità, come si mangia "giù" non si mangia da nessuna parte. I migliori vini [l'aglianico, il fiano di avellino, la falanghina], le migliori mozzarelle, la pagnotta che "sa di più", e la nonna che sa cucinare con amore.
Si vive quieti, forse troppo per chi come me è cresciuto al nord.
Mio nonno sostiene che l'Irpinia sia denominata "la piccola Svizzera", io non ci credo, ma quando in primavera passeggi tra le colline di un verde particolare, e a Natale ti affacci alla finestra e vedi tutto coperto di neve un po' puoi cedere alla tentazione.

21 novembre 2005

L'estratto conto conta, eccome se conta!

Inseguo la laurea in legge dal 1999. Ora che l'ho quasi raggiunta spero di trovare un lavoro che mi gratifichi e mi faccia guadagnare bene.
In questi anni ho fatto un sacco di lavori di merda, dall'addetto alla sicurezza, al commesso di supermercato, tanta fatica e pochi soldi guadagnati.
Ora probabilmente riprenderò da dove ho lasciato tempo fa, come consulente previdenziale col surplus della pratica di avvocato: e cazzo sti mille euro al mese me li sono meritati tutti!!!!
Non sono tanti, ma per iniziare non sono male. Mille euro. Duemilionidifottutelire. Fanculo tutti, non vedo l'ora di averceli in tasca porca zozza!!! I primi due mesi me li sputtano alla grande: una cenetta alla Darsena, un bel regalino alla mia dolce metà, qualche giorno in montagna. Poi pian piano il pc portatile, il televisore al plasma, e chissà, una bella macchina nuova più avanti.
Cazzo cazzo cazzo. Caro il mio autostoppista spaziale, diceva bene il cantante dei 2Novembre: "il lavoro Mobilita l'uomo". Ed io sono felice di mobilitarmi di nuovo.

20 novembre 2005

Non aver paura di fare qualche progetto.

La frase l'ho pescata da una bellissima canzone dei Karate.
E racchiude un sacco di cose: la paura insita che c'è in ognuno di noi di progettare il nostro domani in qualcosa che sia un po' più impegnativo di alzarsi la mattina e cazzeggiare.
Alcune cose le so. Che nella vita non si incontrano tante persone con le quali poter dire "ecco questa è quella giusta per me", e farsele sfuggire per immaturità è una coglionata.
So che per essere felici ci vuole l'amore, ci vuole la realizzazione nel lavoro, ci vogliono i soldi.
Tutto va curato, dal se stesso al conto in banca, al tempo libero. La vita è un'attenta ricerca di equilibri.
O forse questo è solo l'ideale borghese di vita.... ma non perché sia borghese non deve essere necessariamente quello giusto.
L'importante è non farsi avvolgere dalle spire del sistema. Operare nel sistema con razionalità e self control.
Bé ci sono tante cose che devo fare a breve giro di boa: qualche bel viaggio e smettere di fumare.
E poi potrò fare qualche progetto un po' più a lungo termine.

18 novembre 2005

Due De Niro non fanno una Ventura?

Robert De Niro è uno dei miei attori preferiti, interpretazioni come quelle di Taxi Driver, Il Padrino, Cape Fear, e persino Risvegli, lo hanno inserito nel mio olimpo personale di attori "irripetibili".
L'altro ieri sera il buon Bob è andato in onda con due film in contemporanea su Canale 5 e su Rete 4, rimanendo comunque surclassato dagli ascolti de "l'isola dei famosi" di Simona Ventura.

Su Canale 5 andava in onda il divertente "Ti presento i miei", pellicola da considerare tutt'altro che memorabile, nella quale De Niro ha un ruolo caricaturale di un padre di famiglia piuttosto "apprensivo".

Su Rete 4 invece è stato trasmesso, sempre con De Niro, "Il Cacciatore", capolavoro di Micheal Cimino che è valso 5 premi oscar, tra cui il miglior attore non protagonista Christopher Walken.
Nel Cacciatore tre operai americani partono per il Vietnam e tornano mutilati nel corpo e nello spirito, sottrattisi alla prigionia vietcong attraverso una sadica roulette russa.. gioco che poi costerà la vita ad uno di loro in una squallida bettola di Saigon.
Un film sul Vietnam che si astiene dal dare giudizi politici ma che si basa sulla crudezza di immagini forti e dirette, con flash paradossali di un mondo che è precipitato nell'orrore.
Una di quelle pellicole, insomma, che qualunque cinefilo mette nell'archivio dei "film memorabili".

Naturalmente io non pretendo che lo share televisivo di Rete 4 con un film di Micheal Cimino degli anni 70 possa superare il reality "l'isola dei famosi" ma sono divertito dai trionfalismi del Tg2 quando gongolante afferma "Due De Niro non fanno una Ventura".
E se due De Niro veramente non fanno una Ventura, e ci permettiamo addirittura di affermarlo con convinzione, allora vuol dire che è la televisione ad essersi sparata in testa in una assurda roulette russa, e a noi non resta altro che guardarne il cadavere inerte ed insanguinato.
"l'orrore, l'orrore".

17 novembre 2005

Empirismi sull'allocazione delle mie giornate e piani di risanamento.

Giunto al quarto di secolo il buon M.D. si sente le pile un po' scariche: ma cosa ha fatto in tutti questi anni? Un mucchio di cose, proviamo con degli empirismi ad estrarre valide statistiche.

Finora ho vissuto la bellezza di 9119 giorni per un totale di 218.856 ore.
Ora valutiamo le mie attività giornaliere.
Incredibilmente a conti fatti ho passato almeno un terzo della mia vita nel letto a dormire: 2900 giorni!
Per mangiare e fare colazione ho impiegato solo 380 giorni, e non si capisce come abbia fatto a mettere su tutti quei chili negli anni, anche se probabilmente avrei dovuto soffermarmi di più in bagno: solo 127 giorni.

E lo studio? Quasi quanto il tempo speso in bagno, 200 giorni!!!!! E questo spiega perché io non mi sia ancora laureato. 3000 giorni a dormire e solo duecento sui libri!
Fare sesso... a conti fatti l'attività preferita di tutti gli uomini mi ha impegnato per soli 28 giorni. Certo ventotto giorni intensi!!!!!! Mentre i giorni dedicati al provare a fare sesso sono stati più o meno (4000-21), cioè tutti i giorni della mia vita meno i primi quattordici anni e i giorni in cui effettivamente l'ho fatto.
Il tempo speso a cazzeggiare davanti al pc è di 300 giorni, cosa che fa riflettere alquanto, soprattutto visto in paragone alle giornate di lavoro: solo 92!
Con gli amici invece ho passato intorno ai 340 giorni, che non è male.

Bé tirando un po' le fila della situazione e tralasciando le mille altre variabili [quanti giorni passati dicendo cazzate, quanti guardando partite di calcio, quanti con il fai da te, portando a spasso il cane, guidando.....] che ci sarebbero da calcolare si possono trarre alcune conclusioni per un'allocazione migliore delle mie risorse.
devo dedicarmi molto di più al sesso
sottraendo anche solo la metà del tempo passato a cazzeggiare davanti al computer e accorpandolo allo studio mi sarei già laureato due anni fa
devo andare a lavorare
dovrei uscire meno la sera e dormire di meno
Ma guardando queste poche massime mi rendo conto che non c'era assolutamente bisogno di alcun calcolo scientifico: a parte il punto 1 sono cose che mia madre mi dice da anni!!!!!! Che grande scienziata è quella donna, riesce a fare statistiche "ad occhio e croce" perfettamente azzeccate!! Santa donna!!
Ecco quindi dimostrata un'altra tesi abbastanza autoevidente: le donne hanno sempre ragione ma tendono a voler peggiorare il tuo tenore di vita.

16 novembre 2005

I divertenti pressappochismi di un sotuttoio.

Internet è uno strumento conoscitivo potentissimo.
Una connessione alla rete oggi vuol dire anche "un sapere enciclopedico" a nostra disposizione... ma ci sono delle controindicazioni.
Il signor Tizio è su un forum, a lui piace intervenire ogni volta come quello che sa sempre tutto, ma in realtà va a "guglare" [usare google]. Tizio si imbatte in un thread di discussione su "Paralipomeni della Batracomiomachia", naturalmente pensa: "cazzo, non posso astenermi dal mostrare quanto io sia colto", allora gugla, scrive ed ottiene circa 1450 siti da consultare.
Al primo risultato già riesce ad estrapolare questa informazione: "è un'opera di Giacomo Leopardi"... poi Tizio si imbatte in alcuni Blog e nell'edizione integrale del testo che naturalmente non ha nè il tempo, nè la voglia di consultare. Perciò prosegue, e alla fine della prima pagina trova quello che cerca: un commento all'opera con riassunto ed interpretazioni. Prende sommariamente le informazioni che gli servono e prepara il suo intervento sul forum con attenzione, non trascurando di mascherare la guglata, inserendo una sorta di mix tra reminiscenze culturali e visione interpretativa personale.
Insomma il nostro buon Tizio spara fuori dal bulacco, millantando di conoscere da sempre i "paralipomeni della batracomiomachia" e per di più di averne data un'interpretazione propria ad esempio guardando la lotta tra i granchi e i topi nel regno di Topaia in una chiave strettamente attualistica.
Questo esempio un po' romanzato non è molto lontano dalla realtà: chiunque ha incontrato spudorati guglers. Culture storico, musicali, letterarie, cinematografiche al limite del possibile, informazione sull'attualità a livello ansa, in pratica il sotuttoio con l'avvento di internet ha raggiunto il proprio nirvana.
Ma non trovate che cotesto genere di persone sia insopportabile? Li si vede gongolare del loro sapere attraverso tutta la rete, per poi spostarsi fuori e colpirti con le loro paginate di google anche al bar davanti ad una birra.
Smascherare il gugler è molto semplice, innanzitutto il suddetto personaggio si autosgama pressocché sempre: primo perché sa tutto o quasi, e secondo perché il suo sapere corrisponde normalmente alla prima paginata di ricerca di google!!!!
Andate sul vostro forum preferito.
Provate nella sezione musica ad inserire un thread su gruppi come i Neù [kraut rock] che se non ai veri cultori sono per di più sconosciuti.
Il gugler non potrà resistere: e in pochi colpi di click si troverà davanti la recensione di Onda Rock prendendone spunto a piene mani nelle proprie risposte. I più spudorati vi citeranno persino la canzone Hallogallo...

Ma dove sono i divertenti pressappochismi del sotuttoio?
Bé il divertente è la cultura copia-incolla che inevitabilmente ci si ritrova seguendo questo metodo in maniera frettolosa. Una ricerca ben fatta richiede la consultazione di parecchie fonti per ottenere un quadro ben definito dell'argomento.
Penso ad esempio al caso di un utente di un forum che frequento che, nella foga di controbbattere la tesi filocomunista di Rainews24 sull'utilizzo di armi chimiche nel bombardamento di Falluja in Iraq da parte delle forze Usa si fa la sua rapida guglata. E che ti becca? Un Blog sul quale l'autore smentisce [in maniera molto opinabile] l'utilizzo del fosforo bianco se non a scopi "illuminativi" in Iraq. Il Blog in questione però è quanto di più filoamericanguerrafondaio si possa trovare sull'argomento.
Così il nostro gioiello di genialità se ne esce con ste tesi campate in aria, che se fossi un cittadino di Falluja gli riempirei di fosforo bianco [terribile ustionante] il cassetto della biancheria.

Insomma l'utilizzo della rete si presta a pressappochismi. Ricercare e conoscere non vuol dire procedere col copia incolla, ed io sono giunto a conclusione che questa pratica reiterata da milioni di utenti sia una dimostrazione di stupidità inequivocabile. Ed in certe situazioni mi fa sorridere.

15 novembre 2005

Una tartaruga di 175 anni (condifente di Darwin)

La notizia è questa...
Immaginatevi quante cose potrebbe aver visto e vissuto in tutto questo tempo un essere umano.
L'autostoppista spaziale [molto longevo per natura] si chiede: "com'è possibile che l'uomo, dominatore della terra viva meno della metà di una semplicissima tartaruga?". In effetti è una domanda lecita. E la risposta è scontata quanto fulminante: "l'uomo non è il dominatore della terra" ma un semplice elemento all'interno dell'enorme ecosistema, sottoposto irreversibilmente a tutte le regole che lo compongono.
L'uomo non può sconfiggere la morte [anche se può ritardarla], l'uomo non può domare i cataclismi [anche se può prevederli], né rigirare a proprio piacimento le leggi della natura.
Ma ci prova, appunto perché "l'autocoscienza" della propria limitatezza lo spinge a cercare di svincolarsi dal giogo delle regole.
La fantascienza però la lascio ai sognatori, anche se ne sono appassionatissimo, in quanto l'unica cosa che mi appare evidente è il processo di autodistruzione della razza umana avviato già da un bel po', cioè dal principio.
L'impatto che la razza umana sta avendo sul pianeta è controproducente, fino al punto nel quale a breve [100 anni? 1000, 100000 anni? nell'ottica dell'universo è una briciola nel tempo] tutto imploderà.
L'autostoppista pensa: "bé nessuno se ne accorgerà, l'universo ha miliardi di anni, miliardi di pianeti e di razze, e la stessa parola "miliardi" è limitativa perché l'universo non si può "contare". Perché dovrebbe essere particolarmente interessante una razza che ha concentrato tutto il suo splendore/orrore in 3000 anni? "
"La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perchè e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda: "Come facciamo a procurarci da mangiare?", la seconda dalla domanda "Perché mangiamo?" e la terza dalla domanda: "In quale ristorante pranziamo oggi?"
Torniamo alla tartaruga. Oggi le hanno dato una doppia razione di torta. Avrà pensato "Cristo Dio delle Tartarughe, 175 anni in AUSTRALIA, mi sono persa tutto dalla nascita del Jazz, allo sbarco in Normandia e SULLA LUNA, e persino il periodo hippie e Jimi Hendrix. E tutto ciò solo perché ho vissuto in Australia! Avrei dovuto nascere leone marino, almeno a Monterey si può surfare.....".
E un uomo quante ne avrebbe potute combinare in 175 anni: grandi avventure, ottime letture, musica, amori, lavori strani, telegiornali faziosi, e così via.
Io probabilmente avrei provato a scopare più di Mick Jagger, ma forse per uno come me sarebbero serviti dai 250 ai 600 anni.
L'autostoppista galattico interviene, e scorrendo il bignami della "Storia dell'uomo", esclama: "però cazzo, vi siete impegnati a far bordello in questi 2000 anni eh? Cioè breve tempo, ma ve la siete spassata alla grande!".
Ed io rispondo: "si porca puttana, essere uomo è una gran figata"
Alché il mio ospite controbatte: "e la donna?"
"bè caro il mio autostoppista: la donna cucina, rammenda i calzini, sforna e mantiene i figli. E' come dire, una razza inferiore adibita a mansioni che l'uomo non ha tempo nè voglia di svolgere.... ma di questo ti racconterò tutto nella prossime puntate!!!"

14 novembre 2005

Processo di antipatizzazione

Processo di antipatizzazione
Essendo una persona molto negativa e con una personalità molto forte in tempi brevi riesco a farmi odiare dagli individui del mio stesso sesso quando hanno determinate caratteristiche.
La cosa mi dà molto gusto, e mi diverte. Prendere posizioni discutibili e scomode. Dire le cose senza filtri. Andare contro corrente. Comportamenti simili spesso possono creare delle inimicizie: "ma chi si crede di essere quello????".
E' un gusto perverso lo so, ma sono fatto così.
Ad ognuno le proprie piccole soddisfazioni materiali. C'è chi si compra vestiti, chi colleziona automobili, io archivio ragazzetti decelebrati che soffrono nel vedermi gongolare della mia superiorità intellettuale.
....
...
Cascati eh??? Eh eh è così che io faccio sclerare la gente.
Ma ormai come ho smesso di pestare giocando a pallone, così non colpisco più con la parola. Ho iniziato a scrivere su questo blog appunto perché non ho più voglia di discutere ma solo di raccontarmi un po'. Senza bisogno di feedback.
Che poi è divertente, dei miei 150 contatti tra amici, conoscenti, netgamers, almeno un buon 30% entro due giorni dalla pubblicazione del mio blog hanno rivalutato i loro msn spaces abbandonati da mesi. Faccio tendenza???? Ah ah ah ah....
Bé cari miei, se volete essermi alternativi NON BLOGGATE... ah ah ah. buona giornata mondo, e che ti vada di traverso!

13 novembre 2005

"Così fan tutte" e situazioni paradossali

No, il film di Tinto Brass non c'entra. Ieri infatti ho tirato fuori il vestito buono, e con la mia dolce metà mi sono recato al teatro Carlo Felice di Genova per presenziare alla prima dell'opera di Mozart.
Sono rimasto davvero folgorato: mi aspettavo uno spettacolo noioso ed incomprensibile. "Così fan tutte" invece è divertente, semplice, moderno. Una travolgente commedia sull'amore e sul tradimento.
La cosa che mi ha lasciato maggiormente a bocca aperta sono state le scenografie, la maestosità, la dovizia di particolari, la profondità [non si percepiva alcuna bidimensionalità dei fondali!!!!!!], e l'incredibile velocità con le quali queste venivano cambiate.
Insomma, i costumi, gli attori, le scenografie, gli effetti, e il teatro stesso, rendono l'opera uno spettacolo unico e assolutamente da non perdere.

Ma le situazioni paradossali? Bé è quasi un volo pindarico. Sono considerazioni che mi vagano per la testa da un po' di giorni a questa parte.
Un ventiquattrenne come me a seconda delle proprie frequentazioni si trova spesso a contatto ed in bilico tra diversi stili di vita.
Per ogni cosa c'è un suo tempo, ed io credo, fortunatamente, di averle fatte "al tempo giusto". C'è un tempo per le sbronze, c'è un tempo per le trasgressioni, un tempo per fare le cinque del mattino, un tempo per essere maturi, un tempo per pianificare, un tempo per lasciarsi andare agli eventi.
Ma maturità significa sapere miscelare tutto nella giusta dose, soprattutto per riuscire a combinare i vari ingredienti che rendono la vita "completa". Non è facile, e forse riuscirci vorrebbe dire essere definitvamente "cresciuti" ma lasciarsi trasportare dagli eventi e da ciò che è più "divertente" spesso significa trascurare cose importanti.

Sarà che sono troppo normale, o che ho dei modelli di vita che mi rendono equilibrato in certe decisioni. Ma il mio universo si è livellato su determinati standard. Anche i miei standard di "divertimento" sono cambiati notevolmente, e spesso mi trovo in quelle famose situazioni paradossali che seppure danno pepe alle giornate mi fanno rendere conto di quanto siano fuori luogo determinati atteggiamenti.

Ho voglia di fare ancora un sacco di cose, ma che siano interessanti, divertenti ma intelligenti. Poi ogni tanto anche trasgredire un po' può far parte del gioco, ma nel mio caso ho la sensazione che partecipare a determinate manifestazioni di socialità sia più un dovere [appunto] sociale, che un piacere vero e proprio.
Forse perché quello che ho già fatto a diciotto anni ormai non mi diverte più, forse perché ho la ferma convinzione che avere quasi venticinque anni ed essere ancora in casa a spese dei genitori mi rende conscio che non sono un ragazzino e non posso più permettermi di comportarmi come tale, o forse perché è insito in me il "non adagiarmi" sulle strade percorse da altri.
Questo è il mio modo di sentire, in relazione al mio modo di essere, perché, caro il mio autostoppista spaziale, quello che imparerai degli umani è che non ne troverai mai uno uguale all'altro.

12 novembre 2005

Grandi aspettative e piccole soddisfazioni

A volte capita di organizzare qualcosa di molto bello, sbattersi, e poi quando arriva il momento rendersi conto che è passata la voglia di fare qualunque cosa. Non perché non se abbia voglia veramente, ma perché le reazioni degli altri ci deprimono.
Spesso capita di rimanere delusi dalle "grandi aspettative".
Un mio caro amico dice ricordati di mirare sempre in basso non rimarrai mai deluso citando un po' Homer Simpson. E' paradossale ma -quasi- vero. A volte infatti dal non aspettarsi niente si ottengono le piccole soddisfazioni che rendono una giornata piacevole.
Impossibile però riuscire nell'intento. Siamo fatti così: abbiamo grandi aspettative.
Bisognerebbe fare come i filosofi greci, cercare di ottenere quello stato mentale positivo nel quale comunque "tutto è guadagnato" e "di niente c'è davvero bisogno". Ma poi in fin dei conti magari non ci credevano neanche loro.

11 novembre 2005

[11/11 parte seconda] La guerra dei mondi, a mie spese

Un secondo intervento sul Blog in 24 ore? Si perché questa è bella.
Parliamo di telefoni cellulari, oggetti cult della nostra Epoca.
Antefatto, per poter fare il servizio You&Me con Vale ho deciso di convertire il mio numero da Tim a Omnitel, era il giorno 12 Ottobre.
Oggi a distanza di un mese NON SOLO non ho ottenuto il trasferimento di gestore, ma il mio cellulare sembra essersi arenato in una specie di limbo [non il ballo] nel quale alterna momenti di Tim, momenti di Omnitel e momenti di nulla. Insomma, sembra stiano combattendo intorno al dominio del mio telefono, senza che nessuno riesca a prevalere definitivamente.

Parliamo di TIM. La grandiosa compagnia telefonica ha delle tariffe da far drizzare i capelli, 25 Euro durano si e no 4/5 telefonate di 3 minuti, ma per rabbonirti ogni tanto ti regalano dieci sms gratis: si ma porca puttana intanto mi inculate 25 euro per fare due telefonate di merda! Quattro anni di opzione Autoricarica: ma vuoi dire che con tutti i soldi che ho speso non sono mai riuscito a raggiungere il bonus per ottenere i 3 euro di autoricarica? Cazzo è improbabile, eppure....

Omnitel invece FA LE OFFERTE. "Spendi SEICENTO!!! euro in un mese e te li rimborsiamo noi!". Cioè secondo queste menti bacate qualcuno comprerà SEICENTO EURO di ricariche e si metterà a chiamare persino l'892 892-ma rispondono i due froci?- pur di riuscire a spendere tutti quei soldi? Ma che cazzo di offerta è?

La pubblicità. Geniale. Innanzitutto quella faccia da bocchinara di Megan Gale. Che utilità ha? Sono anni che dice solamente "è tutto intorno a te", cos'é handicappata? E soprattutto cosa farà quando la vodafone non la vorrà più negli spot? Pubblicità ai girotondo? Film porno? Se ci avete fatto caso la sua parte nelle pubblicità è sempre più marginale... il protagonista la incontra, invece di chiederle il numero di telefono si fa dire semplicemente il solito slogan e se ne va felice [e non incazzato come una belva visto che gli hanno soppresso il volo]. Poi si tira una sega nel bel mezzo di un aereoporto guardando nel videofonino una baldracca che fa lo strip. E' la sua ragazza? Ha chiamata un servizio erotico della Vodafone?

Ma soprassediamo tariffe e spot. I servizi millantati. Allora la signorina della omnitel mi ha rilasciato un simpato folder dove campeggiava un numero di telefono: CHIAMA QUI PER SAPERE INFORMAZIONI SUL TUO PORTING. Chiamo. "il servizio è momentaneamente inattivo, chiami tra quarantotto ore"...... Momentaneamente inattivo? Quarantotto ore? Che cazzo è successo, napalm nel call center? Un'epidemia di peste?

Altro punto critico. I punti Omnitel. Per riuscre a parlare con un addetto in carne ed ossa c'é sempre una coda di almeno mezz'ora. Li vedi, sono lì, si locciano in discorsi inutile mentre tu devi solo chiedergli una stronzata di un secondo. Ma aspetti, aspetti, aspetti. Arrivi al tuo turno sudato e incazzato. Poi scopri che quelli ne sanno meno di te. Una ho provato a spiegarmi la faccenda della super-ricarica: manco fosse una teoria di Nietzche! Non ho capito un cazzo.
E poi scusatemi, fanno la pubblicità con Megan Gale, inutile ma bona, e metteteci delle fighe in negozio! Uno aspetterebbe il proprio turno più pazientemente.
Al centro Tim invece c'è sempre una buona percentuale di ragazze carine, che sia una politica aziendale? "li attiriamo con le fighe, li inculiamo con le tariffe".

Torniamo infine al nocciolo. Io vorrei solamente riuscire a telefonare alla mia ragazza a 7 centesimi di euro al minuto, e autoricaricarmi una volta nella vita.
All'oggi non posso ricaricare perché se ricarico Tim appena mi fanno il porting mi succhiano via i soldi [col cazzo piuttosto mi taglio una palla], con Omnitel non posso ricaricare perché la mia scheda a fasi alterne, NON ESISTE!

Insomma la guerra dei gestori ci fa andare di mezzo solo una persona: IO!!! Altro che danni collaterali, mi sembra di avere un enorme cartello sulla schiena con scritto: "il culo è lì!".

Vi racconto la più tragica. Nel 2000 mi comprai un enorme cellulare a 100.000 lire, con 50.000 lire di traffico incluso... immaginatevi il ravatto. Però c'era l'inghippo: era sponsorizzato BLU. Non una boyband ma una Compagnia Telefonica. La Blu mi garantì un servizio discreto per un annetto, poì andò in fallimento, chiuse i battenti e si succhiò il mio credito!!!!
Dopo un po' di tempo venni contattato da un residuato dell'implosione della BLU. Il poverino era sopravvissuto all'epurazione del call center, e tapino, chiamava con coraggio tutti gli ex clienti per chiedere se avessero voluto "una scheda WIND in cambio"... Io risposi: "e mandamela, al limite la uso per pulirmi le unghie".
Ma il Residuato la scheda Wind non me la mandò mai. Forse venne ripulito prima di poter portare a termine la sua ultima missione. Forse passò al nemico. Nessuno lo seppe mai.

So solo, caro autostoppista spaziale, che su questa terra devi stare all'occhio. Perché siamo in guerra: e occhio agli effetti collaterali!!!!

Essere comunisti è trendy ma mai quanto essere stronzi.


Essere comunisti fa trendy ma mai quanto essere stronzi
Ormai tra Celentano, la satira impazzita e censurata, il Berlusca che cola a picco ogni giorno di più, la sinistra rialza la testa. Peccato che a guidarla ci sia quel broccolo di Prodi: prevedo grasse figure di merda con lui al potere.
Naturalmente come vi esponevo in qualche intervento precedente nell'ambiente adolescenzial-alternativo fa moda essere di sinistra, anzi fa moda sbandierarsi di sinistra. Molti però non capiscono che c'è una bella differenza tra l'essere comunista e l'essere di sinistra.
Io mi ritengo un intellettuale [nel senso che ogni tanto PENSO] di sinistra. Ma è una posizione esule dalla politica odierna: ha delle radici storiche. Ora potrei iniziare a sciorinarvi tutte le motivazioni per le quali il mio credo pende più a manca che a destra ma sarebbe uno sbandierare, pratica che aborrisco.
Ai soliti rapallini -stereotipo che l'autostoppista spaziale deve assolutamente evitare- risponderò che sono di sinistra perché sono povero, perché mi sta sul cazzo la destra, perché mi sono stufato di sentire i figli di papà che nonostante la pappa pronta riescano a sostenere che "chi ha valore avanza". Sono allibito dal vedere quarantenni sballottati dalla legge Biagi in preda a raptus interinali con tutto quello che ne consegue.
Insomma è un sistema che ha tante sfaccettature che mi fanno schifo, e perciò sono sovversivo. Ma sono sovversivo con criterio.
Per esempio trovo che sia ignoranza l'odio nei confronti di determinate istituzioni.
Credo nel lavoro delle forze dell'ordine, della magistratura.
Chi si professa anarchico per me è solo un beota che non ha i piedi per terra, ignorante sulla natura dell'uomo e della società.
Legalizza lo spinello? Ma che cazzata. Certo, l'uso medicinale ha un valore e va studiato e spronato.... ma al di fuori di quello che senso ha spronare sti cazzoni finto alternativi a sballarsi col fumo? Le canne ce le siamo fatte tutti... ma a tutto c'è un limite.
Sono discorsi che andrebbero affrontati uno per volta, ed essendoci lo spazio e il tempo credo che lo farò pian piano. Anche perché, affrontare temi spinosi come le droghe leggere, le forze dell'ordine, in maniera così superficiale è un delitto.

Ma ritorniamo al titolo.
Assodato che sbandierarsi comunista fa figo in questo momento storico [o forse è sempre stato così per darsi toni ai vernissage?] come è possibile che il personaggio più alla moda sia sempre lo stronzo? Il mondo ne è stracolmo, ovunque.
Stronzi ovunque, stronzi al potere che giocano con la costituzione come se fosse un fumetto porno, stronzi allo stadio, enormi stronzi ad insegnare nelle università, e poi miriadi di stronzi per le strade, ognuno con la sua stronzaggine particolare.
Io ne ho viiiiiste cose che voi umani......
Gente che spende e spande i soldi nelle maniere più assurde [ma i soldi sono di papà, tu non fai un cazzo DEFICENTE!].
Ho visto gli amiconi che poi segretamente avviano una fitta corrispondenza per fotterti la ragazza: roba che se poi la bugna dovesse scoprirsi capisci perché nel mondo si sprecano le coltellate.
Stronzi che se ne sbattono il cazzo di quanto tu ti faccia il mazzo per campare, cercheranno sempre di prevaricarti.
Gente che gode delle disgrazie altrui.
Insomma stronzaggine ovunque, che pervade il mondo.
E poi ci sono gli scemi come me. Pure di scemi ce ne sono tanti. Ma invecchiando pian piano si impara ad essere diffidenti, ad avere sempre "una mano sul culo che non si sa mai". Si impara forse ad essere stronzi.

Alla fine dei conti io credo, che tra milioni di persone siamo tutti estranei, ma che nessun uomo è un'isola.
Di conseguenza penso sia cosa buona e giusta crearsi un circolo ristretto di affetti, di fiducia, di amicizie incondizionate.
Perché quando si è piccini si spera di aprirsi al mondo, quando si cresce si lavora per difendere il proprio "piccolo-mondo".
Visione provinciale? Pessimistica? Stronza? Può essere ma sfanculare tutti e farmi sfanculare è una mia prerogativa.
"Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato".

Caro il mio autostoppista spaziale, "è un mondo difficile" diceva Tonino Carotone.

10 novembre 2005

Come ti mando in sbattimento il testimone di Geova

Se alle otto e mezzo del mattino ti squilla il campanello di casa pensi solo a cose veramente tragiche. Una fuga di gas, un incendio, ti aspetti di trovare tua madre con il volante della TUA macchina in mano, o la piacevole sorpresa della tua ragazza che torna prima da Milano e si presenta a casa con interessanti programmi per il futuro immediato.
Invece no, sono due testimoni di Geova di mezza età. Pervase dal desiderio di catechizzare il mondo conosciuto con la loro fede ferrea e le loro risposte, che guarda caso, sono tutte scritte nella Bibbia [altro che il megacalcolatore Pensiero Profondo!!].
Mi sento antipatico e malmesso dal momento in cui apro la porta, vado in un'escalation violenta impensabile.
A bruciapelo:
"il mondo va verso l'autodistruzione, lei dove trova le risposte a tutte le domande?"
"io sinceramente ho problemi anche seri come il lavoro, i soldi, la casa..."
"ma non pensa ai grandi problemi del mondo? non crede che ci stiamo allontanando dalla parola di Dio?"
"mah sinceramente io sono ateo, cioè non proprio ateo ho un mio credo personale" [bugia, ma mi andava di iniziare a buttare giù pesante].
"Tutte le risposte sono nella Bibbia, le istruzioni che Dio ha lasciato agli uomini!!!"
"Bé lei le ha trovate nella Bibbia, ma c'è chi le trova nel Corano, in altri mille testi sacri...."
Le Geova sono due, la Catechista che ha parlato fin ora e un'altra più simpatica che se ne sta nelle retrovie.. a questa mia ultima affermazione la Catechista si infervora:
"MA LA BIBBIA é PIU' REFERENZIATA!!!!"
"ah bè ma scusi cosa stiamo a guardare la meritocrazia dei testi sacri, mi fa la hit parade?"
Attimi di panico...poi si riprende, la Catechista è una tosta...
"Le lascio questi due opuscoletti di "Svegliatevi" molto belli, li legga con attenzione"
Qua mi butto sul pesante...
"uh Svegliatevi, proprio quello che non vorrei fare io alle otto e mezzo del mattino. Comunque secondo me per voi è controproducente girare con quelle rivistine, sono FAZIOSE e malfatte."
Alché la Simpatica sullo sfondo perde il controllo.
"FAZIOSE le nostre riviste???? MALFATTE??????", quasi arrabbiata..... ma non mi dovevano CATECHIZZARE?
"Bé innanzitutto tirano sempre l'acqua al loro mulino, fanno vedere sempre le foto dei bambini belli e buoni e colorati e tutti leggono la bibbia, tutti assieme, una visione orribile!"
"Ma sono fatte apposta per quel motivo, far capire l'importanza della BIBBIA!"
"Appunto sono fazione, mi scassano!"
La Simpatica molla, inizia a mostrare segni di impazienza mentre la Catechista ci riprova, mi legge un articolo per dimostrarmi la validità dell'opuscoletto: "come aiutare i giovani d'oggi".
"I giovani d'oggi sono depressi, non hanno stimoli, nè valori"
Ribatto "dovrebbero andare a lavorare!"
"Ma spesso anche il non trovare il lavoro crea depressione.."
"Quella è colpa di Berlusconi"
..
"I giovani di oggi sono spinti a fare esperienze sessuali premature.."
"Ma per fortuna!!!!!!"
Qua mi esplode...
"LEI LO SA CHE CI SONO DEI DANNI PSICOLOGICI RILEVANTI????"
"Beh io me ne sono fatte tante, Buon Dio spero stiano tutte bene!!!"
Sta per svenire...
"... per risolvere i problemi dei giovani ci vuole una guida morale forte.. l'autore consiglia di leggere la Bibbia.."
"Teeeec, vedi che gli opuscoli sono FAZIOSI? Qualunque problema hai ti spingono a leggere la Bibba.. e allora che leggo a fare? Sarebbe come vedere otto film diversi tutti con lo stesso finale!!!!".
La Simpatica inizia a tirare pesantemente dicendo "dobbiamo andare"....

La Catechista invece mi prende a cuore, e lancia l'ultima ancora per la salvezza della mia anima.
"Senta la Bibba parla chiaro, leggendo la Bibbia troviamo le risposte a tutte le domande sull'esistenza,noi l'abbiamo interpretata a fondo...."
E qui parte la bordata finale.
"Guardi io sono un esperto di diritto. Ogni testo legislativo può essere interpretato in un sacco di modi diversi, cercando la volontà del legislatore, il significato letterale delle parole, il contesto, ampliandone e restringendone il significato.. e tutte queste interpretazioni possono essere corrette seppure diverse. Una autorità superiore si occupa di cassare le interpretazioni errate e di mostrare la retta via. Applicando questo principio alla lettura della Bibbia, lei non crede che la sua possa essere una interpretazione come tante altre che potrebbe averla traviata nella certezza di aver trovato delle risposte definitive?"
....
...
La Catechista ha esaurito gli argomenti. Mi molla i giornalini e scappa via promettendo di tornare più agguerrita che mai [non le aprirò naturalmente!]. Io con l'opuscoletto in mano, guardo la copertina con i bei bambini bianchi e neri tutti assieme e il titolo così imperativo, così perentorio: "Svegliatevi!". "Col cazzo" penso, e me ne torno a dormire.

09 novembre 2005

Discorso scientifico sull'affermazione: "i soldi non danno la felicità"

Dicono che i soldi non danno la felicità..
Insomma ragioniamo per casi-limite in maniera un po' microeconomica e traiamo delle conclusioni.

Caso 1: tizio non è felice perché la sua vita è uno schifo, non ha uno straccio di affetti, vive nella solitudine più immensa, confortato però da un reddito altissimo. Può concedersi perciò qualche palliativo alla felicità.

Caso 2: caio non è felice perché la sua vita è uno schifo, non ha uno straccio di affetti, vive nella solitudine più immensa ed è anche povero in canna. Non può concedersi nessun palliativo.

Caso 3: sempronio ha una vita felice, una bella famiglia, ma non ha un reddito sufficiente a mantenere uno standard di vita buono. Sempronio finisce per sentirsi infelice.

Caso 4: paullo ha una vita felice, una bella famiglia, un botto di soldi. Non può dire di avere tutto quello che si può avere dalla vita, ma con un po' di "stoicità" ritiene di poter essere soddisfatto.

Quindi ragionando caso per caso, sia tizio che caio sono infelici per motivi estranei al denaro, anche se tizio fondamentalmente almeno non deve subire la frustrazione della pochezza economica.
Sempronio invece ha tutte le carte in regola per essere felice, e lo è, però sente che se avesse un po' di denaro in più la sua felicità non cesserebbe ma migliorerebbe [probabilmente].
Paullo invece pensa gongolante che coloro che dicono "i soldi non danno la felicità" hanno ragione, ma ritiene anche che se accoppiati con uno standard di vita bello e pieno di soddisfazioni personali e familiari possono aiutare.
Ragionando anche che i casi limite sono molto superficiali, perché ci sono molte variabili imprevedibili come "la morte", "le malattie", "berlusconi" e così via, possiamo giungere all'empiricissima conclusione che l'affermazione "i soldi non danno la felicità" è vera ma incompleta. Infatti essi, nella società odierna come ci dimostrano Sempronio e Paullo hanno una grande importanza [tralasciando poi le implicazioni religiose, le considerazioni morali, e le facili critiche a questo mio ironico ragionamento].

Detto ciò andiamo ad analizzare che reddito dovrei avere per complementare la mia vita felicissima: ho una ragazza stupenda, una famiglia bellissima, godo di buona salute, ho degli ottimi amici ecc..ecc...

a) Piccole Cose (in ordine sparso)

Computer portatile - 1200 Euro
Televisore al Plasma per la mia camera - 1800 Euro
Autoradio con mp3 - 150 Euro
Cappotto Loden - 500 Euro
Regali vari per Vale - 1000 Euro
Videocellulare - 260 Euro
Playstation 3 + la saga Pes + Multitap e 8 pad - 600 Euro
Vespa Special 50 con sellino Dalmata - 800 Euro
Queste solo le cose che comprerei a breve giro di boa: circa 6000 euro di spesa.

b) Grandi Cose (in ordine sparso)

Bmw - 40.000 Euro
Loft in zona centrale a milano - 650.000 Euro
Moto Benelli - 18.000 Euro
Regali seri per Vale - 5000 Euro
Questo sarebbero solo spese "sfizio" esuli dalle spese "necessarie". Circa 710.000 euro di sfizi!

Quindi facendo un rapido calcolo, per le piccole cose mi sarebbe sufficiente un reddito mensile che si aggira intorno ai 2800 euro che per 13 fa 36400 euro. Detratto il 40% di tasse me ne avanzano circa 22.000, dalle quale levo altri 11.000 euro di spese personali per campare. Tolti i 6000 euro di piccole cose mi resterebbero 3000 Euro a fine anno. Supponendo che avrei una casa mia, nessun affitto e nessuno a carico. Cosa alquanto improbabile, soprattutto perché 2800 Euro al mese sono TANTISSIMI soldi, eppure a conti fatti non è che ti ci puoi comprare tanta roba.

Per le grandi cose dovrei guadagnare circa 40.000 euro al mese, cosa che vedo ancora più improbabile.
Concludendo quindi come abbiamo assodato prima i soldi non danno la felicità, ma se avessi qualche euro in più potrei comprarmi un sacco di roba [oggetti eh! Mica ti compri i sentimenti] che se pur non regalano la felicità un minimo di soddisfazione la danno!!!

08 novembre 2005

Arrivare sempre dopo è un'arte come arrivare sempre prima

In ogni campo ci sono gli innovatori.. Rinus Michels nel calcio, i Pink Floyd nella musica, e così via.
Nel quotidiano ci sono soggetti che, grazie ad una passione e ad un interesse superiore alla media, studiano, si informano, si adoperano per conoscere le novità. Magari giusto per il gusto di infilarti con un "ma lo sapevi che?", oppure "l'hai sentito questo?"... tu naturalmente rispondi di no perché l'unico giornale che leggi è la gazza per fare il fantacalcio. Alché, incuriosito dalla punzecchiatura dell'amico informato ti spulci le novità anche tu.
Questo è l'iter normale.

Poi c'è l'iter dello stereotipo che analizziamo oggi.
Parliamo ad esempio di musica che è un argomento semplice e alla mano.
Il tipo A rifiuta a priori di ascoltare il gruppo Yo che non rientra nel suo standard. Esclude che possa esserci qualcosa che non conosce che possa piacergli.
Dopo molto tempo A arriva all'ascolto degli Yo e pensa: "cazzo forte!". Però sono passati gli anni, i tipi X e Y stanno già ascoltando le nuove frontiere della musica. Ma A non demorde, contatta B, C, D, E e tutte le lettere inattive per appassionarsi tutti insieme degli Yo. E i lumaconi in gruppo si esaltano, vanno ai concerti degli Yo, scaricano i dischi, su qualunque forum o msn citano le parole degli Yo, IMPROVVISAMENTE. Iniziano addirittura a parlare degli Yo come se li conoscessero e apprezzassero da anni, perché fa figo comunque dichiararsi fan di vecchia data piuttosto che ammettere: "mi sono scaricato l'intera discografia negli ultimi quattro giorni".
Intanto X e Y che veramente ascoltano gli Yo da parecchio tempo fanno quasi la figura di quelli che ne sanno meno, di quelli che neanche capiscono il significato dell'album o della canzone. Comunque a loro due interessa poco perché sono già passati ad esplorare novità che i tipi come B capiranno tra anni.

Passiamo ora ad un'altra tipologia di persone molto interessante da un punto di vista sociologico.
Azzerate i vostri alfabeti così possiamo riutilizzare le lettere.
Il tipo A ha giocato a pallone per vent'anni, poi ha smesso perché effettivamente non aveva più il fiato per tirare avanti i novanta minuti. Ma ha avuto i suoi momenti d'oro, insomma, sa cos'é una partita vera, cosa vuol dire impattare il pallone, spalleggiare l'avversario. Il signor A ora segue il calcio in tv con normale interesse.
Il tipo B invece del calcio giocato conosce solo le partite "viste", non ha mai calciato il pallone se non in spiaggia o all'oratorio da bambino. Eppure crede di saperne di calcio più di quanto possa saperne A, perché B segue i trasferimenti, conosce addirittura le statistiche della playstation e così via.
Ma io credo che la conoscenza più profonda di una cosa si possa avere solamente vivendola.
A sa di calcio molto più di quanto B potrà mai saperne, perché A il calcio [sport] l'ha vissuto da dentro mentre B può semplicemente limitarsi ad una visione "esterna".

Torniamo alla musica, argomento centrale del nostro discorso precedente.
Essere musicista non vuol dire semplicemente saper suonare uno strumento.
Essere musicista vuol dire vivere la musica dall'interno, al momento della creazione e dell'emanazione [che poi ci siano musicisti e "ottimi strumentisti" è un altro discorso].
Non è certo sufficiente aver preso qualche lezione di tamburello ad otto anni per potersi considerare tale.
Nè si è musicisti se si è ascoltata o fatto ascoltare, come i dj, tanta musica..

Per questo, chiudiamo il secondo capitolo di questa pagina della mia Guida Galattica personale con un assunto.
La gente parla troppo e non dovrebbe. Perchè non puoi spiegare il sesso se non hai mai scopato, non puoi spiegare la musica [a chi ha suonato] se non hai mai suonato, non puoi spiegare il calcio [a chi ha giocato] se non hai mai buttato il sangue su un capo di pallone.
Per alcuni fare discorsi è di importanza fondamentale, per altri invece è più importante buttarsi dentro le cose, che venga bene, che venga male.

07 novembre 2005

L'alternativo di sinistra, uno stereotipo

Ieri, guardando un Dark mi sono chiesto: ma perché i Dark tendono a voler assomigliare tutti a Robert Smith?
La Guida Galattica eventualmente definirebbe il dark: "soggetto che veste prettamente di nero, nella maggior parte dei casi emulo in maniera quasi maniacale di un famoso cantante degli anni ottanta, millanta il culto del macabro e della morte ma fondamentalmente si tratta esclusivamente di una questione di look per rimorchiare la tipologia femminile corrispondente: la dark".

Bé in fondo io apprezzo alcuni Dark [quelli con un minimo di autocoscienza], perché in un certo senso cercano di esternare la negatività che tutti abbiamo dentro con un totale rifiuto della società vista come "era dell'ottimismo UnieuraMente parlando". Il loro canone di bellezza e di ideale si sposta verso lidi che non appartengono alle persone comuni.

Poi ho pensato ai Nazi, e cazzo io i Nazi li stimo. Perché uno non è Nazi per look. Uno è nazi perché è totalmente rincoglionito, si è bevuto la dottrina che qualche pazzo gli ha messo in testa. Ma il Nazi ci crede. Il Nazi è, non simula di essere. Qualcuno di voi avrà visto "american history-X" e capirà di cosa parlo. Ma non andiamo fuori tema... che la dottrina nazista sia da cancellare è assodato, qui si parla di persone vere/persone apparenti.

Sono giunto alla conclusione che la categoria che più mi infastidisce è il sinistrello alternativo adolescente post-adolescente. Quello che inneggia a Guevara, che sa rollare gli spinelli, che frequenta solo i locali giusti, che può girare a suo agio con una kefia al collo, che ascolta la musica "quella alternativa di sinistra". Avrei tanti altri particolari estetico-sociali dello stereotipo che vi sto descrivendo, ma vi consiglio di farvi una passeggiata il venerdì sera in zona piazza delle Erbe a Genova per vedere una moltitudine di esemplari in attività.

Ora io sono comunista così, mica pizza e fichi. E sono sicuro che lo stronzetto con la maglietta del Che non sappia neanche chi fosse Gramsci, non abbia idea di cosa cazzo sia il brigatismo, non sappia neppure cosa faceva di bello Stalin nella mamma urss. Parla di lotta comunista e di ideali senza aver mai pagato l'irpef, senza sospettare il funzionamento della cassa integrazione, senza sapere perché cazzo i palestinesi si facciano esplodere sui pullman israeliani....ecc...
Insomma qual'è il punto? Il punto è che il mondo si riempe di stronzetti che appartengono alla categoria eterogenea detta "alternativello di sinistra", e Genova in primis.
Ma il bimbominchia in questione non dovrebbe fregiarsi del titolo di "alternativo", perchè per esserlo non è sufficiente uniformarsi alla categoria di "quelli che si ritengono tali".. sempre di uniformazione si tratta.
E soprattutto il merdoso non si deve fregiare dello specificativo "di sinistra". Perché essere "di sinistra" ha dei significati ben più profondi e ponderati che l'urlare "bush merda", "viva la ganja", indossando una bella giacchetta equa e solidale con le nike ai piedi e il papà che sgancia il grano tanto è dentista e non fattura un cazzo.

tutto ciò rientra nell'interpretazione che si può fare dell'unica vera canzone incazzata degli Afterhours, Sui Giovani d'oggi ci scatarro su.
Non ritengo di essere meglio degli altri, nè di essere vecchio.
Ma anche io sui giovani d'oggi ci scatarro su.

04 novembre 2005

Marvin The Paranoid Android

In molte delle civiltà meno formaliste dell'Orlo Estremo Est della galassia, la "Guida Galattica per gli autostoppisti" ha già soppiantato la grande "Enciclopedia Galattica" diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perchè nonostante presenti molte lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro, alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia ed accademica Enciclopedia. Uno, costa un po' meno; due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO

Oggi inauguro il mio blog... innanzitutto, perché l'ho chiamato "Guida Galattica dell'Autostoppista"? E' il titolo di un famoso romanzo di Douglas Adams, che lessi anni fa, recentemente tornato a galla nella mia mente dopo aver visto il film basato sull'omonimo romanzo.
Cosa c'entra il weblog col libro? C'entra, perché a differenza dell'enciclopedia galattica [troppo lunga e costosa] la guida galattica riassume tutto in pochissime massime [non lasciatevi prendere dal panico], ed è empirica e poco nozionistica.

Così è il mio modo di essere. Pragmatico e cinico quando serve, stanco di tutti quegli eterni adolescentelli che mi circondano nel mondo, coloro che ancora pensano agli amori platonici, ai grandi discorsi sul senso della vita, quelli colti dallo spleen e quelli che del mal di vivere fanno bandiera. La vita è carne, è azione, è pensare liberamente senza cullarsi nel limbo del "la vita scorre".

Vedere posti, conoscere e capire le cose e le persone, informarsi, leggere, ascoltare, imparare e forse anche sbagliare. Questo conta per me.

In questo spazio parlerò di tutto, pian piano, aggiungendo pagine poco alla volta, perché non sempre si ha qualcosa di [intelligente] da dire.

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