22 agosto 2007

Aggiornamenti meteoritici dallo spazio [parte II]

L'astronave Fi@t viaggia pacifica nello spazio.
Il Maresciallo Tito si accende una sigaretta e pilota silenzioso. Credo di essere uno dei pochi viaggiatori galattici la cui astronave viene pilotata da un animale domestico. Vabbè che il Maresciallo Tito non è un cane qualunque, essendo in grado di parlare correntemente circa duecento dialetti spaziali, in possesso di sei lauree conseguite all'università canina del pianeta Blood-Hound, eccetera eccetera.
Io credo che piloti per pena nei miei confronti. O che si sia stufato di essere trattato da cervellone ed abbia voglia di fare un po' di vita da cani.
In effetti non ce la stiamo passando benissimo. L'autorizzazione per avviare la mia compagnia assicurativa non è ancora arrivata, e le idee per tirare avanti cominciano a scarseggiare.
Abbiamo vagato un po' a caso, e siamo finiti nella fase filosofica, ciò non ci aiuta ad essere più pragmatici. Ma il mio cibo in scatola va ad esaurimento e così il fois-gras del Maresciallo.
Ho mandato un piccione a reazione nucleare al mio alterego robotico per ottenere qualche consiglio, ma quel bastardo si è così calato nel "mio personaggio" che per fare qualunque cosa, compreso rispondere ad un messaggio, deve attendere il momento dell'ineluttabile.
La Guida Galattica Per Autostoppisti descrive il momento dell'ineluttabile come quel momento in cui non è più possibile procrastinare un'attività più volte procrastinata senza subire conseguenze infelici. Questa felice definizione si collega alla teoria economica della "pigrizia produttiva", secondo la quale un'incombenza fatta nel "momento dell'ineluttabile" viene conclusa in un tempo sicuramente inferiore a quello richiesto normalmente per realizzare quella determinata azione, lasciando ulteriore tempo libero per oziare in attesa del successivo ineluttabile. Diverse correnti filosofiche-lavoristiche hanno adottato questa teoria, arrivando a teorizzare un ineluttabile-eluttabile, che la Guida Galattica descrive brevemente con la frase "avrei dovuto ma ormai è troppo tardi".

Tralasciando le mie consuete parentesi definitorie il momento di difficoltà persiste.
Mi manca anche un po' la vecchia terra, e mi piacerebbe farci un salto, magari prima della sua distruzione avvenuta il 31 Dicembre 2006. Ciò è possibile mediante astronavi utilitarie modellate a forma di Sharpei che sono in grado di viaggiare attraverso le pieghe pelose dello spazio tempo.
Farei volentieri una capatina al 1996 terrestre per andare a salutare alcuni amici, i miei compagni di scuola, la mia amata compagna di banco, e magari mi tratterei per l'estate a rivedere un po' la vita di quegli anni là.

Mannaggia alla fase filosofica, servono benzina, sigarette e quant'altro.
Sulla terra a quest'ora è giorno.
Qua è notte. Ma d'altronde nello spazio è sempre notte.

04 aprile 2007

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? [parte prima]

L'universo è indubbiamente grande, fa spavento. E nonostante possa capitare alle volte di trovarsi in ingorghi galattici, per la maggior parte del tempo si è soli, dei puntini sperduti nel nero più nero.
In molte occasioni io e il Maresciallo Tito ci siamo spinti lontano dalle autostrade galattiche, per il gusto di vagabondare.
Non potrai mai dire di aver visto tutto l'universo, ma, fondamentalmente, l'universo in se stesso è abbastanza piatto. A meno di non scendere sui pianeti, se ne incontrano e se ne scoprono tanti; pratica però non sempre consigliabile.
I terrestri, razza tra le più innocue della galassia, accoglievano i turisti galattici a missilate, e credo lo facciano ancora sulla cornucopia della terra. La guida galattica per autostoppisti consiglia di accertarsi sempre che il pianeta sul quale si decide di atterrare sia membro della confederazione dei Pianeti Uniti. In caso contrario la guida contempla diverse possibilità, la maggior parte delle quali conducono a morte certa. Ergo, atterrare sui pianeti sconosciuti è molto pericoloso.
Perciò spesso ci si trova a vagabondare nel nero più nero, senza una meta vera e propria.
Dopo un paio di settimane galattiche di solitudine infinita si apre la cosiddetta fase filosofica. Questa produce quesiti irrisolvibili nei cervelli delle razze che l'attraversano.
Il terrestre normalmente apre la sua fase con dei perché minori, fino a giungere al centro del cerchio concentrico che produce il perché assoluto, la domanda delle domande. La domanda si insinua nell'anima e trapana la mente del malcapitato fino a quando l'astronave va in riserva, e così finisce tutto.
Per interrompere una fase filosofica è sufficiente un'impellente necessità di rifornimento di carburante. Oppure la fine delle sigarette a dodici anni luce dal più vicino tabacchino.
Ed è qui che si apre la fase sociopolitica, molto più violenta ma ugualmente fine a se stessa.
Ma torniamo a noi: vagando per l'universo mi è venuto in mente di fare il tour Blade Runner.
Ai Bastioni di Orione non ho trovato navi da combattimento in fiamme, ma un eccezionale ristorantino chiamato "Ahuahuakejsdndj" che in orionese vuol dire un elegantissimo "Deckard fa i bocchini col culo". La specialità sono dei simil-anelli-di-cipolla, la cui digeribilità è ancora sotto lo stupefatto studio di eminenti luminari. Sembra infatti che non vi sia razza nell'universo in grado di digerirne una porzione in un tempo inferiore a tre anni luce.
Sono buonissimi però.
Seconda tappa, le porte di Tannhauser. Mi aspettavo di trovare una sorta di aurora boreale radioattiva, ed invece quelli che potevano sembrare raggi B, erano in realtà le strobo della più grande discoteca della galassia. Su Tannhauser infatti si è radunata da miliardi di anni una famosa comunità gabber multirazza che vive un perenne rave.
Delusissimi ci siamo allontanati dal truzzaio, con i simil-anelli-di-cipolla che ancora si fanno sentire. Il Maresciallo Tito mi guarda perplesso e dichiara: ora abbiamo la prova che Roy Batty diceva delle cazzate.

Explosions in the sky - Six Days at the bottom of the ocean

11 marzo 2007

Avrei voluto essere il mio cane

Nello spazio la vita non è affatto facile.
Innanzitutto il cane ti piscia nell'astronave, mica lo puoi portare fuori a fare bisognini.
E se anche lo facessi comunque si defecherebbe dentro la tuta spaziale.
L'immensità dell'universo, a volte, può far sentire soli: un animale domestico ci vuole!
Ed io ne ho uno.
Non posso dire che sia propriamente un cane. Ha le fattezze di un cane di stazza medio grande, espleta tutte le funzioni canine, ma ha una perenne ed insaziabile voglia di accoppiarsi, sa giocare perfettamente a scacchi [ma non ama perdere], se ne intende di filosofia contemporanea, e adora fumare la pipa. L'ho trovato sul pianeta blood-hound, nella galassia del cane-randagio: ci siamo piaciuti a vicenda; l'ho chiamato Maresciallo Tito.
Qualche sera fa eravamo seduti nell'ameno salottino della mia astronave FI@T, velivolo proletario tra i più venduti della galassia [per il momento ho dovuto accontentarmi, ma se la mia impresa di assicurazioni dovesse avviarsi potrei optare per una grintosa Alfa Centauri Romeo].
Vabbé eravamo lì, piacevolmente seduti a sorseggiare dell'ottimo gotto esplosivo pangalattico quando il Maresciallo Tito mi ha sussurrato: "amico mio, mi sento così solo ed inutile, qual'é il senso di tutto ciò?".
La mia mente è andata dritta verso il mio fido compagno canino sulla terra, il mio amato Pablito. Per essere felice a Pablito bastavano delle piccole cose: prima di tutto delle mutande usate da rubare [dallo stendipanni o dalla cesta] e masticare, secondariamente il cambio delle lenzuola. Non poteva resistere al fascino di un letto appena fatto.
Un tempo pensavo che Pablito fosse stupido.
Poi ho riconsiderato il suo occhio mezzo aperto mentre stravaccato sul mio letto mi osservava vestirmi per andare a scuola, e poi all'università, e poi al lavoro.
E il suo bere costantemente dalla tazza del water senza averne disgusto [perché aprire un rubinetto quando l'acqua è già lì pronta a disposizione? Per di più molto più saporita].
Insomma ho consigliato al Maresciallo Tito: "fai un salto sulla cornucopia della terra a conoscere Pablito, potrebbe esserti utile per superare questo tuo momento di crisi".
E lui, senza ritegno: "forse è un consiglio che dovresti seguire più tu di me".
"Hai ragione caro Maresciallo Tito, solo oggi scopro che in più di un'occasione avrei voluto essere il mio cane".

01 marzo 2007

L'assicuratore Galattico: le fondamenta di un impero.

Tralasciamo per un po' la dialettica ossessivo compulsiva del mio alter ego robotico sulla cornucopia della terra e torniamo alla realtà.
Anno 1 d.v.t. (dopo vaporizzazione terra) dell'ultimo terrestre originale, in piena attività nell'universo conosciuto e non.
Nonostante i bighellonamenti nella galassia con il mio caro amico autostoppista [compilatore della grandiosa Guida Galattica Per Autostoppisti] siano molto divertenti, ho deciso di impiegare buona parte del mio tempo in quello che mi riesce meglio: fare l'assicuratore galattico.
Non più come broker: ora voglio aprire una mia impresa di assicurazioni per conquistare pian piano tutto il mercato assicurativo galattico e diventare l'essere senziente più ricco dell'universo [essendo l'ultimo terrestre ancora in vita, teoricamente posso già sciorinare di essere l'uomo più ricco della galassia].
Ma essere un piccolo imprenditore nello spazio non è tutto rose e fiori.
Innanzitutto la burocrazia.
Prima di tutto è necessaria un'autorizzazione ad iniziare l'attività, rilasciata dall'ufficio
Lentezze e Code gestito dai Vogon. Per ottenerla è necessario compilare il temuto modello AA9 [scherzosamente definito come questionario rinunciaci dalla GGpA], le cui istruzioni per la compilazione sono così complicate da aver causato numerose emorragie celebrali sul pianeta dei praticanti legali [Dalla Guida Galattica. Pianeta dei praticanti legali: pianeta interamente abitato da esseri acelebrati poverissimi, il cui esoscheletro incorpora cravatte multicolore raramente intonate, e la cui unica funzionalità è concentrata nella loro mano monodito, adibita a premere pulsantoni verdi. Essi infatti si occupano gratuitamente della fotocopiatura di documenti redatti su altri pianeti, dei quali comunque ignorano il significato].
Una volta compilato il modello AA9 è necessario individuare un esperto in lingue arcaiche, imbottirlo di gotto esplosivo pangalattico, amputargli gli arti per evitargli ogni possibilità di fuga e costringerlo a tradurre il breve vademecum di invio invio in forma telematica alla centrale operativa Vogon, necessario per sottoporre tutta la documentazione giustificativa richiesta [che comprende tra l'altro anche un'autocertificazione di non aver mai prestato servizio come
ausiliario del traffico galattico, qualifica che esclude a priori, per manifesta incapacità mentale, l'esercizio di qualunque attività commerciale].
E quindi comincia il famoso iter burocratico dell'amministrazione Vogon.
Dovete sapere che i Vogon sono dei pedanti burocrati.
Non alzerebbero un dito nemmeno per salvare la loro nonna dalla Vorace Bestia Bugblatta di Traal, senza un ordine in triplice copia spedito, ricevuto, verificato, smarrito, ritrovato, soggetto a inchiesta ufficiale, smarrito di nuovo ed infine sepolto nella torba per tre mesi e riciclato come cubetti accendifuoco.
Avrete capito quindi che attualmente sono in attesa dell'autorizzazione ad esercitare l'attività di assicuratore galattico, e non so precisamente quanto mi toccherà aspettare.
Dovesse mai arrivare, si apriranno tutta una serie di questioni che risolverò volta per volta: come la localizzazione dei pianeti sui quali aprire le sedi della mia nuova compagnia assicurativa, la selezione dei dipendenti, la scelta dei rischi da assicurare, e non ultimo il nome da dare alla mia impresa.
Insomma ci sarà parecchio da lavorare.
Ma un giorno sarò così ricco che potrò rilevare la cornucopia della terra dall'attuale proprietario, e aprirci un bordello di lusso per camionisti galattici. E quello si che sarà bisness!

28 gennaio 2007

Aggiornamenti meteoritici dallo spazio, per giustificare il cappotto cammello

Io e l'amico autostoppista ce la stiamo spassando nello spazio.
Abbiamo messo su un piccolo business, parallelo alla sua attività di compilatore della Guida Galattica, e alla mia di Assicuratore Galattico.
In pratica ci siamo trovati chissà perché, chissà percome, all'estremità dell'universo e c'era il nulla!
Così abbiamo preso qualche bottiglietta e l'abbiamo riempita di nulla, sigillato il tappo e inciso sull'etichetta "vero nulla!". Poi, abbiamo riempito, per sicurezza, anche una damigiana.
Sul pianeta Allocco (secondo pianeta della galassia degli Zebedei) abbiamo allestito un banchetto e abbiamo iniziato la vendita. I turisti galattici vanno matti per il nulla [determinate razze lo usano come condimento per le diete, altre per correggersi il caffé, sulla terra qualcuno lo usava per i cocktail al rum -il cosiddetto rummebbasta-].
Finché qualcuno non ha sollevato la questione.
Come faccio a sapere che è vero nulla?
E noi, sornioni: "che ci vedi dentro?"
E via così.
Fino alla fine delle bottigliette, quando abbiamo iniziato a ricorrere alla scorta della damigiana, e lì, quale giubilo, ci siamo resi conti che continuando a togliere nulla da una damigiana di nulla continuava a rimanere nulla: questo ha incrementato di parecchio i nostri introiti!
Così con il ricavato di quella divertente giornata mi sono comprato una pelliccia di puro Semprale [per sapere qualcosa in più sui Semprali, sul nulla, e su Dio CLICCA QUI], e un bellissimo videofonino della H3Galactic che mi permette di comunicare in tempo reale col mio alter ego robotico su terra bis.
Così ho scoperto un sacco di cose interessanti, e sono più che convinto che mentre io sono qui a spassarmela nello spazio, lui stia facendo un'ottima interpretazione di me sulla cornucopia della terra.
Bé poi vi racconterò di lui più in particolare, dei suoi sensi di colpa per la rottamazione del suo amato veicolo, del fatto che ieri sera ha visto una ragazza di estrazione dantesca per la quale ha sempre avuto un debole [nel senso dantesco del termine! Visto che io sulla terra sono fidanzato!] e che lo fa sempre sospirare, del fatto che benché faccia carriera sia sempre deciso a diventare una rockstar... e infine..... i robot..... perdono i capelli????????
Dallo spazio e dal Marco in carne ed ossa, per il momento è tutto, rilancio la palla all'amico androide.

09 gennaio 2007

Verso Betelgeuse [spiritello porcello?]

Stasera, per inaugurare la mia nuova vita nello spazio, ci siamo sparati una buona dose di gotto esplosivo pangalattico (del quale QUI è riportata la ricetta). Ora ho una testa così, ma tanto basta per raccontarvi qualche novità.
Ci dirigiamo verso Betelgeuse, ed io ho idea che vi incontrerò il famoso spiritello porcello, ma l'autostoppista mi ammonisce di pensare addirittura bidimensionalmente mischiando la realtà quadrimensionale con la pessima filmografia terrestre (una delle peggiori tre della galassia).
Non me la sento di contraddirlo, pur ritenendo Beetlejuice, spiritello porcello un ottimo film.
La Guida Galattica per Autostoppisti sostiene che la filmografia terrestre non sarebbe scesa così in basso se non fosse stato per Armageddon, e per Meg Ryan.
Riguardo 2001 Odissea nello spazio la Guida si limita a dire: "succedaneo terrestre del sonnifero".
Insomma le forme d'arte terrestri non sono universalmente riconosciute nella galassia.
Tre milioni di Intelligentiani (pianeta abitato da esseri immateriali fatti di sola mente) si sono suicidati lanciandosi nelle fiamme eterne del vulcano Keskott dopo aver letto Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta è ho pianto.
Un intera colonia di Empadonti è stata falcidiata dopo essere finita per puro caso nella traiettoria delle onde sonore (a tre anni luce di distanza) dell'ultima canzone degli U2.
Mi tocca pilotare la carcassa spaziale ora, è meglio che vi lasci.
Chissà come se la cava il mio alterego androide sulla terra: sulla gmail (galacticmail) ho trovato parecchie registrazioni a siti porno, il ragazzo si è calato alla grande nella parte.
Ci sono anche altre grandi news, che per scaramanzia non svelerò fino al 27 Gennaio.
Ed ora è meglio che piloti per davvero, visto che stiamo per essere inghiottiti da un pulsar.
A presto terricoli!

08 gennaio 2007

L'inizio di un lungo viaggio

Alla fine è successo ciò che ci si attendeva, la terra è esplosa il 31 Dicembre 2006 alle ore 23.59.59 (terrestrogalattiche non le nostre ore canoniche.).
Le motivazioni sono molteplici:

1) sulla terra si stava perfezionando il computer progettato da Pensiero Profondo per elaborare la domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, la cui risposta è 42.
2) il punto 1 non era di gradimento di certi esseri pandimensionali dei quali vi parlerò in seguito.
3) al posto del pianeta terra doveva essere costruita una tangenziale galattica
4) la terra era comunque destinata all'autodistruzione

Il mio caro amico autostoppista mi ha fatto il favore di venire a recuperarmi con la sua astronave malandata in piazza del Popolo a Roma, proprio mentre mi accingevo a festeggiare l'avvento del nuovo anno che, invece, non è arrivato.
Fortunatamente nessuno si è accorto della grande esplosione.
Un po' perché la maggioranza dei terrestri in quel momento era palesemente ubriaca, un po' perché il gran botto ha creato un'implosione nucleare così istantanea da creare una circonvallazione temporale che incredibilmente ha permesso di riaggregare il 99.9% della terra a poche galassie di distanza.
Curiosamente lo 0.1% non riaggregatosi, comprendeva la mia Renault Clio, risparmiandomi così le spese della rottamazione.
Tutto ciò non è stato indolore comunque. La nuova galassia che ospita la terra è in tutto e per tutto simile a quello originario, tranne che per il particolare che entro un tot di anni è prevista una supernova bella calda. E lì ci sarà da divertirsi.
Tornando a noi, io ora mi trovo nello spazio aperto, in compagnia del mio fido amico autostoppista, e ce ne andiamo un po' a spasso nell'universo in espansione.
Nel frattempo la terra continua a funzionare più o meno regolarmente, ed anche se non ci sono più, ho mandato sul pianeta un mio alterego robotico che farà le mie veci.
Mi assomiglia molto (a parte il fatto che, durante la fase di design gli ho prolungato il simil-pene-androide a 23 centimetri), sa preparare l'impepata di cozze, non russa molto, ed è progettato per fare l'assicuratore: addirittura a chi gli rifiuta la polizza casa, incendia il fabbricato.
Insomma è un'avventura che inizia.
Fortuna che la vita riserva ancora qualche sorpresa: la vita, l'universo, e tutto quanto, da qui, hanno tutto un altro significato.

04 dicembre 2006

L'assicuratore galattico, prime polizze su terranove

When i am king you will be first against the wall.
Un centinaio di anni fa, su Terra 9, c'é stata un grande rivoluzione.
Terra 9 è temporalmente pressappoco cento anni avanti rispetto alla terra, e gli eventi si realizzano più o meno nello stesso modo che da noi. Quindi quello che è successo là potrebbe succedere anche qui, a breve.
Perché se è vero che l'improbabilità dice che è improbabile che esistano due pianeti simili a così piccola distanza temporale, è appunto l'improbabilità a dire che non è impossibile.
E poi cavolo, grazie all'amico autostoppista galattico che mi fa da broker ho iniziato a fare polizze a basso prezzo a un paio di astronavi terranovensi, quindi vi assicuro che esiste.
Fare l'assicuratore galattico è un gran bel lavoro, si guadagna bene.
E' anche un po' rischioso se vogliamo: gli abitanti del pianeta Ghiacciolo mi vogliono morto da quando ho venduto loro una mega polizza "mancato freddo" per preservare i loro preziosissimi gelati alla crema da eventuali surriscaldamenti del pianeta.
Ma è il commercio che volete farci.
Comunque tornando a terranove, cent'anni fa certi tizi hanno fatto una rivoluzione.
Hanno fatto un bel bordello perché fino a quel momento tutto procedeva un po' come sul nostro pianeta, senza alti e con molti bassi.
Poi basta, di colpo, il loro ordine si è sovvertito.
Innanzitutto hanno levato di torno gli antipatici, ma siccome erano troppi hanno deciso di creare uno spazio dove ghettizzarli. Non tipo un campo di concentramento, ma un'intero continente dove gli antipatici potevano fare quello che gli pareva, basta che non stessero in mezzo ai maroni.
I rivoluzionari poi hanno pensato alle donne.
Hanno costruito un mega palazzo pieno di donne ologra-fiche, di modo che quando avevano voglia di darci dentro andavano lì, e per il resto della giornata potevano tranquillamente giocare a carte, guardare il calcio in tv, e bere tanta tanta maltina [la loro birra].
Ci si poteva ancora sposare, e fare figli, e tutte quelle altre menate.
La rivoluzione però aveva deciso che non era disdicevole andare con le ologra-fiche, per di più era gratis, e privo di rischi venerei.
E in breve le prestazioni dei tennisti migliorarono.
Anche gli scrittori scrissero di più.
E le donne avevano tutte meno mal di testa.
Insomma la sapevano lunga sti rivoluzionari, avevano studiato tutto.
E poi, colpo di genio, nessuno giocava più a Pes.
Perché il gioco più bello dell'universo era Sensible Soccer.

18 ottobre 2006

So che tu sei, ma dove sono io.

Stanotte io e l'autostoppista galattico abbiamo chiacchierato su uno dei miei post di qualche giorno fa, su uno dei miei libri preferiti e su uno speciale di raitre riguardo le epurazioni di Stalin. La gente che spariva, come se non fosse mai esistita, il loro nome cancellato da qualunque registro, le foto, i ricordi.
Cancellare una persona non è impossibile, ci vuole semplicemente metodo.
Ricordate il lavoro di Smith in millenovecentottantaquattro? Correggere i giornali passati in modo da far tornare tutti i riferimenti.
Ma non vorrei sviare troppo dalle interessanti osservazioni del mio amico viaggiatore.
Alle menti più paranoiche, come me, capita spesso di ragionare in chiave apocalittica. Costantemente ho l'impressione che il percorso nello spaziotempo dell'umanità sia una spirale.
Ma cos'é un evento apocalittico ragionando nella relatività galattica? Non certo un atto autodistruttivo di un piccolo nucleo di soggetti in un infinitesimissimo universo.
Pensiamo ai suicidi di massa delle sette di svalvolati, per avere un riferimento. Ok, è triste sapere che cento persone si siano uccise in nome di un idolo, ma l'umanità va avanti con tutte le sue croci e delizie.
Così l'universo! E sulla guida galattica c'é scritto anche il come e il quando l'umanità si estinguerà, il tutto sotto la definizione di terrestri. Ventidue parole in tutto, non un granché. Persino meno righe della definizione di Sbronza colossale e dell'addendum Come affrontare una sbronza colossale.
Per altro sulla guida galattica si parla anche dell'evento apocalittico che risucchierà il tutto [o "che ha risucchiato", a seconda della concezione di tempo che prendiamo come riferimento] creando il ritorno al nulla. Ed è un evento incredibilmente stupido e fumettistico [ma ho promesso di non svelarlo].
La mia domanda è stata: "ma se sappiamo come succederà.. perché non impedirlo in qualche modo?"
Semplice, perché è già successo nel futuro e non c'é nessun modo per modificare un momento.
Ottimo, penso, si ritorna sempre lì: la discussione sul libero arbitrio, e perché no, su Dio.
Mi racconta l'amico di averne discusso a suo tempo con notevoli cervelloni con nomi ben più altisonanti di me, Wittgenstein, Tommaso D'Aquino, Maometto.. e di tornare spesso e volentieri a far discorsi con loro davanti ad una birra fresca, senza riuscire a concludere granché.
Ma io ti frego amico mio. Io ho google.
Apro google images e gli chiedo solennemente di rivelarmi l'immagine di Dio.
E.. illuminazione!
Dio è un musicista metal.
Vacca boia, a saperlo prima.

Tortoise - Glass Museum

13 ottobre 2006

So che tu sei, ma cosa sono io.

Karamazov aveva trovato questa strano sarcofago mezzo sepolto dalle sabbie radioattive e con somma fatica e rischio era riuscito a disseppellirlo.
Aveva trovato una chitarra, senza sapere cosa essa fosse. Semplicemente lo stupendo tesoro del sarcofago, a metà tra un fucile d'assalto e una racchetta da pallacorda.
Ogni tanto la estraeva dalla custodia e la scorreva tra le mani, assaporando le asperità del legno, studiandone la forma armoniosa.
Karamazov non era mai stato un cervello, né se ne faceva un cruccio, perché per vivere nel suo mondo era necessario non farsi troppe domande. Ed in questa buona abitudine, essere un po' lenti di comprendonio, poteva essere d'aiuto.
Tutti si suicidavano. Quelli che leggevano i libri si suicidavano. Quelli che si innamoravano si suicidavano. Quelli particolarmente intelligenti si suicidavano. I potenti si suicidavano.
Ne uccideva più il pensiero, la bramosia, la speranza, che il fallout.
Il mondo stava diventando esclusivo retaggio dei ritardati.
Ma poi in ritardo rispetto a chi, a cosa, in una notte lunga ed immutabile nella quale neppure misurare il tempo aveva il benché minimo senso.
Karamazov amava collezionare oggetti del passato. Voleva creare una memoria che non aveva.
Immaginava la vita degli oggetti che trovava, e conoscerne l'uso non era essenziale allo scopo della memoria. Perché sapere che la macchina da scrivere che custodiva gelosamente potesse servire per scrivere piuttosto che per pescare o fare musica non era assolutamente necessario. Tip tap tip tap. A Karamazov gli oggetti servivano per sognare, scorrendo le dita tra i fantastici ingranaggi di un orologio da taschino, o riflettendo il proprio sguardo sulla superficie di un compact disc.
Insomma era riuscito a sopravvivere alla morte generalizzata semplicemente creando il mondo da zero.
Perché in fin dei conti la realtà non esiste, è pura emanazione della ragione.

30 marzo 2006

Un ipotetico viaggio nel tempo

Questo tizio che conoscevo era un appassionato di blues, quello da bordello di New Orleans degli anni 20, quello da whiskey on the rocks.
Visto che era un tipo interessante, una sera che mi aveva invitato a bere qualcosa da lui, portai anche l'autostoppista galattico che si interessa molto alla varia umanità e prende sempre un sacco di appunti per la guida.
Ci scolammo un'intera bottiglia di whiskey del discount, ascoltando dello splendido blues e chiacchierando del più e del meno. Ad un certo punto registrai vibrazioni quasi bukoswkiane, ma preferii lasciarmi andare al mood della serata e non stetti troppo a pensarci.
L'amico autostoppista galattico parve molto interessato ai racconti del bluesman, ad esempio della volta che aveva sparato ad uno che gli aveva fottuto il parcheggio o quando aveva beccato la sua donna che montava un tizio sul divano di casa e li aveva inseguiti tutti e due per spaccargli la testa con una chiave inglese finché il tizio col cazzo all'aria non non era riuscito ad infilare la porta di casa e dileguarsi.
Insomma ne aveva di cose assurde da raccontare, per lo più credo fossero balle, ma se raccontate con stile anche le balle possono diventare piacevoli.
Alle due passate decisi di trascinare l'autostoppista recalcitrante e sbronzo fino a casa. Appena usciti di lì ci sembrò di essere riemersi da un viaggio nel passato.
Accesi meccanicamente una sigaretta per fumare via tutte le riflessioni e godermi al meglio l'aria frizzante della notte di primavera.
"Sarebbe stato fico vivere in quegli anni là".
"Se fai il bravo ti ci porterò un giorno di questi, ma ricordati di pensare quadrimensionalmente".
"Ah già cazzo".

21 marzo 2006

Eventualità remote, non remote, quasi certe ma anche no.

La guida galattica per autostoppisti ha anche un'utility molto carina (in dotazione solo con la versione XP) che permette di calcolare in base ad innumerevoli variabili ipotetiche, un ipotetico punto di approdo delle suddette variabili, la cui percentuale di realizzazione è (come esposto nel disclaimer di questo simpatico tool) possibile come no. Filosoficamente intrigante, ma pressocché inutile.
L'insuccesso di questa utility è stato decretato da pochi ma decisivi fattori. Innanzitutto la probabilità che un evento possibile come no si realizzi è sufficentemente aleatoria da scoraggiare chiunque dall'affidare le proprie decisioni a tale strumento.
Poniamo l'esempio dell'autostoppista galattico. Sottoponendo al tool i dati del traffico spaziale in un dato momento e luogo, la tipologia di razze più diffusa nella zona e il rapporto di ognuna di esse con la costante "raccogliere un autostoppista"; alla domanda "verrò raccolto da qualcuno?" il nostro affezionato potrebbe sentirsi rispondere indifferentemente: "si, tra trecentoventitre minuti karmici da un Negroskiano sobrio", "no, nè ora nè mai, ma ciò non deve scoraggiarti", "sarebbe potuto anche succedere ma l'universo verrà terminato tra sei minuti a causa di una farfalla che ha scoreggiato in Madagascar (pianeta terra) venticinque milioni di anni fa scatenando una reazione a catena". Quindi benché ognuna di queste risposte sia piuttosto univoca (seppure molti siano scettici riguardo l'eventualità di trovare un Negroskiano sobrio al volante) l'aleatorietà del possibile come no lascia il nostro autostoppista a piedi ed in balia dei dubbi.
Il secondo e forse più importante motivo dell'insuccesso dell'utility è che nella maggior parte dei casi, a causa dell'enorme mole di calcoli che esegue, l'utility manda in crash il sistema operativo della guida galattica, costringendo al riavvio, e di conseguenza chiudendo la connessione alla definizione animata Orgia Galattica, il cui accesso è disciplinato dal programma SpaceMule con rigidissime code per evitare il sovraccarico di utenti.
Comunque, incuriosito, ho deciso di mettere a rischio la posizione dell'autostoppista spaziale nella coda di Orgia Galattica per testare la divertente quanto inutile utility.
Inseriti alcuni dati simbolici del vivere quotidiano ho ottenuto risposte alquanto verosimili.
Nel 2030 la popolazione occidentale verrà decimata da una terribile diffusione delle malattie da esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari. Si scoprirà infatti che i nostri sempre più piccoli compagni di vita emettono radiazioni non rilevabili dagli strumenti ma in grado di intaccare il corpo umano nel giro di trenta, quaranta anni.
Le popolazioni africane che teoricamente sarebbero sopravvissute a questo flagello, non potendo permettersi un telefonino, non avranno modo di esultare per lo scampato pericolo perché già ampliamente falcidiate dall'aids.
Stupito da questi risultati catastrofici ho provato ad inserire nel motore di ricerca dell'utility i miei dati personali cercando di estrapolare notizie sul mio futuro.
Neppure il tool è riuscito a dare una risposta, seppure ipotetica, all'eventualità anche remota di una mia laurea.
Riguardo l'ordinamento istituzionale nazionale, dopo aver infilato nel database tutti i governi dall'unità d'Italia ad oggi, alla domanda "come si svilupperà il nostro futuro" mi sono sentito semplicemente rispondere "indossare mutande di ghisa". Alché ho provato ad essere più diretto: "fino a quando avremo Berlusconi al potere?" e l'utility ha risposto "Berlusconi governerà il tuo paese fino all'anno 2097".
Ora, allo stato delle conoscenze scientifiche attuali dubito che il nostro amato cavaliere possa vivere tanto a lungo, ma solamente un anno fa avrei deriso chiunque mi avesse profetizzato "tra 365 giorni Berlusconi avrà più capelli di te".
Perciò tutto può essere.
Ed è appunto questo, il fatto che tutto ciò sia possibile come no ad inquietarmi alquanto.

23 febbraio 2006

Chi è Dio, dove abita e se riceve visite. Possibili interpretazioni.

Sul pianeta Parappero V della galassia Taquino hanno inventato una consolle stupenda collegabile a qualunque elettrodomestico a tubo cazzodico: la Praystation TM che permette di parlare con Dio.
Tutto è iniziato anni fa quando un microscopico meteorite è precipitato su Parappero V centrando in pieno il più grande lago di letame della galassia Taquino e creando un'onda che ha fatto tre volte il giro del pianeta. Un terribile Tsunami merdoso. Tutta la biancheria stesa si è smerdata, i vestiti rammendati dei poveri e persino i calzini del megapresidente.
Subito dopo si è scatenata l'influenza dei semprali. I semprali sono simili ai maiali terrestri, solo che parlano otto lingue e hanno sei cosce con le quali viene fatto un ottimo prosciutto dop. Quest'influenza ha flagellato milioni di coltissimi semprali, causando enormi danni economici al pianeta. Il virus colpiva i malcapitati animali facendoli esplodere improvvisamente. Un semprale che esplode non è un bello spettacolo.
Questi ed altri avvenimenti funesti convinsero sempre di più i superstiziosi abitanti del pianeta Parappero V che sarebbe arrivata l'apocalisse. In brevissimo tempo, complice anche la raccolta punti "gratta e vinci una settimana con un Dio a tua scelta", si diffusero centinaia di sette, settine, adirittura otte, che predicavano l'imminente fine del pianeta e veneravano divinità particolari.
Si racconta che alcuni, prima del suicidio di massa, fossero stati avvistati mentre compivano riti orgiastici venerando un compiaciuto palo della luce.
Questa tendenza alla frammentazione religiosa arrivò ad un livello tale che una statistica elaborata dalla stazione orbitante Istat concluse che su Parappero V erano venerate più divinità di quante gli abitanti potessero venerarne.
Ma gli abitanti della galassia Taquino sono famosi per il loro consumismo [oltre che per il flamenco suonato a otto dita, per l'enorme clessidra a forma di pollo che misura la notte galattica, e per il prosciutto dop di semprali]. Così, uno scaltro imprenditore chiamato Il Mandorla, dopo la geniale invenzione dello scienziato Star Gates, lanciò su Parappero V la Praystation TM, la consolle che permette di parlare con Dio.
Il principio è semplice. Sfruttando le onde cazzodiche la Praystation TM deforma le onde panna sparandole in tutte e in nessuna direzione raggiungendo in un meno di un secondo pollare [ricordate come viene misurato il tempo nella galassia Taquino] il costosissimo attico di Dio, che affaccia sul Big Bang all'inizio e alla fine dell'universo. Immediatamente le onde panna si rimaterializzano, avendo raggiunto la fine dell'universo, e permettono di comunicare via citofono con il padrone di casa, che essendo infinito sa tutto, risponde a tutti, e così via.
Perciò alla domanda "Chi è Dio", su Parappero V hanno dato una risposta grazie ad una semplicissima [forse lievemente cancerogena] consolle. Ed in questo modo tutti gli abitanti hanno abbandonato le loro fedi fittizie, tornando sulla retta via: il creatore, colui che riesce a togliere nulla dal nulla ed avere comunque il nulla. E mettere tutto nel tutto senza disordinarsi il portascarpe.
Gli ultimi semprali ancora in vita avanzarono dei dubbi sulla veridicità della cosa. Sembrerebbe infatti che all'interno della consolle ci fosse un normalissimo trasmettitore cazzodico puntato sul pianeta Vomero.
Ma i suddetti semprali esplosero, forse dolosamente, e non riuscirono a smascherare l'inghippo. Sarebbe stato un peccato perché ora gli abitanti di Parappero V sono molto felici, ottengono un sacco di risposte insensate ad un sacco di domande sensate e ciò infittisce il mistero della fede.
E' felice Il Mandorla che controlla il mercato delle consolle e si chiede quale debba essere il prossimo pianeta da colonizzare con le sue tecnologie.
E' felice Star Gates che è diventato l'uomo più ricco della galassia.
E non si sa per quale fantasiosa congiunzione astrale ora su Vomero nessuno più si muore di fame.

19 febbraio 2006

Terradue e il regime burlone

L'autostoppista spaziale è anche un grande esperto di regimi. Girando l'universo ne ha visti tanti. Stamattina mi raccontava che sul pianeta TerraDue [simile alla nostra terra, non fosse che gli abitanti si sono sviluppati in maniera diversa e più congeniale alle diverse condizioni del pianeta. Ad esempio parlano dal fondoschiena, cosa che per noi può essere orripilante ma che per loro è normale. L'evoluzione lì è stata più razionale in un certo senso. Il business delle mentine è comunque il principale del pianeta]... bé dicevo su terra due c'è una nazione governata dal cosiddetto Regime Burlone.
In pratica questi esseri che parlano dal culo basano la loro nazione sui soggetti più burloni e divertenti.
Il superpresidente è naturalmente quello più divertente... riesce a fare il burlone in qualunque occasione. Tutti ridono quando lui parla, quando lui promette a vanvera, quando alle convention con le altre nazioni fa scherzetti da prete agli altri capi di stato. Insomma al superpresidente Parrucchino tutti i cittadini gli vogliono bene.
All'interno del gabinetto governativo però ci sono altri personaggi di spicco, tipo il ministro Minestrone addetto all'economia, che nonostante ci siano 6 miliardi di giovani terraduensi disoccupati e 8 miliardi sotto la soglia di povertà compila i bilanci disegnando cazzi di tutte le taglie e si diverte ad emanare le cosìdette leggibuffedelgovernoburlone che promettono di regalare uno e poi con l'altra mano prelevano due. Insomma il Minestrone è davvero un tipo giusto e alle prossime elezioni verrà sicuramente rieletto.
Ma l'autostoppista spaziale è rimasto affascinato più di tutti dal ministro Ignoranza, addetto alle Riformedivertenti e alla Destruction. Il ministro Ignoranza una sera ad un talk show ha raccontato una barzelletta così divertente, ma così divertente, che il giorno dopo su terradue milioni di persone stavano ancora ridendo, e centinaia sono addirittura morte dalle risate.
Morire dalle risate per una barzelletta è brutto, ma le famiglie non se la sono presa più di tanto, perché i loro ministriburloni li tengono su di morale e anche quando la vita sembra difficile, l'economia a rotoli e il pianeta sul punto di esplodere per le tensioni e le guerre, loro saranno sempre lì, sorridenti, a sparare cazzate.

01 febbraio 2006

Tutto è misurabile [parte prima]

Ziqqurat è un ventenne imberbe e pieno di energia. Se ne va trotterellante attraverso i campi minati nel suo cortile, ripetendo i passi ogni volta, saprebbe attraversarli ormai anche ad occhi chiusi.
Le centraline antismog esplodono ogni due tre giorni, e sono più pericolose delle mine stesse. Il partito buroricottocratico che governa il paese si ostina ad abbondare in centraline per tenere sotto controllo l'inquinamento. Ma quelle esplodono, e se sei a distanza ravvicinata puoi anche perdere un occhio, o tutti e due.
Le papere postnucleari hanno un bel da fare a sventrare i gatti morti, ma si sa, devono pur sopravvivere. Ziqqurat adora andare a caccia di quegli strani animali postnucleari. I nonni millantano che, un tempo, le papere dovevano essere animali pacifici. Ma a vederle oggi, così aggressive e demoniache, sarebbe come dire che qualche epoca fa un carro armato T80 veniva usato per andare a fare i picnic sui prati.
Il camion raccoglicadaveri passa ogni notte alle due a disturbare il sonno dei vivi. Con quella luce gialla lampeggiante e il motore che solleva i cassonetti Ziqqurat non invidia certo i funzionari statali addetti a quella funzione. Guadagnano bene, ma tra di essi c'é una falcidia di suicidi e di morte per intossicazione polmonare. Eppure l'idea della raccolta differenziata sembrava buona in partenza. Visto che la nube uccide giornalmente e improvvisamente un numero imprecisato di persone, la comparsa di quei rassicuranti cassonetti rosa confetto dove depositare in appositi sacchi antiparassitari i propri morti e morenti è parsa scelta azzeccata.
Inizialmente si faceva a gara per venire assunti nella ditta a partecipazione statale appaltatrice della raccolta cadaveri, visto lo stipendio, l'orario lavorativo e l'abbassamento dell'aliquota fiscale sulla busta paga dal 95% al 94.5%. Ma la faccenda dei suicidi inizia a puzzare più dei cassonetti stessi, ed ora gli addetti vengono estratti a sorte dalle liste di collocamento con lettera di precettazione.
Tant'è che, dato il bordello del mostruoso camioncino, il tranquillo giaciglio in mezzo al cortile minato diventa invivibile durante la breve permanenza del mezzo. Perciò il nostro affezionato afferra una bottiglia di Bumbum, deliziosa mistura di acquaragia ed estratto di frutta non meglio definita, e saltellando tra le mine se ne va verso casa del suo amico GanzoManzo, col deliberato scopo di prendersi una bella sbronza. Il Bumbum ti rimescola l'anima, ma essendo altamente corrosivo, va centellinato. I più astuti bevitori per godersi meglio il colpo immediato della mistica bevanda con un'apposita pompetta si sparano il Bumbum dritto nell'intestino attraverso il foro posteriore. Questa pratica però alla lunga è potenzialmente mortale perché corrode malamente determinate fondamentali cavità.
Ganzomanzo se la cava bene col Bumbum, e da sbronzo ne combina di tutti i colori quel matto. Una volta Ziqqurat l'ha visto ballare con l'uccello in mano sparandosi una grossa sega in mezzo alla strada, un'altra volta vomitare deliberatamente nella cassetta postale della sede perifericaquartieralmafiosa del partito buroricottocratico. E' di sinistra lui, se destra e sinistra come riferimenti possano ancora essere considerati validi.
Il ciclo notte giorno lo ha risolto la nube, che con le sue polveri finissime e meno fini ha oscurato il sole da almeno duecentottantatre anni e qualche giorno. La notte perenne però ha i suoi vantaggi: i centri solarium per l'abbronzatura sono il business del nuovo millennio, ne sono spuntati a migliaia. Studi recenti dimostrano addirittura che un'ora di lampada totale sia meno cancerogena di mezz'ora di passeggiata all'aria aperta.
Ziqqurat se la gode sempre con Ganzomanzo, alla fine pur essendo strambo è un tipo interessante con un sacco di storielle buone, e con l'imprevedibilità di chi potrebbe estrarsi i polmoni dal culo solo per scommessa.
Stasera i due mattacchioni si godono la quiete della notte perenne, al riparo dai noiosi gridoschermi, dai rastrellamenti della setta dei seguaci del Supertelegattone, dall'assalto delle ninfomani la cui quantità si è pesantemente accentuata dopo che l'ultima guerra provinciale ha spazzato via il 92 per cento degli elementi maschili tra i dodici e i sessantacinque anni dalla regione pangeatica.
Insomma non avere niente è il nirvana dell'essere umano oggi. Non hai niente, non perdi niente, e Ziqqurat lo sa bene: il trucco è consumare in breve tempo ogni piccola cosa che si ha, meglio un piacere breve ma intenso. Ne ha vista gente impazzire per difendere dagli sciacalli i pochi beni accumulati, ma lui non ci cascherà in questa trappola.
E poi d'altronde sa bene che chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore, chi non si fa i cazzi suoi muore.

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